La guerra Israele-Hamas

Unicef: “Il numero dei bambini morti e feriti a Gaza è sconcertante"

L'Unicef lancia un appello urgente a tutte le parti affinché accettino un cessate il fuoco, consentano l'accesso umanitario e rilascino tutti gli ostaggi

Unicef: “Il numero dei bambini morti e feriti a Gaza è sconcertante"
Reuters
Gaza. I bambini svegliati al suono delle esplosioni

"La situazione nella Striscia di Gaza è una macchia crescente sulla nostra coscienza collettiva. Il tasso di morti e feriti tra i bambini è semplicemente sconcertante". Lo ha dichiarato Adele Khodr, direttore regionale dell'Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, aggiungendo che "ancora più spaventoso è il fatto che se non si allentano le tensioni e se non si autorizzano gli aiuti umanitari, compresi cibo, acqua, forniture mediche e carburante, il numero di morti giornaliero continuerà a salire".   

Negli ultimi 18 giorni, nella Striscia di Gaza è stato registrato un bilancio devastante per i suoi bambini, con notizie di 2.360 morti e 5.364 feriti a causa degli attacchi incessanti, più di 400 bambini uccisi o feriti ogni giorno. Inoltre, più di 30 bambini israeliani hanno perso la vita e decine rimangono in ostaggio nella Striscia di Gaza.

"L'uccisione e la mutilazione di bambini, il rapimento di bambini, gli attacchi a ospedali e scuole e la negazione dell'accesso umanitario costituiscono gravi violazioni dei diritti dei bambini", ha detto la Khodr.  "L'Unicef lancia un appello urgente a tutte le parti affinché accettino un cessate il fuoco, consentano l'accesso umanitario e rilascino tutti gli ostaggi. Anche le guerre hanno delle regole. I civili devono essere protetti - soprattutto i bambini - e si deve fare tutto il possibile per risparmiarli in ogni circostanza".        Anche in Cisgiordania - sottolinea l'agenzia Onu - si è registrata un'allarmante impennata di vittime, con quasi un centinaio di palestinesi che avrebbero perso la vita, tra cui 28 bambini, e almeno 160 bimbi feriti. Anche prima dei tragici eventi del 7 ottobre 2023, i bambini della Cisgiordania erano già alle prese con i più alti livelli di violenza legati al conflitto degli ultimi vent'anni, con la perdita di 41 bambini palestinesi e di sei bambini israeliani fino a quest'anno.   

Il carburante è di fondamentale importanza per il funzionamento di strutture essenziali come ospedali, impianti di desalinizzazione e stazioni di pompaggio dell'acqua. Le unità di terapia intensiva neonatale ospitano oltre 100 neonati, alcuni dei quali sono in incubatrice e si affidano alla ventilazione meccanica, rendendo l'alimentazione elettrica ininterrotta una questione di vita o di morte.   

L'intera popolazione della Striscia di Gaza, che comprende quasi 2,3 milioni di persone, si trova ad affrontare una grave e pressante mancanza d'acqua, che comporta gravi conseguenze per i bambini, circa il 50% della popolazione. La maggior parte dei sistemi idrici è stata gravemente colpita o resa non operativa a causa di una combinazione di fattori, tra cui la mancanza di carburante e i danni alle infrastrutture vitali di produzione, trattamento e distribuzione.  Attualmente, la capacità di produzione idrica è pari ad appena il 5% della produzione giornaliera abituale. I gruppi di popolazione più vulnerabili ricorrono a fonti di acqua non potabile, tra cui l'acqua ad alta salinità e di qualità salmastra proveniente dai pozzi agricoli. Ad aggravare il problema, i cinque impianti di trattamento delle acque reflue di Gaza hanno cessato le operazioni, principalmente a causa della mancanza di carburante, con conseguente scarico in mare di oltre 120.000 metri cubi di acque reflue.