O'Leary ripete: "Decreto stupido e idiota"

Braccio di ferro Governo-Ryanair sul caro voli, oggi confronto al ministero

Il vettore low cost irlandese: "L'Italia ritiri una norma illegale e illogica che riduce le tratte e aumenta le tariffe". Salvini: "Insulti e ricatti inaccettabili"

Braccio di ferro Governo-Ryanair sul caro voli, oggi confronto al ministero
(Ansa)
Un aereo della Ryanair in decollo da Fiumicino

Prosegue il muro contro muro tra il governo italiano e Ryanair sul decreto caro-voli, il provvedimento varato a inizio agosto dal Consiglio dei ministri che prevede limiti all'algoritmo che calcola le tariffe dei voli - con l'idea di frenarne il costo. 

Il vettore low cost irlandese - prima compagnia in Italia, nel 2022 ha totalizzato 45,7 milioni di passeggeri, pari a un terzo del totale - contesta l'intervento chiedendo un passo indietro in nome della concorrenza e del libero mercato. Per dare più forza alle proprie argomentazioni, la scorsa settimana Ryanair ha annunciato la riduzione di circa il 10% dei voli da e per la Sardegna e la Sicilia. 

Questa mattina il ministro Adolfo Urso torna a riunire al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo permanente sul caro voli. Da giorni il ministro, che ha avviato un confronto con il settore, ripete: "L'Italia è un paese sovrano, non si fa ricattare da nessuno". Rincara la dose il vice premier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini: "Sulle scelte si può ragionare, gli insulti e i ricatti non sono accettabili". 

Ryanair - proprio ieri - ha chiesto nuovamente ad Urso di ritirare quello che definisce un "decreto illegale" sul controllo dei prezzi, "di cui né il ministro né il suo Ministero sono in grado di spiegare il funzionamento" con la motivazione che "viola il Regolamento UE 1008/2008 sui servizi aerei". Un testo che, dice la compagnia, ha concesso "libertà di fissare i prezzi" e "ha permesso di abbassare le tariffe e di ottenere un'incredibile crescita del traffico in Italia". 

Il patron Michael O'Leary, non nuovo a toni polemici e provocatori, la mette così: "Il  decreto prezzi è basato su dati spazzatura, è stupido e idiota, ridurrà i voli aumentando le tariffe".

In Commissione in Senato il presidente Enac Umberto Di Palma ha parlato di "intervento normativo assolutamente necessario" ma anche della necessità che il Parlamento introduca "interventi migliorativi" della norma. Anche per "evitare la censura di carattere comunitario". Sempre in Commissione, Ita ha fatto notare: "Noi non ci tiriamo indietro, abbiamo dato massima disponibilita' a collaborare per una corretta e puntuale applicazione di quanto previsto nel decreto. Non minacciamo tagli di voli, come altri".