Milizie filo-iraniane rivendicano un attacco di droni a una base Usa in Siria

L'attacco, l'ultimo di una serie di almeno 25 iniziata a metà ottobre, è stato rivendicato da milizie filo-iraniane. Non ci sono al momento notizie di vittime o danni

Milizie filo-iraniane rivendicano un attacco di droni a una base Usa in Siria
AP Photo/Lolita Baldor,
L'avamposto militare di al-Tanf nel sud della Siria in una foto di repertorio

La base militare statunitense di Tanf, nella Siria meridionale e al confine con Iraq e Giordania, è stata presa di mira da almeno due droni armati, secondo una fonte del governo iracheno citata dall'agenzia Reuters. Non ci sono al momento notizie di vittime o danni.

L'attacco è stato rivendicato dalla "Resistenza islamica in Iraq", una coalizione di gruppi armati iracheni vicini al regime iraniano e al partito libanese Hezbollah e che, secondo l'emittente filo-governativa libanese Al Mayadeen, agirebbe in consonanza con l'attacco di Hamas del 7 ottobre e in risposta “all'aggressione israeliana nella Striscia di Gaza”

Lunedì scorso il Pentagono aveva fatto sapere che dal 17 al 30 ottobre le forze statunitensi e alleate sono state attaccate almeno 14 volte in Iraq e nove volte in Siria da droni e razzi, per un totale di 23 attacchi. Molti droni e razzi sarebbero stati intercettati e non sarebbero riusciti a raggiungere i loro obiettivi. Ulteriori due attacchi sono stati riportati nella giornata di ieri dai media arabi.

Gli attacchi contro le basi delle forze americane in Iraq e Siria sono una "reazione" all'aiuto fornito da Washington a Israele nella sua guerra contro il movimento islamico palestinese Hamas, secondo il ministero degli esteri iraniano. "Si raccoglie ciò che si semina. Sostenere e provocare la tensione innesca una reazione", aveva detto Naser Kanani, portavoce della diplomazia iraniana, in una conferenza stampa. Questi attacchi "fanno parte delle reazioni di coloro che si oppongono alla presenza illegale degli Stati Uniti nella regione e che protestano contro l'appoggio incondizionato degli americani al regime sionista". 

Negli scorsi giorni l'aviazione Usa aveva reagito bombardando alcuni depositi di munizioni in Siria e il presidente Joe Biden si era detto "pronto a intraprendere ulteriori azioni"