Brandizzo (Torino)

Operai travolti sui binari, si indaga sul nulla osta mai dato. Salvini: "Errore inaccettabile"

Presto gli interrogatori dei due indagati: l'addetto di Rfi al cantiere e il capocantiere della Sigifer. "Emerse irregolarità gravi. Il disastro poteva essere evitato", ha detto la procuratrice di Ivrea

Operai travolti sui binari, si indaga sul nulla osta mai dato. Salvini: "Errore inaccettabile"
Ansa
Autolook, un minuto di silenzio per le vittime di Brandizzo

“Un errore inaccettabile”! Le ultime parole sull'incidente ferroviario di Brandizzo, in cui un treno ha travolto uccidendoli cinque operai al lavoro nella stazione, sono quelle del ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini.

A margine della sua partecipazione al Gran Premio di Monza, rispondendo a una domanda sull'opportunità di aumentare la tecnologia per prevenire gli incidenti ferroviari a seguito della tragedia nel Torinese, Salvini ha aggiunto: “La procedura c'è, non puoi andare a lavorare su un binario se non c'è l'autorizzazione che non passano più veicoli. È stato un drammatico errore su cui ovviamente dobbiamo andare fino in fondo”.

Intanto, con il procedere delle indagini, l'ipotesi che nessuno avesse autorizzato l'avvio dei lavori al binario 1 della stazione di Brandizzo prende sempre più forma. Lo confermano le immagini delle telecamere di videosorveglianza, le telefonate registrate e i dati documentali già in possesso della procura. E sul luogo del disastro continua la processione di concittadini, prenti e amici delle vittime che depongono fiori. Su una delle porte di ingresso della stazione di Brandizzo è stato posto un casco giallo con un cuore rosso che sanguina.

Brandizzo. Fiori e un casco con un cuore rosso che sanguina in memoria dei 5 operai uccisi dal un treno Ansa
Brandizzo. Fiori e un casco con un cuore rosso che sanguina in memoria dei 5 operai uccisi dal un treno

La ministra del Lavoro Calderone a Brandizzo

Sul luogo luogo del tragico incidente anche la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone. "Non siamo qui per fare passerelle", ha detto durante la sua visita la responsabile del dicastero. "Non ho chiesto di incontrare le famiglie perché è un dolore personale prima di tutto. Non cerchiamo alcun clamore mediatico. La ministra ha sottolineato la necessità di capire la composizione dei nuclei familiari per definire gli aiuti e ha chiesto all'assessore regionale al Lavoro di verificare se ci sono bisogni lavorativi all'interno delle famiglie. 

Calderone ha poi ribadito l'impegno nell'accertare quanto accaduto e nel migliorare la sicurezza sul lavoro. "Ci sono indagini in corso delle autorità competenti che fanno bene il loro lavoro, ma il tema della sicurezza riguarda anche quanto ognuno è in grado di rispettare le prescrizioni. Ci sono errori e umane disattenzioni. È un tema su cui siamo attenti, abbiamo fatto interventi su decreto primo maggio e altri ne faremo" ha affermato ricordando che è stato proposto un progetto da avviare nelle scuole sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 

L'inchiesta sulla dinamica del disastro e primi indagati

Antonio Massa, 46 anni di Grugliasco, l'addetto di Rfi al cantiere, è stato il primo a finire nel registro degli indagati. "E' un uomo distrutto", sottolineano negli uffici della procura di Ivrea. Lui stesso, sentito nelle ore immediatamente successive il disastro, mentre ancora si trovava in ospedale a Chivasso, ha ribadito più volte di avere "mandato a morire quei ragazzi".

"Il cantiere è iniziato senza alcun nulla osta", sottolinea la procuratrice capo d'Ivrea, Gabriella Viglione, confermando gravi violazioni della procedura di sicurezza prevista per i cantieri di manutenzione ferroviaria. Il sospetto è stato confermato dall'incrocio di tutti gli elementi già raccolti dagli investigatori. A partire proprio dalle telefonate intercorse tra Massa e la dirigente movimento della stazione di Chivasso. "Dalle prime indagini sono emerse irregolarità gravi nelle fasi precedenti al disastro, l'evento poteva essere evitato se solo la procedura fosse stata seguita correttamente", ha detto la procuratrice capo. 

I lavori, infatti, erano previsti in quel tratto e in orario notturno, ma era necessario coordinarsi con la sala operativa in quanto era previsto il passaggio di tre treni: uno di linea, uno di servizio (quello che ha travolto gli operai) e un terzo convoglio all'una e mezza di notte. Stando alle registrazioni, alle 23.30, la sala operativa avrebbe fornito all'addetto Rfi a Brandizzo delle fasce orarie nel corso delle quali effettuare i lavori, in relazione ai previsti passaggi dei treni, ma nessun via libera ad avviare il cantiere.

