Reggiano

Camion perde il carico e investe auto, arrestato il conducente: era ubriaco e senza patente

I carabinieri lo hanno rintracciato a casa. La patente gli era stata ritirata ad agosto. Nell'incidente hanno perso la vita due ragazzi di 20 anni, l'auto investita da ponteggi

È stato trovato a casa, verosimilmente ubriaco, l'uomo di 39 anni arrestato dai carabinieri e accusato - fra le altre cose - di omicidio stradale e lesioni personali gravissime per l'incidente di venerdì sera a Campegine, in provincia di Reggio Emilia, costato la vita a due ventenni, con un coetaneo in gravi condizioni in ospedale. 

Dopo aver perso un carico di ponteggi e impalcature probabilmente caricato male, il camionista si è dato alla fuga per poi essere individuato e trovato dopo alcune ore dai carabinieri di Guastalla: era senza patente, ritiratagli ad agosto per guida in stato di ebbrezza, e si è rifiutato di sottoporsi all'alcoltest.   "Lo abbiamo rintracciato confrontando le dichiarazioni rese dalle persone coinvolte con le immagini delle telecamere di sorveglianza - spiega Roberto Iandioro, comandante dei carabinieri della compagnia di Guastalla - Grazie ai filmati e al rilevamento targhe, una volta acquisita quella del mezzo siamo risaliti al proprietario. Lo abbiamo trovato in casa, si è rifiutato di sottoporsi all'alcoltest" che gli era stato chiesto perché aveva un forte odore di alcol. "Oltretutto aveva una patente ritirata ad agosto scorso. Insomma, non doveva trovarsi" su quella strada.

Dagli accertamenti eseguiti risulta che l'uomo - Francesco Riillo, abitante a Montecchio Emilia, di origini calabresi -fosse un lavoratore autonomo. Il carico del suo mezzo che ha travolto l'auto sulla quale viaggiavano le vittime, secondo le prime ipotesi, era stato stivato male. È uscito lateralmente e una valanga di impalcature ha invaso la corsia del senso di marcia opposto di una strada provinciale molto trafficata a quell'ora. Il carico ha prima preso marginalmente una Bmw il cui conducente è rimasto illeso e poi ha investito in pieno la Citroen Picasso dove viaggiavano tre giovani.

Per Anuar Mastaki e Hicham Outtas, 19 e 21 anni, non c'è stato nulla da fare. Erano il conducente e il passeggero dell'auto e sono stati presi in pieno da ponteggi e lamiere. Come se un'intera impalcatura improvvisamente fosse loro caduta addosso. Anuar, di Montecchio Emilia, faceva l'operaio. Hicham, originario del Marocco e residente a Reggio, era uno dei suoi migliori amici. Il coetaneo che viaggiava dietro è in prognosi riservata in ospedale a Parma. I tre erano amici da una vita. Migliori amici. Cresciuti insieme, stavano andando a cena in un ristorante. Una serata spensierata e due vite spezzate per sempre.

È salva invece un'intera famiglia - mamma, papà e due figli di 10 e 13 anni - che viaggiava sull'auto dietro a quella di Anuar e Hicham. La Citroen Picasso ha fatto praticamente loro da scudo. La famiglia era in stato di choc ma è stata dimessa già nella serata di ieri. Il 39enne "non può non essersi reso conto di quello che era successo, perché uno scarico di quella portata anche solo per il rumore non poteva passare inosservato", spiega il comandante dei carabinieri. Anche se la dinamica non presenta molti punti oscuri, gli accertamenti dei carabinieri proseguono. L'arrestato deve rispondere anche di fuga da incidente in caso di omicidio e lesioni, nonché di guida in stato d'ebbrezza, essendosi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti, e guida con patente sospesa. È a disposizione della Procura diretta da Gaetano Paci, mentre l'udienza per la convalida dell'arresto dovrebbe essere fissata per lunedì.