Il rischio caro bollette dopo l'attacco di Hamas

La guerra in Israele scuote l'energia, impennata di gas e petrolio ma borse caute

Per Assoutenti: "Possibili rialzi del 15% per luce e gas". Nomisma, Se conflitto si allarga rialzi "Senza fine". Ma per ora i mercati restano prudenti ed i listini azionari - e le tariffe - resistono. Le proiezioni se il conflitto si allarga

La guerra in Israele scuote l'energia, impennata di gas e petrolio ma borse caute
Alexander Manzyuk/Anadolu Agency via Getty Images
Un impianto per l'estrazione di petrolio in Tatarstan, Russia

A due giorni dall'attacco a sorpresa di Hamas ad Israele gli effetti si sono sentiti sui prezzi del petrolio e del gas più che sulle borse e i titoli di stato, rimasti ai livelli di venerdì. I listini azionari - fino a ieri - hanno infatti resistito, a parte la borsa palestinese che ha ceduto oltre il 4%, mentre il petrolio è di nuovo schizzato vicino ai 90 dollari al barile (Wti +4,12% a 86,19 dollari e Brent +3,98% a 87,93 dollari). Anche il Gas - sempre ieri - ha guadagnato, di quasi il 15% a 43,95 euro al MWh, tornando ai livelli dello scorso 26 settembre. Quotazioni che hanno riacceso i riflettori, creando panico sui carburanti e sulle bollette ma non solo. 

l ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, in una foto d'archivio Ansa
l ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, in una foto d'archivio

Urso: "Situazione di emergenza"
Secondo Simone Tagliapietra di Bruegel - così nell'analisi dell'Ansa - tra i possibili rischi della guerra ci sarebbero anche possibili attentati ai gasdotti mediterranei. 
"Ci sono rischi" anche per il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che ha parlato di "Situazione di emergenza". Gli analisti di Goldman Sachs invece - fronte investitori - ritengono "improbabile un effetto immediato di grande portata a breve termine" sulla dinamica tra domanda e offerta e sulle scorte di petrolio.

Caro bollette Ansa
Caro bollette

Assoutenti: "Possibili rialzi del 15% per luce e gas"
Il conflitto scoppiato in Israele rischia di avere ripercussioni dirette per le tasche degli italiani. Lo afferma Assoutenti, che ieri ha diffuso una simulazione circa i possibili effetti della guerra sul fronte delle forniture energetiche. 

"Gas, balzo del +8,3%"
Il prezzo del gas è balzato ieri mattina a 41,40 euro al megawattora con un aumento dell'8,3% legato alle paure dei mercati per una escalation della guerra in Israele, spiega Assoutenti. L'associazione stima che con un incremento medio delle tariffe del +15% sia per la luce che per il gas, la bolletta dell'energia elettrica salirebbe di 115 euro annui a famiglia rispetto alle attuali tariffe, portando la spesa della luce e quota 879 euro. 

Le "proiezioni" sui prezzi per le famiglie
La bolletta del gas salirebbe invece a 1.526 euro annui a nucleo con un incremento pari a +199 euro annui, un rincaro complessivo tra luce e gas di +314 euro annui a famiglia con una spesa totale per le forniture energetiche che volerebbe a quota 2.405 euro all'anno a nucleo: “Aumenti che arriverebbero nel momento peggiore, ossia nei mesi invernali quando gli italiani accendono gli impianti di riscaldamento e concentrano l'80% dei consumi annui di gas” - commenta il presidente Furio Truzzi -. 
La nostra speranza è che il governo italiano di concerto con l'Europa sappia adottare adeguate misure di contrasto nell'ipotesi di una prossima improvvisa fiammata delle quotazioni energetiche". 

"Aumenti che arriverebbero nel momento peggiore, nei mesi invernali quando gli italiani accendono gli impianti di riscaldamento e concentrano l'80% dei consumi annui di gas"

(Truzzi, Assoutenti)

Tutti i rischi per il caro petrolio
Confermate le stime su un rialzo del brent "dagli 85 dollari al barile di venerdì a 100 dollari entro il giugno del 2024". Sul prezzo ci sono però "due potenziali implicazioni" con effetti opposti.
La prima è una "riduzione della probabilità di normalizzazione saudita-israeliana e un conseguente aumento della produzione saudita", la seconda invece è il rischio di un ribasso della produzione petrolifera iraniana

pompa di benzina, foto generica pixabay
pompa di benzina, foto generica

Se conflitto si allarga rialzi "Senza fine"
Se però la guerra fosse lunga e allargata al Golfo Persico, secondo il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli, il rialzo dei prezzi potrebbe essere "senza fine", con ipotesi estreme di 150 dollari al barile di greggio e di 2,5 euro al litro di benzina. 

Rothschild: "Finora mercati hanno reagito in modo contenuto agli eventi del fine settimana in Israele"

Secondo Benjamin Melman di Rothschild "finora i mercati hanno reagito in modo contenuto agli eventi del fine settimana in Israele". "I prezzi del petrolio - ha spiegato - sono rimbalzati di circa il 3%, il dollaro ha guadagnato circa lo 0,5% e c'è stato un leggero spostamento in direzione del quality (i più sicuri investimenti di qualità), con i mercati azionari e i rendimenti obbligazionari in calo". "Questi eventi drammatici- ha sottolineato - riguardano paesi non produttori di petrolio, che hanno un impatto limitato sull'economia globale". 

A suo dire però il "rischio principale" è il peggioramento della situazione nella regione.

Una schermata mostra le informazioni sulla banca Credit Suisse sul pavimento della Borsa di New York a New York, New York, USA ansa
Una schermata mostra le informazioni sulla banca Credit Suisse sul pavimento della Borsa di New York a New York, New York, USA

I mercati incerti, ed "in attesa" dei prossimi eventi 
In particolare, del rapporto tra Israele e Iran, con "ipotetiche conseguenze molto significative". "Non solo l'Iran è un grande produttore di petrolio - ha sottolineato - ma potrebbe nuovamente bloccare lo Stretto di Hormuz e distruggere i campi petroliferi vicini". 
Al momento secondo Melman è difficile fare previsioni e le borse lo hanno confermato. Milano ha ceduto lo 0,46%, Parigi lo 0,55% e Londra lo 0,03%. 

A cavallo della parità invece gli indici Usa. Tra i titoli in evidenza i petroliferi Shell (+2,83%) ed Eni (+2,27%) e il comparto aerospaziale con Leonardo (+4,79%). Vendite sulle banche a partire da Mps (-6,25%).