Palazzo Chigi

Manovra in Parlamento senza emendamenti. Venerdì il vertice sulle riforme, si va verso il premierato

Accordo nel governo sul ddl costituzionale che prevede l'elezione diretta del presidente del Consiglio. Nel testo, che sarà discusso in consiglio dei Ministri il 3 novembre, anche la norma anti-ribaltone e lo stop alla nomina dei senatori a vita

Manovra in Parlamento senza emendamenti. Venerdì il vertice sulle riforme, si va verso il premierato
ANSA
Giorgia Meloni all'esterno di Palazzo Chigi

Dopo una riunione lampo del Consiglio dei ministri alle 11, in cui sono bastati 10 minuti per approvare sei decreti del presidente del Consiglio dei ministri relativi all’organizzazione dei ministeri della salute, delle imprese e del Made in Italy, del turismo, della transizione ecologica (nella nuova denominazione di Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica), la presidente Giorgia Meloni si è riunita in un vertice con i due vice, Matteo Salvini e Antonio Tajani, con Giancarlo Giorgetti, il viceministro Maurizio Leo, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, l’on. Lorenzo Cesa dell’Unione di Centro e l’on. Maurizio Lupi di Noi Moderati, per definire la manovra da inviare in Parlamento.

“Oggi il testo sarà trasmesso al Parlamento, dopo il necessario drafting e la firma di autorizzazione del Capo dello Stato” dice una nota di Palazzo Chigi. “Le forze di maggioranza hanno confermato la volontà di procedere speditamente all’approvazione della Legge di Bilancio, senza pertanto presentare emendamenti. Il Governo terrà conto con grande attenzione del dibattito parlamentare e delle considerazioni delle forze di maggioranza e opposizione”.

In serata, il presidente Mattarella ha autorizzato la presentazione alle Camere del ddl bilancio.

La manovra dovrebbe aver a questo punto trovato una quadra, si dovrà attendere il testo definitivo per capire come sia stato trovato l'accordo sulla cedolare secca al 26% per gli affitti brevi invisa a Forza Italia. Da capire se il Mef avrà trovato anche le coperture per evitare l'aumento dell'Iva sui beni per la prima infanzia.

Le bozze della riforma sul premierato, stop ai senatori a vita

Alla fine del terzo vertice di giornata, presente anche la ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati, titolare del dossier che affronta i cambiamenti della seconda parte della Costituzione, quella relativa all'Ordinamento della Repubblica, circolano le bozze della riforma che prevede il passaggio al premierato, cioè l'elezione diretta del presidente del Consiglio. Il disegno di legge, detto anche “ddl Casellati”, sarà sul tavolo del consiglio dei Ministri di venerdì 3 novembre per poi approdare alla Camera.

Ci sarebbe nelle bozze del disegno di legge anche la norma “anti-ribaltone”. Prevedrebbe, in caso di “caduta” del premier eletto dal popolo, la possibilità di  riprovare a ricostruire la maggioranza o con lo stesso premier o  comunque con un altro esponente della stessa maggioranza scelta dai  cittadini con il voto. Solo in caso di tentativi falliti, dunque, sarebbe previsto il  ritorno alle urne. Sarebbe questa una una soluzione di compromesso considerato che in un primo momento si prevedeva di andare direttamente a elezioni nel caso di dimissioni del premier eletto. La sostituzione del premier, secondo quando si apprende, potrebbe secondo questa bozza, avvenire una sola volta. 

Con l'introduzione del premierato arriverà anche lo stop alla nomina di nuovi senatori a vita da parte del presidente della Repubblica: la cancellazione dell'istituto, secondo quanto si apprende da fonti di governo ,compare nel ddl costituzionale che manterrà la figura del senatore a vita solo per gli ex presidenti della Repubblica. Gli attuali senatori a vita di nomina quirinalizia dovrebbero rimanere in carica fino alla fine del loro mandato.

Oltre all'elezione diretta del premier con un turno unico si prevede una legge elettorale con premio di maggioranza del 55% per garantire la governabilità e porre fine ai governi tecnici. Ma non sono trapelati ulteriori dettagli. Maggioranza e Governo hanno scelto di lasciare che siano le forze politiche in Parlamento ad affrontare la materia.

Secondo quanto scrive l'agenzia LaPresse, che afferma di aver visionato le bozze, l'articolo 92 della Costituzione verrebbe infatti sostituito da una nuova formulazione: "Il Governo della Repubblica è composto dal Presidente del Consiglio e dai Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente del Consiglio è eletto a suffragio universale e diretto per la durata di cinque anni. Le votazioni per l'elezione del Presidente del Consiglio e delle Camere avvengono tramite un'unica scheda elettorale. La legge disciplina il sistema elettorale delle Camere secondo i principi di rappresentatività e governabilità e in modo che un premio assegnato su base nazionale garantisca ai candidati e alle liste collegati al Presidente del Consiglio dei Ministri il 55 per cento dei seggi nelle Camere. Il Presidente del Consiglio dei Ministri è eletto nella Camera nella quale ha presentato la sua candidatura".