Guerra e terrore

Gerusalemme, 2 fratelli sparano alla fermata dei bus. 4 morti, un civile ucciso dalla polizia

Morti un rabbino 70enne e due giovani donne, una incinta. Gli attentatori, già condannati per terrorismo, subito uccisi dai militari - che però freddano anche un civile che in ginocchio li implorava di non sparare

Sono quattro gli israeliani uccisi in un attentato a colpi d'arma da fuoco avvenuto alla fermata di un bus a Gerusalemme. 

Gli attentatori, due fratelli palestinesi di Gerusalemme est, hanno sparato scendendo da un'auto con un fucile e una pistola, uccisi subito da soldati e civili armati presenti sul posto. Ma fanno in tempo a uccidere due giovani donne, una di 16 e una di 24 anni incinta, e un 70enne identificato nel rabbino Elimelech Waserman. In seguito muore anche un civile, colpito proprio dagli agenti israeliani: riprese dell'attacco pubblicate sui social lo mostrano mentre alza le mani e implora i soldati di non sparare, dopodiché viene colpito e cade a terra. Altre 7 persone rimangono ferite nella sparatoria. 

Hamas ha rivendicato poco dopo: "Questa operazione è una risposta naturale ai crimini senza precedenti dell'occupante nella Striscia di Gaza e contro i bambini di Jenin", si legge in una nota. Il riferimento è a due bambini di 8 e 15 anni uccisi il giorno prima in Cisgiordania dall'esercito israeliano.

Poi un altro incidente avvenuto ore prima vicino la colonia ebraica di Beqaot, nella valle del Giordano. Israele lo considera un attentato ma le circostanze sono ancora oscure. Un palestinese alla guida di un'auto ha investito due militari israeliani ferendoli in modo leggero ed è stato subito "neutralizzato", eufemismo che le autorità israeliane usano per indicare l'uccisione del sospetto responsabile. L'uomo risulta essere un contadino della zona.

Attacco Gerusalemme Ap
Attacco Gerusalemme

Gli attentatori erano già stati condannati per terrorismo. Si chiamavano Murad e Ibrahim Namer, di 38 e 30 anni, e avrebbero già scontato pene detentive. Murad, in particolare, era stato in carcere dal 2010 al 2020.

Il ministro israeliano per la Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha precisato che gli attentatori vivevano a Tzur Bahar, a Gerusalemme est. In riferimento all'intervento di due militari e un civile che hanno “neutralizzato” i due assalitori sulla scena, il ministro ha spiegato che la loro azione dimostra “quanto sia importante la politica di distribuzione delle armi” ai civili. Parole raccolte immediatamente dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che si è detto felice di “continuare nella distribuzione di armi ai civili perché è una misura che si è dimostrata valida molte volte nella guerra contro il terrorismo”.

 

Tre morti e tre feriti in un attentato a Gerusalemme ansa
Tre morti e tre feriti in un attentato a Gerusalemme