La polemica

Al Csm la richiesta di tutela della giudice Apostolico, resta alta la tensione tra toghe e Governo

Salvini rincara la dose contro la magistratura, alla vigilia del suo ritorno in tribunale per il processo Open Arms, e sulla stessa linea si esprimono altri esponenti della maggioranza. Le opposizioni difendono la separazione dei poteri

Al Csm la richiesta di tutela della giudice Apostolico, resta alta la tensione tra toghe e Governo
Ansa
Sede del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), Roma

Mentre la giudice Iolanda Apostolico anche oggi è regolarmente al lavoro al Tribunale di Catania, presso la Sezione immigrazione del tribunale, e non rilascia dichiarazioni, proseguono le polemiche scaturite dal provvedimento del 29 settembre con cui non ha convalidato trattenimento di tre tunisini nel centro di accoglienza di Pozzallo sconfessando di fatto le nuove misure del Governo.

Non bastano le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che dal Festival delle Regioni di Torino dice: "Non c'è  nessuno scontro con la magistratura", la tensione resta alta, alimentata anche dai partner di governo che tornano sul tema. 

"Occorre una riforma della giustizia,  perché giudici che facciano politica e facciano sentenze politiche,  lasciando dei clandestini liberi di circolare, non sono un problema per Salvini o per il governo, ma sono un problema per l'Italia'', ha detto il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenendo  all'inaugurazione del primo treno italiano a idrogeno, a Milano Rho.  ''Venerdì sarò di nuovo a processo, a Palermo, per aver bloccato gli  sbarchi da navi di Paesi stranieri che ancora oggi finanziano  organizzazioni private per portare immigrati in Italia'', ha aggiunto.

Duro anche il responsabile organizzativo di Fdi, Giovanni Donzelli,  che intervistato dalla Stampa, torna ad accusare sinistra e magistrati: "I giudici, anche i più stimabili, non sono stati scelti dal popolo, non sono chiamati a fare scelte politiche". Per Donzelli,  "la sinistra da sempre perde le elezioni e poi cerca delle scorciatoie per vie giudiziarie". 

“Quella del tribunale di Catania è stata una decisione politica contro il governo, è inaccettabile ci siano giudici che lavorano per disfare le leggi a seconda di chi guida il Paese”, dice la presidente del gruppo di Fi al Senato, Licia Ronzulli, durante un evento al centro studi Cuiprodest.

Ribatte il leader di Azione Carlo Calenda: "suggerirei alla Meloni di fare ricorso in appello, non di  fare polemica politica. È molto importante che eserciti il diritto di chiedere una revisione della sentenza ma stia molto attenta a non  cominciare un conflitto perenne con la magistratura".

Già ieri il Partito Democratico, attraverso la segretaria Elly Schlein, aveva stigmatizzato le parole dei rappresentanti del governo contro la decisione della magistrata: “Giorgia Meloni la smetta di alimentare lo scontro istituzionale che danneggia il Paese. La smettano di cercare un nemico al giorno per nascondere le proprie responsabilità”. 

Il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, ieri aveva parlato di “attacco intollerabile” e di “un’invasione di campo che rappresenta un punto di non ritorno verso la deriva ungherese che sta avendo Italia”. Oggi Magi ha sottolineato la mancanza di celebrazioni ufficiali del Governo per la Giornata della Memoria e dell'Accoglienza, a 10 anni dal naufragio di Lampedusa che è costato la vita a 368 migranti

Al Csm depositata una pratica a tutela della giudice di Catania

È stata formalmente depositata questa mattina al Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura la richiesta di aprire una pratica a tutela del giudice di Catania Iolanda Apostolico. La richiesta è stata firmata da tredici componenti togati di Area, Unicost, Md e da due indipendenti. Non ha aderito il gruppo di Magistratura Indipendente.

Dal testo su cui ieri si sono raccolte le firme è scomparso il riferimento diretto alle parole pronunciate sul caso dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ma si parla "di dichiarazioni da parte di esponenti della maggioranza parlamentare e dell'Esecutivo che, per modi e contenuti, si traducono in autentici attacchi all'autonomia della magistratura". Una modifica finalizzata a facilitare l'adesione all'iniziativa dei consiglieri di Magistratura Indipendente, che però alla fine hanno deciso comunque di non firmare.  

"L 'accusa ai magistrati, con riferimento al contenuto di un provvedimento giurisdizionale, di essere 'nemici della sicurezza della Nazione un ostacolo alla difesa dell'ordine pubblico e di scagliarsi contro i provvedimenti di un Governo democraticamente eletto' pone in discussione la funzione stessa della giurisdizione in uno Stato di diritto" denunciano i consiglieri. Non solo: le dichiarazioni di esponenti del governo e della maggioranza "realizzando una grave delegittimazione professionale del giudice estensore dell'ordinanza, espongono lo stesso a indebiti attacchi mediatici aventi a oggetto la sua sfera personale".    Di qui la richiesta dell'apertura di una pratica a tutela "con la massima urgenza".

Associazione Nazionale Magistrati: “Le dichiarazioni degli esponenti del governo minano l'indipendenza e l'autonomia della magistratura”

''Il controllo giurisdizionale sui  provvedimenti che limitano la libertà personale è principio  costituzionalmente garantito e patrimonio irrinunciabile di uno Stato  di diritto. Le dichiarazioni espresse da esponenti del governo e della maggioranza parlamentare a commento della non convalida di provvedimenti di trattenimento esprimono una preoccupante visione delle prerogative di verifica di legalità esclusivamente attribuite  alla magistratura e ne minano l'indipendenza e l'autonomia''. Così in  una nota la giunta dell'Associazione nazionale magistrati.

''L'esercizio della giurisdizione è compito primario della  magistratura ed è indifferente a qualunque logica di conflitto tra  istituzioni. La critica ai provvedimenti giudiziari - sottolinea  l'Anm - deve potersi muovere nel perimetro del rispetto reciproco delle istituzioni e delle rispettive prerogative, mentre la loro eventuale  censura non può che passare attraverso i rimedi approntati  dall'ordinamento''.