Scontro tra poteri

Meloni: "Basita dalla sentenza di Catania". Dieci togati del Csm: "Attacco ad autonomia giudici"

Il rapporto tra potere esecutivo e giudiziario "va stabilito diversamente" dice l'Anm dopo le critiche rivolte alla giudice Iolanda Apostolico che non ha convalidato il trattenimento di tre migranti. Piantedosi annuncia che impugnerà la decisione

Meloni: "Basita dalla sentenza di Catania". Dieci togati del Csm: "Attacco ad autonomia giudici"
Ansa
La struttura realizzata sulla 'collina' di Pozzallo, nell'ex area industriale del paese del Ragusano, distante un chilometro dal porto

Una raccolta di firme per l'apertura di una pratica a tutela della giudice di Catania Iolanda Apostolico, finita nella bufera per non aver confermato il trattenimento di tre migranti richiedenti asilo nei Cpr, è in corso al Csm. Per ora sono una decina i consiglieri che l'hanno sottoscritta. Nel documento si parla di "autentici attacchi all'autonomia della magistratura"  venuti da esponenti della maggioranza e "persino" dalla presidente del Consiglio. Nel documento, inoltre, si censura la "grave delegittimazione professionale" di cui è stata oggetto la magistrata.

"Un provvedimento giudiziario in materia di protezione internazionale, emesso da un magistrato della sezione specializzata in materia di immigrazione del Tribunale di Catania, è oggetto fin da ieri di dichiarazioni da parte di esponenti della maggioranza parlamentare e persino del Presidente del Consiglio che, per modi e contenuti, si traducono in autentici attacchi all'autonomia della magistratura", si legge nel documento che l'Ansa ha avuto modo di visionare.   "A prescindere da ogni valutazione nel merito dell'atto in questione, l'accusa ai magistrati, con riferimento al contenuto di un provvedimento giurisdizionale, di essere 'nemici della sicurezza della Nazione (...) un ostacolo alla difesa dell'ordine pubblico (...e di) scagliarsi contro i provvedimenti di un Governo democraticamente eletto' pone in discussione la funzione stessa della giurisdizione in uno Stato di diritto", sottolinea ancora il testo.   "Nel contempo queste dichiarazioni, realizzando una grave delegittimazione professionale del giudice estensore dell'ordinanza, espongono lo stesso a indebiti attacchi mediatici aventi a oggetto la sua sfera personale", osservano i firmatari che concludono il documento con la richiesta di aprire "con la massima urgenza" una pratica a tutela.

Il  caso si è aperto sabato dopo che la giudice Apostolico non ha convalidato il trattenimento dei tre migranti disposto dal questore disapplicando il decreto Cutro, ritenuto contrario alle norme europee e alla Costituzione.   I migranti, che hanno fatto tutti richiesta di asilo, hanno lasciato il Cpr questa sera e verranno ospitati da alcuni familiari - uno in particolare ha anche la cittadinanza italiana - che si trovano regolarmente nel Paese.  Ad aspettarli, c'era l'avvocata Rosa Emanuela Lo Faro, che ha impugnato il provvedimento di fermo del questore.

"L'Anm di Catania esprime una posizione ferma e rigorosa a tutela della collega Iolanda Apostolico, persona per bene che ha lavorato nel rispetto delle leggi, e respinge con sdegno le accuse a lei rivolte. Il rapporto tra potere esecutivo e giudiziario andrebbe improntato a ben altre modalità" dichiara il presidente dell'Anm di Catania Alessandro Rizzo

E mentre da Imperia, nel Comitato per l'ordine e la sicurezza, il ministro Piantedosi annunciava che impugnerà il provvedimento di Catania, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo contestava sui suoi canali social. 

Sono rimasta basita di fronte alla sentenza del giudice di Catania, che con motivazioni incredibili (“le caratteristiche fisiche del migrante, che i cercatori d'oro in Tunisia considerano favorevoli allo svolgimento della loro attività”) rimette in libertà un immigrato illegale, già destinatario di un provvedimento di espulsione, dichiarando unilateralmente la Tunisia paese non sicuro (compito che non spetta alla magistratura) e scagliandosi contro i provvedimenti di un governo democraticamente eletto”, ha scritto Meloni. 

Non è la prima volta che accade e purtroppo non sarà l'ultima. Ma continueremo a fare quello che va fatto per difendere la legalità e i confini dello stato italiano. Senza paura”, ha aggiunto Meloni.
Siamo di fronte a una pressione migratoria senza precedenti, dovuta all'instabilità di vaste aree dell'Africa e del Medioriente. Il governo italiano lavora ogni giorno per fronteggiare questa situazione e contrastare l'immigrazione illegale di massa. Lo facciamo con serietà ad ogni livello: coinvolgendo gli altri stati europei e stringendo accordi con i paesi africani per fermare le partenze dei barconi e distruggere la rete dei trafficanti di esseri umani. E con norme di buon senso per facilitare le espulsioni di chi non ha diritto ad essere accolto”.

Magistrata Apostolico: “La questione giuridica non diventi personale

Non voglio entrare nella polemica, né nel merito della vicenda. Il mio provvedimento è impugnabile con ricorso per Cassazione, non devo stare a difenderlo. Non rientra nei miei compiti. E  poi non si deve trasformare una questione giuridica in una vicenda personale". Ha detto all'Ansa la giudice Iolanda Apostolico, responsabile di non aver convalidato il trattenimento dei tre tunisini sconfessando di fatto il cosiddetto decreto Cutro. 

 Il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia: “Evitare lo scontro”

"Il mio intendimento è evitare lo scontro, che non giova a nessuno, meno che mai agli interessi della comunità". Lo ha detto il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, intervistato dal Tg3 dopo la sentenza sui migranti. "La magistratura fa il suo mestiere, che è quello di confrontare la nuova normativa con il complesso della normativa dell'Ue in materia e con i valori costituzionali. I provvedimenti possono essere anche rivisti, ma una cosa è la critica al provvedimento e una cosa è la critica alla funzione giudiziaria".

Albamonte: “Indegno scavare nella vita personale dei giudici”

Eugenio Albamonte, ex presidente dell'Anm ed ex segretario di Area Democratica per la Giustizia, dopo che sono finite nel mirino di politici della maggioranza alcuni post della giudice di Catania Iolanda Apostolico, la giudice che non ha convalidato il fermo dei migranti a Catania, ha detto alle agenzie di stampa: "C'è una involuzione molto forte del governo attuale nel rispettare il ruolo della magistratura". E ha aggiunto che scavare nella sua vita privata per capire quali siano i suoi orientamenti personali, sono comportamenti non degni di una democrazia". 

"Un governo che si professa garantista, che parla di privacy, che vuole tre giudici e non uno per decidere di libertà personale, poi non si rende conto che questa norma che introduce la cauzione per i migranti non è né liberale né garantista", aggiunge Albamonte appena rientrato a Roma proveniente da Palermo dove è intervenuto al Congresso di Area. "Prima il problema nei rapporti tra magistratura e i governi, da Berlusconi in poi, si manifestava in caso di decisioni che riguardavano soggetti politici, oggi invece è oggetto di aggressione qualunque decisione che contrasti con il 'sentiment' del governo".   

Quanto alla decisione della giudice di Catania, Albamonte ricorda che "per insegnamento della Consulta, la normativa comunitaria è direttamente applicabile tutte le volte che ci sia contrasto con le norme nazionali, prevale la normativa europea, ed è quello che è avvenuto in questo caso".