Guerre e migrazioni

Tajani a Tunisi: "Lavoriamo per uscita degli italiani da Gaza via Rafah"

Questione israelo-palestinese: "Il nostro obiettivo è quello dei due popoli e due stati". Immigrazione: raggiunta l'intesa con i vertici tunisini per la firma di un nuovo memorandum

Doveva essere oggi, ma non ci sono ancora tempi certi per l'apertura del valico di Rafah dove oggi è arrivato il capo dell'Onu Guterres. “Serve un accordo tra israeliani ed egiziani per far arrivare gli aiuti umanitari, ci sono problemi organizzativi”. Il ministro degli esteri Antonio Tajani parla da Tunisi dove è in visita.

In un colloquio con il presidente tunisino Kais Saied ha elencato alcune priorità che riguardano il nuovo conflitto in corso sulla Striscia di Gaza: la liberazione degli ostaggi, l'apertura del valico di Rafah per il passaggio dei rifornimenti alimentari e medicine e che da lì possano uscire gli italiani con doppia cittadinanza italiana e palestinese. 

"Il nostro appello a tutti è sempre di rispettare i diritti umani, di rispettare il diritto internazionale e tenere al di fuori di qualsiasi iniziativa militare la popolazione civile, da una parte e dall'altra", ha sottolineato Tajani che ha ribadito ai vertici tunisini l'idea italiana di pace nella regione del Medio Oriente cambiata per sempre dopo l'attacco del 7 ottobre: ovvero il riconoscimento di due popoli e due Stati.  "L'Italia è fortemente impegnata per convincere tutte le parti in causa a raggiungere questo obiettivo".

Tuttavia la missione del titolare degli Affari esteri è più ampia: con lui sono arrivati anche il ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida e la ministra del lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone.

"Fermo restando che Israele ha diritto a difendersi ma noi lavoriamo sempre e comunque per la pace, con grande impegno dell'Italia che è tornata a essere protagonista nell'area del Mediterraneo", ha aggiunto a Tunisi dopo le missioni in Arabia Saudita, Israele, Giordania ed Egitto dove domani è atteso il vertice sulla guerra in Medio Oriente: oltre alla compagine araba, anche i vertici europei e capi di governo tra cui ci sarà anche la premier Giorgia Meloni.

La “nuova guerra” ha a che fare con l'annosa questione dell'immigrazione irregolare. Tajani è in Tunisia per rimarcare l'impegno del governo italiano a "rafforzare il contrasto ai trafficanti di esseri umani". L'Italia vuole "rafforzare la migrazione regolare contro l'immigrazione irregolare e contro i trafficanti di esseri umani". "Quindi, ha aggiunto Tajani, "vogliamo dare lavoro a persone che vogliono essere impegnate, che sono formate, e che non andranno in giro per l'Italia, ma andranno direttamente a lavorare nell'agricoltura o nell'industria". 

Ecco che il viaggio di Tajani è l'occasione per la firma di un memorandum Italia-Tunisia, un'intesa sulla promozione di flussi migratori regolari siglata con l'omologo Nabil Ammar. L'obiettivo dell'intesa, siglata dopo il colloquio bilaterale tra i due ministri, è la creazione di nuovi canali di migrazione per dare la possibilità a 4 mila lavoratori tunisini qualificati di venire a lavorare in Italia. 

Nel corso della visita i ministri parteciperanno alla sessione di chiusura dei lavori di una missione di attori istituzionali e imprenditori italiani per sviluppare una cooperazione tra Italia e Tunisia nei settori dell'agricoltura, della gestione dell'acqua e della ricerca e dell'innovazione.