Diplomazia a lavoro

Macron: lotta ad Hamas, ma con regole 'democratiche'. Netanyahu: attacco 20 volte peggiore dell'11/9

Il capo dell'Eliseo lancia un auspicio affinché la coalizione anti-Isis "possa combattere anche contro Hamas" e chiede un rilancio del processo politico con i palestinesi. Il premier israeliano: "Hamas è una minaccia per l'Europa"

Macron: lotta ad Hamas, ma con regole 'democratiche'. Netanyahu: attacco 20 volte peggiore dell'11/9
ap
Il presidente francese Emmanuel Macron arriva al liceo Gambetta ad Arras, nel nord-est della Francia

“La lotta (contro Hamas ndr) deve essere senza pietà ma non senza regole perché siamo delle democrazie che lottano contro dei terroristi". A Tel Aviv è il giorno di Emmanuel Macron. Il presidente francese è arrivato prima a Gerusalemme per un incontro con il presidente Herzog, poi ha parlato in conferenza stampa con il premier Benjamin Netanyahu. Le nostre democrazie rispettano il diritto della guerra e assicurano l'accesso umanitario, ”non prendono di mira i civili né a Gaza né altrove", ha detto il capo dell'Eliseo davanti al premier israeliano.

La Francia è in prima linea tra i paesi europei a rischiare attacchi di matrice islamica a causa della presenza sul suo territorio di cittadini franco-arabi di seconda e terza generazione. Una trentina i cittadini francesi che hanno perso la vita nel massacro. "Una pagina nera nella nostra storia", ha detto il capo dell'Eliseo.

"Parlo a nome di un paese che ha subito attacchi terroristici, e voi eravate lì. E credo sia nostro dovere combattere questo terrorismo, senza confusione, senza però estendere il conflitto", ha detto all'omologo israeliano. Oggi Parigi ha indagato e arrestato altri due sospettati per l'attentato di Bruxelles in cui due tifosi svedesi hanno perso la vita uccisi da un “lupo solitario” tunisino. 

 

Mcron israele 241023 Rainews
Mcron israele 241023

Non c'è dubbio - dice Netanyahu - che Hamas agisca come l'Isis nelle strade di “Nizza, Lione, Parigi”, ma “il popolo israeliano rifiuta di vivere con l'Isis ai suoi confini. “C'è un asse del male guidato dall'Iran, l'Hezbollah, Hamas che combattono per portare il Medio Oriente al medioevo. Di fronte c'è il mondo moderato moderno che cerca di mantenerci nel XXI esimo secolo.” Per questo aggiunge Bibi "Se Hamas vincerà perderemo tutti, l'Europa sarebbe in pericolo, la civiltà sarebbe in pericolo. Questa lotta non è solo la nostra, quella dell'Europa, dell'America ma è una lotta della civiltà". E conclude: se l'attacco del 7 ottobre scorso è stato paragonato all'11 settembre americano e il peggiore mai avvenuto per gli ebrei dall'Olocausto, l'aggressione che ha sconvolto il Medio Oriente per sempre, vale invece "20 volte gli attentati dell'11 settembre".

La settimana scorsa era stato il presidente americano Biden a esortare Israele a non farsi accecare dalla rabbia e a “non fare errori come gli americani dopo l'11 settembre”. Obiettivo del presidente dem è quello di ritardare l'operazione israeliana via terra.

"I bambini ebrei sono stati costretti a "nascondersi nelle soffitte" proprio "come Anna Frank" dai nazisti, ha ricordato Netanyahu paragonando la furia di Hamas a quella nazista. “La storia della Germania” rende imperativo "contribuire a mantenere la sicurezza e l'esistenza di Israele" sottolineò il cancellier Scholz a Tel Aviv nella sua visita martedì scorso. Il capo dell'esecutivo di unità nazionale ha, inoltre, paragonato il mitragliamento dei civili israeliani alla strage di Babyn Yar a Kiev, dove nel 1941 furono fucilati circa 34.000 ebrei.  A 18 giorni di inizio del conflitto sono poco meno di 5mila i palestinesi uccisi, a fronte di 1300 israeliani rimasti vittime del 7 ottobre. 15mila i feriti.

Macron tocca poi lo scenario più temuto a livello internazionale, ovvero la possibile estensione del conflitto in corso tra Hamas e Israele, con il coinvolgimento di Hezbollah e dell'Iran. Il titolare dell'Eliseo lancia un monito all'Iran e ai suoi alleati "non devono correre il rischio di aprire altri fronti, sarebbe come aprire la porta a una deflagrazione regionale da cui tutti uscirebbero perdenti". E anche per questo che, secondo Macron, serve “rilanciare il processo politico con i palestinesi”. 

Anzi lancia un auspicio affinché la coalizione internazionale, attualmente schierata in Iraq e Siria, per combattere l'Isis, "possa lottare anche contro Hamas". La coalizione internazionale anti-Isis è formata da 86 "membri" e coinvolge istituzioni come Ue e Lega araba; tra le sue attività, non solo il contrasto allo Stato islamico sul terreno, ma anche l'addestramento di forze armate, la condivisione di informazioni d'intelligence e lo stop ai finanziamenti ai jihadisti.

L'inquilino dell'Eliseo incontrerà anche le famiglie delle persone disperse, poi si recherà a Ramallah, dove sarà ricevuto dal presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen e il suo giro proseguirà ad Amman dove vedrà il re di Giordania Abdallah II. Questo mentre dall'altra parte del mondo la nuova guerra è al centro del Consiglio di sicurezza dell'Onu di New York, a cui partecipa, tra gli altri, il ministro degli Esteri francese Catherine Colonna. 

L'incontro tra Benjamin Netanyahu ed Emmanuel Macron Ap Photo
L'incontro tra Benjamin Netanyahu ed Emmanuel Macron

C'è poi la priorità di salvare gli ostaggi in mano ad Hamas. Un'urgenza ribadita nuovamente oggi dal Cremlino e confermata anche dal presidente francese. "Tutti, senza distinzione" devono essere riconsegnati, ha detto Macron. Ieri il movimento estremista palestinese, ha rilasciato altri due ostaggi, Yocheved Lifshitz, 85 anni, e Nurit Kuper, 79 anni, entrambi di nazionalità israeliana e provenienti dal Kibbutz Nir Oz.

Sono invece, 19 gli italiani che si trovano a Gaza. Vengono seguiti "uno per uno", ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Radio Uno. "Si tratta di 7 connazionali con il passaporto italiano, 7 con il doppio passaporto e gli altri sono familiari stretti palestinesi, fra i quali anche una bambina piccola, lavoriamo per farli uscire quando si deciderà di lasciar passare tutti gli abitanti di Gaza con doppia cittadinanza. Solo una cittadina italiana ha deciso di rimanere comunque: è un'operatrice della Croce rossa e ritiene di dover continuare il suo lavoro lì".