Guerra tra Israele e Hamas

Giorgia Meloni al Cairo: “Il bersaglio siamo tutti noi, non cadiamo nella trappola di Hamas"

La presidente del Consiglio al “Forum dell'Egitto per la pace” poi a Tel Aviv dove ha incontrato il premier Netanyahu

Dopo aver partecipato al Cairo al vertice per la pace in Medio Oriente, Giorgia Meloni è stata in Israele dove ha incontrato Benyamin Netanyahu.

"Dobbiamo sconfiggere questa barbarie: è una battaglia tra le forze di civiltà e barbari mostri che hanno ucciso, mutilati, violentato, decapitato, bruciato persone innocenti" ha detto il premier israeliano ringraziando Meloni per essere "venuta in questi tempi bui". Da parte sua la presidente del Consiglio ha detto: "Capiamo perfettamente perché bisogna combattere e crediamo che voi lo farete nel modo migliore possibile perché noi siamo diversi dai terroristi. Quello che è avvenuto due settimane è qualcosa di più di una guerra, è qualcuno che vuole cancellare il popolo ebraico da questa regione". "L'antisemitismo - ha aggiunto la premier - è qualcosa che abbiamo dovuto combattere ieri ed oggi difendiamo il diritto di Israele ad esistere e garantire la sicurezza del suo popolo". Anche al presidente israeliano Isaac Herzog, con cui ha avuto un colloquio telefonico, Meloni ha espresso la sua "condanna dei brutali attacchi dell'organizzazione terroristica Hamas e ha ribadito il suo sostegno al diritto e al dovere di Israele di difendersi".

Nelle ore precedenti Giorgia Meloni aveva partecipato al “Forum dell'Egitto per la pace” durante il quale si è parlato degli “sviluppi e del futuro della causa palestinese e del processo di pace” nel pieno della guerra tra Israele e Hamas.

La premier è stata accolta all'aeroporto dall'Ambasciatore d'Italia in Egitto, Michele Quaroni, e dal ministro del Commercio egiziano Hazem al-Beblawi. Con i tank ammassati al confine di Gaza e i reparti dell'esercito israeliano pronti all'invasione di terra, Meloni ha deciso di essere presente in prima persona “per far valere il ruolo dell'Italia di interlocutore di peso nel Mediterraneo”, con la convinzione che da una crisi possano nascere sempre delle opportunità. 

Nella sessione di apertura del vertice l'intervento della Premier in cui si richiama l'impegno di tutti i grandi del mondo per evitare un'escalation che avrebbe contraccolpi planetari e tornando a lavorare, insieme, sul solco del progetto di “Due popoli e due Stati”

Per l'Italia era importante partecipare "per le possibilità che questo vertice prospetta, nonostante le posizioni di partenza possano sembrare distanti. Perché se anche i nostri punti di vista non fossero perfettamente sovrapponibili, perfettamente sovrapponibile è il nostro interesse, l'interesse comune è che quello che sta succedendo a Gaza non si trasformi in un conflitto più ampio, non si trasformi in una guerra di religione, in uno scontro di civiltà, rendendo vani gli sforzi fatti coraggiosamente in questi anni".

"L'impressione che ho, per le modalità con cui si è svolto l'attacco", è che l'obiettivo di Hamas "fosse costringere Israele a una reazione contro Gaza che creasse un solco incolmabile fra Paesi arabi, Israele e occidente, compromettendo la pace per tutti i cittadini coinvolti, compresi quelli che si dice di voler difendere", ha proseguito la presidente del Consiglio Meloni al summit. 

Il bersaglio - ha aggiunto - siamo tutti noi, e cadere in questa trappola sarebbe molto, molto stupido. Credo sia molto importante continuare a dialogare e ragionare. Le azioni terroristiche hanno indebolito le legittime istanze dei popoli, soprattutto nel mondo musulmano. In questa dinamica si inserisce la scelta di Hamas, che usa il terrorismo per impedire qualsiasi dialogo".

"Siamo molto preoccupati per la sorte degli ostaggi, ci sono anche degli italiani, chiediamo l'immediato rilascio degli ostaggi", ha detto ancora la premier a Il Cairo. Nessuna causa "giustifica il terrorismo, azioni studiate per colpire civili inermi, nessuna causa giustifica donne massacrate e neonati decapitati e brutalmente ripresi con una telecamera", ha aggiunto.

La premier ha poi ribadito in sede di summit l'importanza della decisione della Commissione Ue di triplicare gli aiuti umanitari a Gaza portandoli a oltre 75 milioni di euro,' ma ha sottolineato: ''l'aumento delle risorse deve essere accompagnato da un rigidissimo controllo su chi le utilizza''.

A margine del summit per la pace del Cairo la presidente del consiglio Giorgia Meloni ha poi avuto un incontro bilaterale con il leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. "Bisogna "lavorare a una de-escalation vera, continuare a lavorare su una soluzione di lungo termine, che può essere solo quella dei due Stati", ha detto Meloni. "C'è un lavoro pregresso che va ripreso e va costruito, anche con una tempistica decisa. Ci vuole un grande impegno della comunità internazionale, non facile se prima non si riesce a dare risposte che possono partire da una parte dal tema degli aiuti umanitari per la Striscia di Gaza; dall'altra parte un lavoro importante va fatto per gli ostaggi, che sarebbe un altro segnale significativo", ha osservato.

Meloni ha avuto anche un bilaterale con il presidente egiziano al-Sisi. Il colloquio - si legge in una nota di Palazzo Chigi - si è incentrato sul grave conflitto in corso in Medio Oriente e sulla necessità di sostenere un'urgente e coordinata azione diplomatica volta a contenere la sua ulteriore espansione. Meloni ha sottolineato l'importanza del vertice organizzato dal Cairo e il confronto tra tutti gli stati partecipanti. Italia ed Egitto, si legge ancora, continueranno a lavorare nelle prossime settimane in uno spirito di rafforzata collaborazione.

L'esito del vertice

Il summit si è poi concluso senza una dichiarazione finale condivisa da tutti i partecipanti, ma solo con un comunicato della presidenza egiziana. Il motivo, secondo fonti diplomatiche, sono le divergenze fra le diplomazie del gruppo dei paesi arabi e di quello occidentale.

Nella dichiarazione della presidenza egiziana si sottolinea che il summit era stato indetto su invito dell'Egitto "per consultarsi ed esplorare i modi per far avanzare gli sforzi verso il contenimento dell'aggravarsi della crisi nella Striscia di Gaza e verso la de-escalation militare tra le parti israeliana e palestinese". L'Egitto "ha cercato di costruire un consenso internazionale che trascende le culture, le razze, le religioni e le posizioni politiche, il cui nucleo è costituito dai valori dell'umanità e dalla sua coscienza collettiva che rifiuta la violenza, il terrorismo e l'uccisione illegale" di esseri umani e "chiede la fine della guerra in corso che ha causato la morte di migliaia di civili innocenti sia da parte palestinese che israeliana".