Caivano, Napoli

Le cuginette abusate: arrestati 7 minorenni e 2 maggiorenni. Gli inquirenti: "Episodi innumerevoli"

Nel 'branco' autore degli abusi anche il fidanzatino di una delle due ragazzine che, secondo gli inquirenti, la costringeva ad avere rapporti sessuali con lui picchiandola con un bastone. Le ripetute violenze di gruppo in una casa abbandonata

Un calvario durato oltre due mesi.

E' quanto, come emerso dalle indagini, hanno vissuto le due cuginette di dieci e dodici anni violentate a Caivano, in provincia di Napoli, la scorsa estate. Per gli abusi di gruppo sono state eseguite dai carabinieri di Napoli due distinte ordinanze di misura cautelare nei confronti di 9 giovanissimi: 7 minorenni e 2 maggiorenni, emesse dal gip presso il Tribunale per i minorenni di Napoli e dal gip presso il Tribunale di Napoli Nord. 

In totale sono nove le persone agli arresti: due maggiorenni sono finiti in carcere, sei minorenni in istituto penale minorile e uno in comunità. Il più piccolo tra i protagonisti di questa vicenda ha 14 anni e il più grande è un diciannovenne. All'interno del ‘branco’ anhe il ragazzo di una delle due ragazzine abusate; secondo gli inquirenti, la costringeva ad avere rapporti sessuali con lui picchiandola con un bastone.

L'indagine partita dalla denuncia dei genitori avvisati da un messaggio anonimo

La vicenda è stata resa nota dopo le denunce presentate dal padre di una delle bambine e dalla madre dell'altra. Il racconto delle violenze ai carabinieri è avvenuto dopo che il fratello di una delle due ha ricevuto messaggi telefonici nei quali si raccontava che le minorenni era le protagoniste di alcuni video di contenuto sessuale. I genitori delle ragazzine hanno raccontato del timore di una possibile diffusione delle immagini che riproducevano gli abusi. Circostanza confemata anche dalle stesse vittime.

Le due minori sono state ascoltate da personale specializzato dell'Arma al quale hanno confidato le paure nate dopo le violenze che avevano subito per oltre tre mesi.

Gli inquirenti: “Innumerevoli gli episodi di violenza”

Sono "innumerevoli" gli abusi sessuali subìti dalle due cuginette di 10 e 12 anni a Caivano: le violenze di gruppo sono avvenute tutte in un immobile abbandonato, definito dalle vittime "capanna", in "vico dei tossici". A dirlo sono le carte dell'inchiesta in cui si legge: "le violenze sessuali di gruppo" si sono verificate "innumerevoli nell'arco di soli due mesi", tra giugno e luglio scorsi e sarebbero di sicuro proseguite se la madre di una delle due giovani vittime e il padre dell'altro non avessero dato il via all'inchiesta con le loro denunce. Gli stupri del branco sarebbero avvenuti tutti in un immobile abbandonato di Caivano, che le ragazzine definiscono 'capanna', in 'vico dei tossici'.

In alcuni casi gli indagati sottraevano dalle mani delle vittime i loro cellulari per ricattarle, per costringerle ad avere rapporti sessuali in cambio della restituzione del telefono. Altre volte minacciavano di dire tutto ai loro genitori. Oltre agli stupri di gruppo vengono contestate agli indagati anche singoli episodi di violenza, nei quali le giovani vittime venivano minacciate in vario modo e poi costrette ad avere rapporti. Tra gli altri episodi, negli atti dell'inchiesta c'è anche un tentativo di stupro in un centro commerciale di Marcianise.

Il procuratore per i minori di Napoli: “Le bambine hanno provato a ribellarsi. Punizione esemplare per i colpevoli, ma dovranno iniziare percorso di recupero"

Le ragazzine vittime di abusi a Caivano "venivano derise, offese, colpite con calci e pugni, i ragazzi erano in possesso di tirapugni, e questo incuteva timore. Venivano sottratti loro i cellulari, minacciando di non ridarli se non avessero consumato i rapporti sessuali. La giovanissima età delle bambine, a fronte di un gruppo di nove persone, rappresentava un divario che già di per sé crea un forte stato di timore. Le ragazze hanno provato a ribellarsi, ma a fronte della presenza di questi ragazzi, sicuramente più forti di loro, non ci sono riuscite". 

A parlare a margine della conferenza stampa di questa mattina nel tribunale di Aversa (Caserta) è il procuratore di Napoli Nord Maria Antonietta Troncone. "Non risulta - ha aggiunto - che i ragazzi provengono da famiglie legate alla criminalità organizzata, ma sicuramente il fatto è avvenuto in un ambiente di degrado diffuso".

"Lo Stato c'è a Caivano", ha detto invece il procuratore dei minori di Napoli, Maria de Luzenberger Milnersheim che ha sottolineato: "I genitori delle due bimbe si sono presentati con le loro figlie alle 9 di sera alla caserma dei carabinieri, e qui hanno lasciato le loro bimbe, che sono state affidate a un carabiniere donna, che ha raccolto per prima i loro drammatici racconti, e ha scritto la relazione di servizio su cui si sono basate le indagini".

"Si sono recati in caserma per ottenere protezione e hanno fatto denuncia, un fatto importante che smentisce in parte quello che si dice di questo posto", ha aggiunto de Luzenberger stigmatizzando alcune indiscrezioni di stampa delle scorse settimane. "Le bambine sono state soggette a una pressione mediatica molto forte, non vorrei che adesso si riaccendesse il clamore. Quello che è accaduto non succede solo a Caivano e non solo a Napoli, ma anche altrove. No alla gogna mediatica pure per questi ragazzi che avranno una punizione esemplare, ma che dovranno iniziare un percorso di recupero", ha concluso.

I militari dell'esercito di nuovo a Caivano

I militari del Genio stanno lavorando all'interno dell'ex centro sportivo Delphinia di Caivano per consentire nei prossimi giorni l'avvio delle attività di bonifica.  La struttura è abbandonata da tempo e secondo una prima ricostruzione investigativa è stato lo scenario delle violenze consumate ai danni delle due cuginette.
Secondo quanto deciso dal governo, il centro verrà ristrutturato (i lavori, salvo imprevisti, saranno ultimati entro la prossima primavera) e successivamente affidato alle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della polizia di stato. Al momento è già stato liberato il piazzale in modo da consentire un più facile accesso ai mezzi.