A Montecitorio le repliche della premier in vista del Consiglio Ue

Meloni: "Il Medioriente può diventare una slavina. Ideologico negare un nesso migranti-terrorismo"

"Per evitare uno scontro di civiltà va capito cosa accade" afferma. "La causa palestinese non c'entra nulla, Hamas voleva spingere Israele a una risposta tale da compromettere la normalizzazione". La Camera approva la risoluzione di maggioranza

L'Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo che inizia domani: 177 i voti favorevoli, 100 i contrari, 10 gli astenuti. Respinte tutte le risoluzioni delle opposizioni (Pd, M5s, AVS e +Europa), a eccezione di alcuni passaggi dei testi presentati da Iv e da Azione.

Il dibattito a Bruxelles sarà incentrato sulla crisi in Medio Oriente e sui passi da compiere per scongiurare scenari definiti dalla premier “inimmaginabili”. Cercare di capire cosa davvero stia accadendo è per Meloni “il confine che ci separa da uno scontro di civiltà, da un conflitto che rischia di essere molto ampio”. Che può diventare, cioè, “una slavina”. 

"Nessuno ha la pretesa di avere tutte le risposte in tasca. La prima domanda che mi sono fatta di fronte alle scene del 7ottobre è: che bisogno avevano i miliziani di Hamas di mettere una telecamera sulla propria fronte per riprendere decapitazioni di bambini, gente che balla su cadaveri di ragazze? - dice la premier, rispondendo al deputato del Pd, Enzo Amendola -  Anche nel mondo islamico ci sono delle madri, quando vedono quelle immagini probabilmente non si sentono fiere. Allora perché? La risposta è che la causa palestinese non c'entra nulla, Hamas con quelle immagini voleva spingere Israele a una risposta tale da compromettere qualsiasi possibilità di normalizzazione dello scenario mediorientale".

Le divisioni nell'Ue non hanno giovato, domani al Consiglio Ue “tornerò su questo punto”

 A Bruxelles, domani e venerdì, si concretizzerà quella che gli addetti ai lavori chiamano la fase di 'wording', ovvero la formulazione. Il punto centrale riguarda proprio il paragrafo sulla crisi in Medio Oriente. Sulla sostanza, i ventisette capi di Stato e di Governo sono tutti d'accordo: una ferma condanna agli attacchi terroristici di Hamas, il pieno diritto di Israele a difendersi (nel rispetto del diritto internazionale) e la garanzia del sostegno umanitario ai civili intrappolati a Gaza. "Il dibattito è sulla modalità più efficace per fare arrivare gli aiuti umanitari nella Striscia. Ossia, come calibrare il linguaggio delle conclusioni in modo che non abbia impatto sul diritto di Israele a difendersi. Teniamo presente che Hamas tiene in ostaggio non solo gli israeliani rapiti, ma anche gli stessi palestinesi che vivono nell'area", spiega una fonte diplomatica europea. 

Chiarita la sostanza, si lavora sulla forma. Una pausa umanitaria oppure pause umanitarie, come vorrebbe l'Italia, per permettere che gli aiuti possano effettivamente entrare più di una volta? La Germania chiede una finestra umanitaria. Nessuno chiede invece un cessate il fuoco perché "Hamas continua ancora il suo attacco" chiarisce un portavoce dell'Ue. “L'Ue può essere centrale” afferma in aula la premier, che sottolinea come le divisioni non abbiano giovato. E su questo punto Meloni è chiara: "Mi sono permessa di segnalare questo punto nel Consiglio in videocollegamento settimana scorsa e intendo tornare su questo punto" rimarca, sottolineando l'importanza dell'Ue  "in questa fase molto delicata della crisi", una situazione "oggettivamente molto complessa".

“I palestinesi sono vittime come tutti noi”

"E' molto difficile lavorare per evitare questa escalation, è la ragione per cui ho voluto partecipare al vertice al Cairo, l'Italia era l'unica del G7 presente a livello di leader perché credo che la priorità sia mantenere il dialogo coi paesi arabi che non vogliono cadere nella trappola" di Hamas, continua la premier parlando a Montecitorio, convinta che i civili palestinesi e "le stesse istituzioni palestinesi sono vittime esattamente come tutti noi".

Poi il passaggio sull'emergenza migranti e sul pericolo di infiltrazioni fondamentaliste. “Non penso che sia irragionevole o ideologico dire che può esserci un nesso tra migliaia di persone che entrano mediate dai trafficanti” e questo rischio, "penso che sia piuttosto irragionevole e ideologico negare che questo nesso possa esistere, a maggior ragione quando ne abbiamo avuto prova" sottolinea, ponendo l'accento sul fatto che "quando si fanno accordi di cooperazione si lavora anche per ampliare e favorire la migrazione legale il cui presupposto però è fermare la migrazione illegale: lo sappiamo che le due cose sono incompatibili, lo sa il centrosinistra che è stato costretto ad annullare le quote legali già coperte da chi entrava illegalmente. Non puoi dare una vita dignitosa a delle persone se non sai neanche chi sono, da dove arrivano, che cosa sanno fare, lo si può fare quando" il fenomeno "è governato. E non facciamo finta di non sapere quale è stato il destino di tantissimi immigrati irregolari di cui avevamo detto che ci saremmo occupati".

Se la politica inganna, i migranti maturano odio”

“Se alle persone non puoi garantire una vita dignitosa, se pensi che sia solidale farli entrare e poi tenerli ai margini della società, matureranno un odio perché saranno ingannate dai trafficanti di esseri umani e da una politica che ha promesso cose che non poteva dare. Per questo bisogna cercare di mutare l'approccio”.