Intelligenza artificiale

L'arte generata dall'AI non può essere protetta da copyright: la sentenza negli Usa

Respinta la richiesta di uno scienziato informatico che voleva attribuire i diritti di un'opera all'algoritmo che l'ha generata

L'arte generata dall'AI non può essere protetta da copyright: la sentenza negli Usa
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Le opere d'arte create dall'Intelligenza artificiale non possono essere protette da copyright poiché mancano di un requisito fondamentale per la legge americana sul diritto d'autore: essere un prodotto della mente umana.

Lo ha stabilito venerdì un giudice federale di Washington, Beryl Howell, confermando la decisione dell'Ufficio copyright Usa di negare allo scienziato informatico Stephen Thaler la registrazione di un'opera bidimensionale da attribuire al nome di Creativity Machine, ovvero l'algoritmo AI che l'ha realizzata.

È la prima sentenza del genere nel paese, relativa a opere create da questo nuovo tipo di algoritmi la cui popolarità è esplosa negli ultimi anni con prodotti come ChatGPT o OpenAi.

Howell ha ricordato come in passato diversi tribunali abbiano "uniformemente rifiutato di riconoscere il copyright a opere senza alcun coinvolgimento umano", citando a paragone alcuni casi particolari tra cui quello del macaco che si era fatto un selfie.

"Indubbiamente ci stiamo avvicinando a nuove frontiere nel diritto d'autore, con gli artisti che hanno aggiunto l'Intelligenza artificiale tra gli strumenti a loro disposizione per generare opere visive o di altra natura", ha scritto il giudice.

L'ascesa dell'AI "solleverà importanti dubbi" su quanto coinvolgimento umano sia necessario perché un'opera meriti di essere protetta dal copyright, ha concluso Howell, oltre che su come valutare l'originalità dell'arte generata dall'AI "addestrata" su preesistenti opere già protette da copyright.