Quando a mezzanotte, Massa richiama Chivasso per ottenere il nulla osta, il primo treno di linea è già transitato ed è possibile che sia stato erroneamente scambiato per il secondo che, invece, stava arrivando proprio in quel momento in stazione, a una velocità superiore ai 100 chilometri orari. Gli operai, a quel punto, si trovavano già sui binari, evidentemente autorizzati dal referente Rfi e dal capocantiere, ma senza alcun via libera dalla centrale. Nella telefonata, prima che la linea cada, si sente sopraggiungere il convoglio. Quando Massa, pochi secondi dopo, riesce a ricontattare la centrale di Chivasso, la tragedia si è già consumata.

Non è l'unico indagato: con lui c'è anche Andrea Girardin Gibin, 52 anni di Borgo Vercelli, capocantiere della Sigifer, l'azienda vercellese che aveva in appalto i lavori di manutenzione sui binari. Erano entrambi vicino al binario 1 quando il treno ha travolto i cinque operai. Saranno interrogati la prossima settimana a Ivrea. Per quanto riguarda i reati la procura indaga per disastro e omicidio colposo, ma non è escluso si arrivi a ipotizzare il dolo eventuale

Secondo quanto fa sapere la Procura di Ivrea altre persone potrebbero essere indagate oltre ai due superstiti della strage.

Per quanto riguarda i funerali dei cinque operai invece si dovrà attendere ancora qualche settimana, perché c'è un oggettivo problema con l'identificazione dei resti. Un pool specializzato di medici legali è al lavoro, con diverse tecniche, per riuscire a identificarli in maniera ragionevole: le procedure dureranno parecchio tempo. 

I 5 operai morti sulla linea ferroviaria Torino-Milano Rainews24
I 5 operai morti sulla linea ferroviaria Torino-Milano

Chi erano le vittime del disastro

I cinque operai, Michael Zanera, 34 anni, di Vercelli, Giuseppe Sorvillo, 43 anni, di Brandizzo, Saverio Giuseppe Lombardo, 52 anni, di Vercelli, Giuseppe Aversa, 49 anni, di Chivasso e Kevin Laganà, 22 anni di Vercelli erano tutti lavoratori della società Sigifer di Borgo Vercelli, nel Vercellese e al momento dell'incidente stavano per iniziare la sostituzione di alcune rotaie.

"Era una persona stupenda, un granlavoratore, un padre di famiglia spettacolare", ricorda un amico di Giuseppe Sorvillo. C'è un altro amico con lui che non riesce a parlare, annuisce soltanto e ha un mazzo di fiori. Cerca il nome del suo amico, sui mazzi già davanti alla stazione, vuole metterlo accanto a quelli per il suo Giuseppe. Un terzo amico sorride all'espressione "gran lavoratore" eaggiunge: "Eh sì, dovevano andare a lavorare anche ieri e oggi, lui lavorava di sabato e domenica, spesso". 

Incessante il pellegrinaggio anche sotto casa di Kevin, 22 anni, il più giovane delle cinque vittime dell'incidente sulla ferrovia Torino-Milano. Da quella notte decine di conoscenti e gli stessi parenti più stretti del ragazzo stazionano giorno e notte sul marciapiede di corso XXVI Aprile, pregando davanti allo striscione e alla grande fotografia della vittima. 

"Guardate tutta questa gente e capirete cos'era mio figlio", aveva detto il padre Massimo il giorno dopo l'incidente. Gli stessi parenti di Kevin sono andati a rendere omaggio alla famiglia di Zanera, che si è radunata nel cortile, nel quartiere Isola, dove il 34enne ha abitato fino all'anno scorso. Hanno donato ai parenti dell'operaio palloncini e una grande fotografia con il volto di Michael. Striscioni, scritte e palloncini anche sotto casa della vittima vercellese più anziana, Giuseppe Lombardo.

Brandizzo, fiori in memoria di Giuseppe Sorvillo Ansa
Brandizzo, fiori in memoria di Giuseppe Sorvillo

Il parroco di Brandizzo: “Facciamo la nostra parte”

Una chiesa particolarmente gremita quella di San Giacomo Apostolo a Brandizzo, nel drammatico momento che sta vivendo la comunità. Tanti i fedeli che non riuscivano a trattenere le lacrime quando il parroco, don Mario Perlo, nella sua omelia, ha parlato dell'incidente ferroviario in cui hanno perso la vita cinque operai. 

"La sofferenza e la croce appartiene a chi lo segue,dice Gesù. La nostra fede può diventare un tormento -  afferma don Mario - Credo che la tragedia di Brandizzo sia per tutti noiun momento forte". 

"Come parroco mi sono chiesto cosa posso proporre ai cristiani di Brandizzo - continua don Mario -. Sono stato dalla famiglia di Giuseppe Sorvillo. La casa era piena di parenti. Ho detto a Daniela, sua moglie, che la parrocchia c'è, è presente".   "Beppe, lo vedevamo qui, portava le figlie al catechismo. Il Comune ha aperto una sottoscrizione in denaro per sostenere la famiglia dov'è venuta a mancare la fonte di reddito - aggiunge -Vi invito ad aderire perché l'unione fa la forza. Noi facciamo la nostra parte per questa famiglia, il resto lo farà la magistratura".