Italia-Croazia

Meloni, bilaterale con il premier croato Plenkovic: "Accordo con l'Albania ben accolto nella UE"

Dopo un incontro informale, anche alla presenza del presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, la premier ha avuto un faccia a faccia con il Presidente del Governo della Repubblica di Croazia

Giorgia Meloni è a Zagabria: sul tavolo l'agenda strategica Ue 2024-2029 già affrontata, informalmente, in una chiacchierata dopo cena con il presidente del Governo della Repubblica di Croazia, Andrej Plenković, e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Tra i temi su cui lavorare insieme nei prossimi anni, Meloni ha indicato la gestione comune dei fenomeni migratori attraverso la costruzione di partenariati paritari con i Paesi terzi. 

“L'accordo con l'Albania penso sia un accordo molto innovativo, molto intelligente e mi pare sia stato colto con molto interesse da parte degli altri partner europei. Chiaramente dipenderà dalla nostra capacità di farlo funzionare nel migliore dei modi, ma penso possa essere anche un esempio da prendere e replicare, soprattutto se funziona e se funziona bene”, così Meloni nelle dichiarazioni congiunte alla stampa.

La premier ha annunciato che si terranno il prossimo anno a Zagabria un business forum Italia-Croazia e un comitato interministeriale finalizzati a rafforzare i rapporti bilaterali. "Abbiamo parlato del ruolo delle nostre minoranze, quella croata in Italia e quella italiana in Croazia. Sono comunità che rafforzano i nostri legami culturali". E ha aggiunto: "Abbiamo discusso della possibilità di immaginare tavoli tecnici congiunti per vedere qual è lo stato di applicazione degli accordi di protezione delle minoranze, che risalgono al 1996, e valutare se ci fossero elementi per rafforzarli e migliorarli". "Il ruolo delle nostre minoranze è importante. Ringrazio il governo croato per la sensibilità che ha sempre dimostrato da questo punto di vista - prosegue - ringrazio anche gli esponenti della comunità italiana".

Italia e Croazia sono determinate nell'andare avanti "nel processo di riunificazione" dei Balcani occidentali nell'Ue. ha detto Meloni. "L'Ue deve dare segnali concreti in tempi rapidi e c'è un importante Consiglio a dicembre" in cui "penso che si possano dare segnali sull'apertura dei negoziati alla Bosnia Erzegovina", ha concluso la premier.

Plenkovic ha detto che "la Croazia sta cercando di rimanere nei parametri definiti, prima dell'ingresso nell'area euro" avvenuto a gennaio 2023. "Il nostro livello di indebitamento sarà del 67%", ha aggiunto. "Dobbiamo pensare anche alle pensioni, al progetto delle riforme e agli investimenti" ha aggiunto. Il premier ha detto  di augurarsi che il regime dei controlli alle frontiere, reintrodotto  dall'Italia e da altri dieci Paesi dell'area Schengen, "sarà  facilitato per trovare una soluzione che non rallenti il flusso  turistico raggiunto nell'ultima stagione, quando i turisti arrivavano  senza controlli alle frontiere". Plenkovic ha riconosciuto che  "l'Italia non è isolata" nella scelta di reintrodurre i controlli,  passo intrapreso da altri dieci Paesi. 

Meloni: “Passi avanti sul nuovo Patto di stabilità, ma si può fare di più”

Sul nuovo del Patto di Stabilità "mi pare si stiano facendo dei passi in avanti", infatti "ci si rende conto che il ritorno ai vecchi parametri sarebbe esiziale per la nostra economia ma per quello che riguarda l'Italia sono passi insufficienti, bisogna lavorare molto e di più". Dunque "penso che serva un rush finale, nel senso che il tema delle nuove regole della governance è fondamentale per l'agenda strategica dell'Ue".

Dopo il bilaterale l'incontro è stato allargato alle delegazioni. Sul libro degli ospiti la premier ha scritto: “Italia e Croazia, nazioni vicine e unite da profondi legami. Sono felice di essere qui a distanza di tanti anni dall'ultima visita di un presidente del Consiglio italiano (l'ultimo fu l'allora il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel 2003, ndr) per valorizzare la nostra amicizia e rilanciare la cooperazione strategica tra i nostri popoli”.

Il polacco Morawiecki, Giorgia Meloni, Plenković, Charles Michel e il premier maltese Abele Ansa
Il polacco Morawiecki, Giorgia Meloni, Plenković, Charles Michel e il premier maltese Abele

Tornando alla cena di lavoro, al Banski Dvori, il palazzo del governo, nel centro di Zagabria, oltre a Meloni, Plenković e Michel erano presenti, tra gli altri, il premier polacco Mateusz Morawiecki e il primo ministro di Malta, Robert Abela.

Giorgia Meloni con Andrej Plenković Ansa
Giorgia Meloni con Andrej Plenković

La Ue deve essere un “gigante politico e non burocratico - è la posizione espressa da Meloni agli altri leader europei - e svolgere un ruolo di primo piano a livello globale grazie alla sua identità e ai suoi valori”. L'incontro dopo cena, durato circa un'ora, si sarebbe concentrato sulle sfide che l'Unione Europea è chiamata ad affrontare nell'attuale contesto globale e sulle priorità di azione da perseguire nei prossimi anni per rendere l'Europa più autorevole a livello internazionale, più competitiva, più resiliente e più sicura per i propri cittadini

Concordando sul significato geopolitico dell'allargamento, Meloni, viene riferito, ha indicato la via nel concentrare l'azione dell'Europa sui grandi temi strategici facendo salvo pienamente il principio della sussidiarietà. Tra questi, oltre a costruire una reale autonomia strategica aperta, la presidente ha indicato la gestione comune dei fenomeni migratori attraverso la costruzione di partenariati paritari con i Paesi terzi.