L'attacco di Hamas

Il fallimento dell'intelligence israeliana: cosa è andato storto?

Emergono dubbi sulle capacità dei servizi segreti dopo l’offensiva senza precedenti lanciata da Gaza

Il fallimento dell'intelligence israeliana: cosa è andato storto?
AP
Razzi contro Israele, danni a Ashkelon

Per i palestinesi di Gaza, gli occhi di Israele non sono mai lontani: i droni di sorveglianza ronzano costantemente nel cielo, il confine altamente protetto è inondato di telecamere di sicurezza e soldati di guardia, le agenzie di intelligence sfruttano le fonti e le capacità informatiche per estrarre informazioni. Ma gli occhi di Israele sembravano chiusi prima dell'assalto senza precedenti lanciato dai miliziani di Hamas. 

Le agenzie di intelligence israeliane hanno guadagnato un'aura di invincibilità nel corso dei decenni grazie a una serie di notevoli risultati. Agenzie come il Mossad, lo Shin Bet e l’intelligence militare hanno sventato complotti e operato con successo in patria e all'estero. Ma l’assalto del fine settimana, che ha colto di sorpresa Israele durante un’importante festività ebraica, mette in dubbio quella reputazione e solleva interrogativi sulla preparazione del Paese, di fronte a un nemico più debole ma determinato. 

"Questo è un grave fallimento", ha detto Yaakov Amidror, ex consigliere per la sicurezza nazionale del primo ministro Benjamin Netanyahu. "Questa operazione in realtà dimostra che le capacità (dell'intelligence) a Gaza non erano buone." Amidror non ha voluto offrire una spiegazione per il fallimento, dicendo che le lezioni dovranno essere apprese quando le acque si saranno calmate. 

Il contrammiraglio Daniel Hagari, capo portavoce militare, ha riconosciuto che l'esercito deve una spiegazione all'opinione pubblica. Ma ha detto che ora non è il momento: "Prima combattiamo, poi indaghiamo".

C'è chi sostiene che un’ondata di violenza di basso livello in Cisgiordania ha spostato lì alcune risorse militari e che abbia influito il caos politico che agita Israele per i passi del governo di estrema destra di Netanyahu volti a rivedere il sistema giudiziario. Ma l’apparente mancanza di conoscenza preventiva del complotto di Hamas sarà probabilmente vista come la principale causa nella catena di eventi che hanno portato all’attacco più mortale contro gli israeliani degli ultimi decenni.

Israele ha ritirato truppe e coloni dalla Striscia di Gaza nel 2005, privandola di uno stretto controllo sugli avvenimenti nel territorio. Ma anche dopo che Hamas ha preso il controllo di Gaza nel 2007, Israele è sembrato mantenere il suo vantaggio, utilizzando l’intelligence tecnologica e umana. Ha dimostrato di conoscere le posizioni precise della leadership di Hamas uccidendoli in attacchi chirurgici, a volte mentre  dormivano nelle loro camere da letto. Israele sa dove colpire i tunnel sotterranei utilizzati da Hamas per trasportare combattenti e armi, distruggendo chilometri di passaggi nascosti. Nonostante queste capacità, Hamas è riuscita a mantenere nascosto il suo piano. 

Il feroce attacco, che probabilmente ha richiesto mesi di pianificazione, addestramento meticoloso e coordinamento tra diversi gruppi di miliziani, sembra non essere stato rilevato dal radar dell'intelligence israeliana. Amir Avivi, un generale israeliano in pensione, ha affermato che senza un punto d'appoggio all'interno di Gaza, i servizi di sicurezza israeliani hanno fanno sempre più affidamento sui mezzi tecnologici per acquisire informazioni. Ha detto che i militanti a Gaza hanno trovato il modo di eludere la raccolta di queste informazioni, dando a Israele un quadro incompleto delle loro intenzioni. “L’altra parte ha imparato a gestire il nostro dominio tecnologico e ha smesso di usare la tecnologia che potrebbe smascherarlo”, ha detto Avivi, presidente e fondatore del Forum di difesa e sicurezza israeliano. "Sono tornati all'età della pietra", ha detto, spiegando che i miliziani non usavano telefoni o computer e conducevano le loro operazioni sensibili in stanze appositamente protette dallo spionaggio tecnologico o dalla clandestinità. Ma Avivi ha detto che il fallimento si estende oltre la semplice raccolta di informazioni e che i servizi di sicurezza israeliani non sono riusciti a mettere insieme un quadro accurato delle informazioni che stavano ricevendo.