La risoluzione

Approvata la nuova Risoluzione Onu per "pause umanitarie", l'ira di Israele

Dopo vari tentativi e diversi veti incrociati, c'è intesa a Palazzo di vetro per "pause umanitarie" nella Striscia. Usa, Russia e Regno Unito si astengono. Israele respinge. L'ambasciatore palestinese all'Onu: "Ora che fate?"

Approvata la nuova Risoluzione Onu per "pause umanitarie", l'ira di Israele
Rai TG2
Assemblea generale Onu

È ancora scontro tra le Nazioni Unite e Israele dopo l'approvazione della nuova bozza di risoluzione per "pause umanitarie" nel conflitto nella Striscia di Gaza. 

Sin dal 7 ottobre il Consiglio di Sicurezza era rimasto bloccato dai veti incrociati esercitati da USA, Russia e Cina su una risoluzione per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Ma, dopo quattro tentativi andati a vuoto, il Consiglio, formato da 15 membri, si è riunito di nuovo approvando una nuova risoluzione (n.2712/2023) per una pausa umanitaria urgente e prolungata e corridoi per gli aiuti in tutta la Striscia di Gaza per un numero di giorni "non specificati"

Il testo, si legge, richiede anche il rispetto del diritto internazionale, in particolare la protezione dei civili, soprattutto dei bambini e inoltre chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi. La bozza non condanna direttamente le azioni di Hamas, e questo faceva temere che gli Stati Uniti, alleato di Israele, ponesse il veto, come aveva fatto già in precedenza.

12 i voti a favore, nessun veto ma solo l'astensione di tre paesi membri permanenti: USA, Russia e Regno Unito. Dunque più dei nove voti a favore necessari senza alcun veto da parte dei P5, (gli altri sono Cina e Francia che hanno votato a favore). 

"Questa risoluzione da sola non salverà vite", ha detto l'ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, Linda Thomas Greenfield, nel suo intervento dopo l'approvazione da parte del Consiglio di sicurezza della risoluzione.

Gli Stati Uniti si sono astenuti perché serve guardare a una pace durevole e perché non c'è una condanna netta di Hamas, ha spiegato la funzionaria statunitense che tuttavia ribadisce che "gli Stati Uniti non vogliono vedere combattimenti in nessun ospedale dove si trovano persone indifese e malati". Doveva essere la risoluzione dei "Dieci" non permanenti, invece a presentarla è stata solo Malta.

Antonio Guterres ONU, invoca la sicurezza degli abitanti di Gaza reuters
Antonio Guterres ONU, invoca la sicurezza degli abitanti di Gaza

Israele ha respinto la risoluzione. Secondo il ministero degli esteri israeliano non c'è posto per tali misure finché gli ostaggi saranno tenuti nelle mani di Hamas. La risoluzione è "distaccata dalla realtà". "E' deplorevole che il consiglio continui a ignorare e rifiuti di condannare o anche solo menzionare il massacro compiuto da Hamas", ha detto Gilad Erdan ambasciatore d'Israele all'Onu.  

Non solo, il capo delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Turk ha denunciato le "accuse estremamente gravi di violazioni multiple e profonde del diritto internazionale umanitario" nella guerra tra Israele e Hamas, sostenendo la necessità di un'indagine internazionale indipendente. Il diritto internazionale non è "un patto suicida", la replica di Erdan.

Nel mese di ottobre, il Consiglio di Sicurezza aveva tentato quattro volte di far passare una risoluzione che non è mai passata a causa dei veti incrociati tra i paesi aventi diritto al voto. Per l'Italia era pesato il voto contrario a causa della mancanza di una condanna chiara contro Hamas.

Sono pesate molto le parole usate nella richiesta per una pausa umanitaria o un cessate il fuoco. Una pausa è generalmente considerata meno formale e più breve di un cessate il fuoco che viene considerato un concetto definitivo e che deve essere concordato dalle parti in guerra. Il progetto di risoluzione redatto da Malta segue con pochi aggiustamenti la risoluzione già presentata dal Brasile, in cui si chiedevano pause e corridoi umanitari in tutta la Striscia di Gaza.

Intanto "Gaza sanguina, c'è devastazione e morte ovunque. Nulla è stato risparmiato, neanche i nostri ospedali", ha affermato l'ambasciatore palestinese all'Onu Riyad Mansour, sottolineando il rigetto della risoluzione da parte di Israele. "Ora cosa fate?", ha chiesto agli altri membri del consiglio dell'Onu.  

L'ambasciatore israeliano Gilad Erdan al Consiglio di Sicurezza al'Onu Ap Photo
L'ambasciatore israeliano Gilad Erdan al Consiglio di Sicurezza al'Onu