Polveriera Medio Oriente

Migliaia di pro-Gaza in Egitto e scontri a Beirut, Hamas incita la rivolta in Cisgiordania, 2 morti

Dopo il raid sull'ospedale scontri e manifestazioni in Egitto, Giordania, Libano e Iran. Centinaia gli studenti delle università. Evacuato lo staff delle ambasciate israeliane in Marocco e Egitto. Cinque arresti a Istanbul

Sono in corso manifestazioni in diversi paesi arabi in solidarietà con la popolazione della Striscia di Gaza. Sit-in e proteste studentesche avvengono nella capitale egiziana al Cairo e scontri a Beirut a sostegno della popolazione di Gaza dopo la strage all'ospedale al-Ahli di Gaza City

In particolare a Beirut in Libano si registrano scontri tra manifestanti e forze di sicurezza vicino la sede dell'ambasciata Usa. La sicurezza libanese sta cercando di contenere la protesta con l'uso di idranti per evitare che i manifestanti si avvicinino all'edificio, nel giorno in cui Joe Biden è in visita a Tel Aviv. Sono scesi in piazza in queste ore anche a Tunisi e nella capitale dello Yemen, Sanàa, controllata dai ribelli filo iraniani Houthi. Un sit-in invece si è svolto questa mattina nel centro di Baghdad. A Rabat hanno sfilato in centinaia per le strade.

Il portavoce di Hamas, Osama Hamdan, ha incitato i palestinesi che vivono in Cisgiordania e in Israele a "sollevarsi contro il nemico sionista e a scontrarsi con esso in tutte le città, i villaggi e i campi". Hamdan ha anche chiesto che continuino le proteste scoppiate anche nel resto del mondo dopo l'esplosione di ieri sera. Il portavoce del gruppo palestinese ha infine chiesto un cessate il fuoco immediato e un corridoio umanitario nella Striscia di Gaza ancora assediata. Raduni a Nablus, Tubas, Qalqilya, Hebron e Tulkarem e Ramallah dove due palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane. Il ministero della Sanità ha anche affermato che almeno 3.478 palestinesi sono stati uccisi e 12.000 feriti a Gaza negli attacchi israeliani che vanno avanti dal 7 ottobre, da 11 giorni. Mentre la comunità israeliana piange 1.300 persone uccise e prega per i 200 ostaggi rapiti.

A causa delle manifestazioni di protesta in tutto il mondo arabo-islamico Israele ha evacuato lo staff delle proprie ambasciate in Marocco ed Egitto. Lo riferisce Yedioth Ahronoth, precisando che in tutte le rappresentanze diplomatiche israeliane nel mondo è stato alzato il livello di allerta. 

A Istanbul la polizia turca ha impedito ai manifestanti di prendere d'assalto il consolato israeliano. Più di 60 persone, la maggior parte delle quali agenti di polizia, sono rimaste ferite stamattina, dopo che un gruppo di manifestanti ha preso di mira l'edificio del consolato con pietre, bastoni e molotov. Cinque manifestanti sono stati arrestati per aver scavalcato le barricate della polizia. 

Ad Amman, in Giordania i manifestanti si sono radunati davanti alla moschea di Re Abdullah per esprimere solidarietà ai palestinesi.

Il presidente Abdel Fattah al-Sisi aveva avvertito: "se chiedo al popolo egiziano di scendere in piazza, saranno milioni". E' quello che sta accadendo. A Rafah, al confine con la Striscia gli operatori umanitari in attesa di entrare si sono riuniti per pregare in memoria delle vittime dell'ospedale al-Ahli di Gaza City dopo il raid di cui Israele e Hamas si accusano a vicenda. 

Sui social le immagini di migliaia gli egiziani, anche studenti, che manifestano in diverse città del più popoloso paese arabo. All'Università del Cairo, Alessandria, Mansoura, Faydoum, Minya.

Il presidente egiziano, che ha dichiarato 3 giorni di lutto per le vittime dell'ospedale, ha poi chiarito che "l'idea di trasferire i palestinesi nel Sinai significa trascinare l'Egitto in una guerra con Israele", lo scrive su X Al-Arabiya sintetizzando dichiarazioni fatte nella conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Olaf Scholz al Cairo. "La continuazione delle attuali operazioni militari a Gaza avrà ripercussioni che potrebbero andare fuori controllo e minacciare un'espansione del conflitto", ha detto al-Sisi, riferisce ancora l'emittente panaraba. 

Il lutto del Cairo segue a quello annunciato in precedenza dai governi dell'Iraq, Giordania, Libano e l'Autorità nazionale palestinese.

 

Manifestazioni anti-Usa e anti-israeliane anche a Teheran che esorta le nazioni musulmane a espellere gli ambasciatori israeliani e a lanciare un embargo petrolifero contro Israele. "In secondo luogo, l'esportazione di petrolio verso Israele e qualsiasi progetto esistente tra uno Stato islamico e Israele devono essere immediatamente fermati", ha detto il ministro degli Esteri Hossein Amirabdollahian.

Al Arabiya fa sapere che l'ambasciata dell'Arabia Saudita in Libano ha invitato i suoi connazionali a "lasciare immediatamente il territorio libanese".

Amman, Protesta filo-palestinese dopo l'esplosione in un ospedale di Gaza reuters
Amman, Protesta filo-palestinese dopo l'esplosione in un ospedale di Gaza