Il secondo discorso

Nasrallah: "Stati Uniti fermino l'offensiva d'Israele, che è senza limiti morali"

L'atteso secondo discorso del leader libanese del Partito di Dio, finanziato dall'Iran, mentre a Riad si è svolto il summit arabo dell' Oci e della Lega araba teatro del primo incontro, dopo la pace, tra Raisi e Bin Salman

Nasrallah: "Stati Uniti fermino l'offensiva d'Israele, che è senza limiti morali"
AP Photo/Hussein Malla
Hassan Nasrallah

Necessario "trovare una posizione comune per esercitare pressione sugli Stati Uniti perché si fermi l'offensiva israeliana e si metta fine ai crimini immorali di Israele a Gaza".

Sono le parole pronunciate dal leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, nel suo secondo atteso discorso pubblico in tv in riferimento alla guerra in Medio Oriente. Il Partito di Dio è finanziato dall'Iran e ha tra i suoi nemici giurati Israele. "Non ci sono più limiti alla ferocia israeliana, il suo obiettivo va oltre la vendetta. Vogliono sottomettere i palestinesi, i libanesi e tutte le popolazioni della regione", ha aggiunto il leader sciita.

Parla mentre a oggi a Riad si svolge il vertice congiunto di emergenza della Organizzazione della cooperazione islamica (Oci) e della Lega Araba nella capitale dell'Arabia Saudita. 

La dichiarazione finale del vertice chiede la fine dell'assedio di Gaza e l'introduzione di aiuti umanitari. I Paesi hanno anche chiesto alla comunità internazionale di fermare le esportazioni di armi verso Israele. Inizialmente era prevista la partecipazione dei soli 22 membri della Lega Araba, ma l'incontro è stato poi allargato all'Oic, un'associazione più ampia di 57 Stati a maggioranza musulmana a cui appartengono i Paesi della Lega Araba.  

"L'offensiva israeliana contro la popolazione di Gaza, inclusi i bambini, donne e anziani dimostra che non c'è più differenza tra quello che è lecito e ciò che illecito", eppure afferma durissimo Nasrallah che critica anche il vertice di Riad: "I paesi islamici non riescono a trovare una posizione comune nemmeno per aprire corridoi umanitari", che invece servirebbero a mettere in sicurezza i civili.

Riconosce la collaborazione attraverso "le operazioni militari in corso in Iraq e Siria atte a liberare dall'occupazione americana. Ma l'obiettivo immediato è quello di fermare l'aggressione contro Gaza". ''Ciò che accadrà sul fronte libanese dipende solo da quello che accade nella Striscia", aveva detto nel suo primo discorso.

“Se Israele non si fermerà noi non ci fermeremo”, ha concluso dopo un intervento durato 70 minuti. 

Il presidente iraniano Raisi  “Gli Stati Uniti complici del crimine israeliano”

Al vertice islamico di Riad si è tenuto il primo incontro, dopo la riconciliazione, tra il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman e il presidente iraniano Ebrahim Raisi, arrivato a Riad indossando una kefiah. I due paesi hanno ripreso i rapporti, interrotti nel 2016, quando gruppi radicali attaccarono le missioni saudite in Iran per protestare contro l'esecuzione di un religioso sciita a Riad.

"L'unica soluzione a questo conflitto è la resistenza continua contro l'oppressione israeliana fino alla creazione dello Stato palestinese dal fiume al mare", ha detto il presidente iraniano chiedendo anche sanzioni e un boicottaggio energetico contro Israele, compreso il controllo degli impianti nucleari e che vengano mosse accuse anche contro gli Stati Uniti.

"Il pieno sostegno a Israele nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed impedire che venga adottata una risoluzione per fermare il genocidio dei palestinesi a Gaza sono stati un altro servizio reso dall'America agli aggressori, consentendo loro di commettere crimini di guerra".

Secondo il presidente del governo degli ayatollah, “il regime sionista è un occupante e non ha alcun diritto sulla terra palestinese”. Raisi ne ha parlato anche con l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim Bin Hamad presente al vertice arabo a Riad. E ribadisce che "se Israele continuerà ad attaccare, nessuno potrà fermare la risposta della resistenza". 

Anche il presidente palestinese Abu Mazen, presente al vertice, ha chiesto che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si assuma le proprie responsabilità e ha sollecitato “l'immediata consegna di aiuti umanitari e medici”. Israele "mina la soluzione dei due Stati", sostituendola con "politiche di insediamenti, annessioni, pulizia etnica e discriminazione razziale in Cisgiordania e Gerusalemme".  Abu Mazen si è detto d'accordo a future nuove elezioni nei territori palestinesi.   

Erdogan: Gerusalemme è la nostra linea rossa

Al vertice arabo è intervenuto anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan rivendicando "Gerusalemme è la nostra linea rossa". Poi ha chiesto un controllo da parte dell'Aiea sulle armi nucleari israeliane.  Il leader turco, che continua a proporsi come mediatore dell'area mediorientale, ha attaccato l'amministrazione israeliana, definendola il "bambino viziato dell'occidente" che dovrebbe essere obbligato a risarcire i danni che ha causato.

La foto di rito con i partecipanti al vertice arabo a Riad, Arabia Saudita Getty
La foto di rito con i partecipanti al vertice arabo a Riad, Arabia Saudita

Presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi: “Cessate il fuoco senza condizioni”

Chiede un cessate il fuoco immediato e sostenibile a Gaza “senza restrizioni o condizioni”, il presidente egiziano “Le politiche di punizione collettiva del popolo di Gaza sono inaccettabili e non possono essere giustificate dall’autodifesa o da qualsiasi altra pretesa", ha affermato.