La regione separatista

La Serbia mobilita l'artiglieria pesante al confine col Kosovo. Usa: "Ritiratevi"

E' allerta al confine con l'ex regione separatista serba, mentre il presidente kosovaro Albin Kurti parla con Joe Biden al telefono ottenendone l'appoggio

La Serbia mobilita l'artiglieria pesante al confine col Kosovo. Usa: "Ritiratevi"
AP
La bandiera serba davanti a quella del Kosovo

Artiglieria pesante e carri armati schierati pronti a intervenire. Belgrado mostra i muscoli al confine con il Kosovo dopo una settimana dai violenti scontri avvenuti in un monastero ortodosso a nord della regione dove hanno perso la vita un agente di polizia kosovaro e tre militari serbi. Senza sosta le forze speciali kosovare “armata fino ai denti” cercano la mente dell'attacco al monastero con veri e propri raid che Belgrado ha considerato "brutale ed eccessiva dimostrazione di forza".

Le violenze sono cominciate con il voto comunale dello scorso giugno che prevedeva l'insediamento di sindaci albanesi nel territorio dell'ex provincia separatista serba, segnando una delle più gravi escalation degli ultimi anni.

La crisi preoccupa la comunità internazionale. Dopo un colloquio con il premier kosovaro Albin Kurti, la Casa Bianca ha esortato Belgrado a ritirare le proprie forze dal confine definendo il rafforzamento militare serbo "senza precedenti".

“Stiamo monitorando una situazione molto destabilizzante, con uno schieramento senza precedenti di artiglieria serba avanzata, carri armati, unità di fanteria meccanizzata, chiediamo alla Serbia di ritirare queste forze dal confine” ha dichiarato John Kirby, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale americano.

Il presidente serbo Vucic in un colloquio con Anthony Blinken, ha confermato l'esistenza del rafforzamento militare, ma ha respinto le affermazioni secondo cui le forze del suo Paese sarebbero in stato di allerta. Serve "un'immediata de-escalation e un ritorno al dialogo", ha detto il segretario di Stato americano. 

 

La NATO si è già detta pronta ad aumentare la sua forza di pace in Kosovo, mentre a incrinare il già fragile equilibrio c'è anche una richiesta formale di sanzioni sostenute da Bruxelles