Il dibattito

Scontro sulla giustizia, l'Anm replica a Crosetto. Che si propone: "Pronto a incontrare Santalucia"

Il ministro della Difesa aggiunge: "Ho rispetto per le istituzioni". Ma le opposizioni gli chiedono di riferire in Aula. Il viceministro Sisto: "La separazione delle carriere è una nostra storica battaglia, si farà"

Scontro sulla giustizia, l'Anm replica a Crosetto. Che si propone: "Pronto a incontrare Santalucia"
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Il ministro Guido Crosetto e Giuseppe Santalucia, presidente dell'Anm

All’indomani del confronto-scontro tra il ministro della Giustizia, Guido Crosetto, e l’Associazione nazionale magistrati, continua a restare acceso il dibattito sul tema giustizia e sui punti più controversi della riforma targata Nordio, primo fra tutti la separazione delle carriere. Prosegue, il dibattito, nel giorno in cui l’esecutivo si accinge a trattare la questione nel pre-Consiglio dei ministri, che anticipa quello del pomeriggio.

“Se interessati, incontrerei molto volentieri il presidente dell'Associazione Magistrati, Santalucia, ed il suo direttivo, per chiarire loro le mie parole e le motivazioni. Così capiranno che alla base c'è solo un enorme rispetto per le istituzioni. Tutte. Magistratura in primis”. Così su X il ministro della Difesa replica alle parole di stamane di Giuseppe Santalucia.

Ma le buone intenzioni, il gesto di distensione dell'esponente di Fratelli d'Italia, non viene raccolto dai deputati dell'opposizione, che chiedono che il ministro riferisca al più presto in Aula a proposito della sua dichiarazione circa la possibilità che arrivi “dalla magistratura” il rischio maggiore per la tenuta del governo. Il primo a chiedere che il ministro vada in Parlamento a chiarire quanto detto nell'intervista al Corriere della Sera è stato il capogruppo del Pd in Commissione Giustizia della Camera, Federico Gianassi. A lui si sono associati anche i parlamentari di Avs e Azione. Roberto Giachetti ha detto che “magari dovrebbe venire accompagnato anche dal ministro della Giustizia”.

Il governo, tuttavia, non sembra per niente intimorito dopo la reazione dell’Anm alle parole dell’esponente FdI, che ieri aveva parlato di “opposizione giudiziaria” da parte dei magistrati italiani al governo; atto definito “particolarmente grave” dal presidente Anm, Giuseppe Santalucia: “La giustizia giudiziaria non fa opposizione al governo, non è né contro né pro il governo” ha chiarito il rappresentante dell’Associazione nazionale magistrati.

Le intenzioni di Palazzo Chigi in merito alle tempistiche sono confermate dal viceministro di via Arenula, e senatore di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto, in un’intervista al Corriere della Sera: “Ora è più evidente che la riforma della giustizia, anche costituzionale, s'ha da fare” scandisce l’esponente forzista, spiegando che “le riforme sulla giustizia per noi sono una priorità. Sono quasi pronte quelle ordinarie: alcune già in vista dell'Aula, altre in gestazione ma di pronta definizione. Con il consenso convinto del governo. E sul pacchetto abuso d'ufficio&co è ‘Avanti tutta’: i tempi saranno rapidissimi”.

Accanto ad autonomia differenziata e premierato, infatti, Sisto ricorda “la separazione delle carriere, che vuole FI in virtù di un patto con gli elettori. Per noi è una storica battaglia di principio, per cui il giudice, terzo e imparziale per la Costituzione, non può avere la stessa maglia del pm”. Sisto aggiunge poi, in merito alla possibilità che le riforme approvate vadano a referendum: “Se ci saranno, si posticiperà di un congruo tempo quello sulla separazione delle carriere, o viceversa. Chiediamo che il percorso non si interrompa: è in commissione Affari costituzionali alla Camera e proseguirà regolarmente, fino alla conclusione dell'iter” conclude il senatore pugliese.

A Sisto fa eco, da Milano, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli: “Uno dei punti programmatici che è stato inserito in un programma di governo che ha visto la coalizione di centrodestra vincere, è l'autonomia differenziata. C'è il premierato e la riforma della giustizia, quindi obiettivi importanti che devono essere tutti raggiunti. Andiamo avanti con convinzione e con strade diverse perché una è una riforma costituzionale, una è una legge ordinaria, l'altra pure però andiamo avanti”.

Matteo Renzi, leader di Italia Viva e protagonista del recente scontro in Senato con la premier Meloni, attacca: “Quello che non sta in piedi è un governo che, con il ministro della Difesa, evoca scenari complicati e, con il ministro della Giustizia, per scelta della presidente del Consiglio, mette nel cassetto la riforma della Giustizia”, spiegando che “Guido Crosetto ha come interlocutrice Giorgia Meloni, è lei che ha nascosto la riforma della giustizia di Nordio. Quindi è una dinamica che dovrebbero affrontare in casa loro”.