Il processo "Rinascita Scott"

'Ndrangheta, 207 condanne. 11 anni a Pittelli, ex deputato di Forza Italia

Si chiude con pene dai 30 anni ai 10 mesi in primo grado il più grande processo alla 'ndrangheta mai tenuto in Calabria. Alla sbarra politici e forze dell'ordine oltre ai vertici della malavita vibonese

'Ndrangheta, 207 condanne. 11 anni a Pittelli, ex deputato di Forza Italia
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Giancarlo Pittelli.

Dopo due anni e dieci mesi di udienze si è concluso il processo più importante contro la 'ndrangheta mai celebrato in Calabria. 
Noto come "Rinascita Scott" è stato istruito dalla Dda di Catanzaro contro la malavita organizzata della provincia di Vibo Valentia, diretta dalla famiglia Mancuso di Limbadi, e iniziò il 19 dicembre 2019 con l'arresto di 334 persone. 

Per contenere un processo così imponente è stata creata a Lamezia Terme l'aula bunker più grande d'Europa, capace di contenere più di mille persone.
Un processo importante in termini di numeri - 338 imputati nel solo troncone ordinario - ma anche in termini di accuse contestate e imputati coinvolti. L'accusa ha retto, in questo primo grado di giudizio che vede 207 condanne con pene dai 30 anni ai 10 mesi di reclusione.

Tra le condanne "eccellenti" c'è quella a 11 anni emessa nei confronti dell'avvocato catanzarese Giancarlo Pittelli, ex parlamentare di Forza Italia. A lui si contesta il concorso esterno in associazione mafiosa per avere agevolato le cosche Mancuso di Limbadi e Fiarè-Razionale-Gasparro di San Gregorio D'Ippona. Le condanne riguardano il concorso esterno e due casi di rivelazione di segreto d'ufficio, per un caso di abuso d'ufficio il politico è stato invece assolto. 

I difensori di Pittelli non ci stanno e considerano "questa condanna a ogni costo indispensabile per salvare la credibilità della intera operazione investigativa Rinascita Scott".
“Non ho mai commentato le sentenze in tutta la mia vita. Continuerò nel mio atteggiamento rispettoso dei provvedimenti giudiziari”, scrive Pittelli sul suo profilo Facebook: “Lascio i commenti e l'esultanza agli impostori seriali ed agli sciacalli che nel passato e da lungo tempo imperversano sui giornali e televisioni nazionali e locali”.

Condannati anche l'ex finanziere della Dia Michele Marinaro, accusato di concorso esterno e rivelazione di segreto d'ufficio (10 anni e 6 mesi) e il tenente colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli (2 anni e 6 mesi) accusato di rivelazione di segreti d'ufficio.
Assolto dall'accusa di associazione mafiosa Pietro Giamborino, ex consigliere regionale considerato dall'accusa come appartenente al locale di Piscopio (quartiere di Vibo Valentia), ma Giamborino è stato condannato a 1 anno e 6 mesi per traffico di influenze illecite. 
Assolto anche l'ex assessore regionale Luigi Incarnato, componente la direzione nazionale del Psi, dall'accusa di traffico di influenze illecite. Così come è stato mandato assolto dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa, abuso d'ufficio e violazione delle leggi elettorali l'ex sindaco di Pizzo ed ex presidente dell'Anci Gianluca
Callipo.

Decapitati dunque i vertici della 'ndrangheta vibonese con le condanne di Saverio Razionale, boss di San Gregirio D'Ippona (30 anni), Domenico Bonavota, boss di Sant'Onofrio (30). Condannati anche l'ex latitante Pasquale Bonavota (28), arrestato nei mesi scorsi a Genova, Paolino Lo Bianco (30 anni), Antonio Macrì (20 anni e 10 mesi), Salvatore Morelli (28 anni e 4 mesi), Rosario Pugliese (28 anni) e Antonio Vacatello (30 anni).