Il Vertice dei ministri degli esteri Ue a Lussemburgo

Tajani: unanimità dell'Ue su soluzione 2 Stati, Borrell: attenzione alle accuse di doppi standard

Tra i ministri degli esteri Ue ci sarebbe unanimità anche su una tregua con la quale si favorirebbero più aiuti a Gaza, la Spagna chiede una conferenza internazionale di pace, Macron domani a Tel Aviv

“Due popoli due Stati, dare una prospettiva al popolo palestinese per fare cessare questa guerra". Su questo i paesi dell'Unione Europea sono tutti d'accordo”, è quanto affermato dal ministro degli esteri Antonio Tajani. La crisi in Medio Oriente al centro del Consiglio dei ministri degli Esteri riuniti oggi a Lussemburgo.

La Spagna, che detiene la presidenza di turno dell'Ue, chiede una conferenza internazionale di pace che porti alla creazione di uno stato palestinese". "L'Ue deve parlare con una sola voce e condannare sia la violenza di Hamas che gli attacchi alla popolazionecivile di Gaza", ha detto il ministro degli Affari esteri spagnolo, José Manuel Albares. 

“Ci sono sfumature differenti” ma il vicepremier italiano si è detto ottimista sulla soluzione che potrebbe portare alla pace nell'area sconvolta dalla "nuova guerra". La proposta dei "due popoli due stati" era stata più volte avanzata dall'Italia, anche dalla premier Giorgia Meloni durante l'ultimo vertice arabo avvenuto sabato al Cairo. Necessario per altro “non diffondere notizie false”, avverte Tajani per evitare “che le piazze arabe si infiammino”, cosa che complicherebbe molto la situazione di Israele.

Netanyahu convoca il gabinetto di guerra mentre l'Iran minaccia “Possiamo attaccare Haifa” e anche la Cina si dice preoccupata per l'allargamento del conflitto alla regione.

Tuttavia “Hamas non può fare quel che vuole” e soprattutto "Non bisogna confondere Hamas con i palestinesi". Il presidente americano Joe Biden è in contatto con i leader alleati di Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia: sostegno a Israele, che ha il diritto di difendersi, ma nel rispetto del diritto internazionale umanitario, ivi compresa la protezione dei civili.

 

José Manuel Albares, il ministro degli esteri spagnolo a Lussemburgo ap
José Manuel Albares, il ministro degli esteri spagnolo a Lussemburgo

L'Alto rappresentante della politica estera dell'Ue Joseph Borrell è stato tra i primi a chiedere una tregua umanitaria per consentire il passaggio degli aiuti.  In tempi normali, senza guerra, circa 100 camion entrano quotidianamente a Gaza dunque è chiaro che 20 non sono abbastanza", ha detto il capo della diplomazia arrivando in Lussemburgo. "L'importante è fare più in fretta e di più, servono acqua pulita e elettricità". Con lui il segretario generale della Nato Guterres che venerdì scorso aveva parlato di situazione lacerante che "può marcare la differenza tra la vita e la morte”. Ora i primi convogli umanitari passano il valico di Rafah in Egitto mentre Israele continua a bombardare incessantemente la Striscia così come Hamas e Hezbollah non fermano i loro razzi.

“La guerre in Israele e in Ucraina hanno diverse radici ma causano allo stesso modo scosse telluriche in tutto il mondo. La Russia si sta certamente avvantaggiando di questa situazione. Le accuse di doppi standard c'erano prima della guerra e ora ritornano: dobbiamo essere molto attenti a mostrare la stessa preoccupazione per ogni civile ucciso”, ha detto Borrell. Su tutto incombe anche e molto la trattativa per ora logorante sulla liberazione degli ostaggi.  Su questo domani è attesa la visita di Emmanuel Macron a Tel Aviv. 

Lussemburgo, Josep Borrell al consiglio UE di oggi ap
Lussemburgo, Josep Borrell al consiglio UE di oggi