Offensiva di Mosca dal cielo

Ucraina, Russia intensifica gli attacchi su Kiev: "Attacco di droni mai visto finora"

Nel giorno successivo al più massiccio raid russo sulla capitale si contano i danni ed i feriti: una pioggia di 40 droni

I droni kamikaze Shahed lanciati in gran numero, almeno 40, hanno provocato soprattutto l'interruzione di energia elettrica su più di un centinaio di strutture, residenziali e pubbliche di Kiev, che si è risvegliata ancora una volta nel panico. La buona notizia, per gli abitanti della metropoli, è l'ottimo funzionamento della contraerea, che ha intercettato e distrutto almeno quaranta velivoli senza pilota. 

Video dei combattimenti verso Kupyansk: droni lanciati nella notte soldati russi sulla neve al fronte 

Obiettivo: infrastrutture energetiche
Non è chiaro se i danni siano stati provocati dai detriti o se qualche drone, effettivamente, abbia fatto centro ma di certo l'offensiva di un giorno fa conferma come il Cremlino abbia deciso di intensificare gli attacchi e di puntare, allo stesso modo di un anno fa, alle principali installazioni energetiche del Paese. 
 

Ucraina, soldati ucraini luno la linea di confine con il Donetsk GettyImages
Ucraina, soldati ucraini luno la linea di confine con il Donetsk

"Fiaccare il morale"
L'obiettivo è sempre lo stesso: lasciare al buio e al freddo la popolazione civile, fiaccarne il morale, impegnare le forze di difesa aeree sulla capitale e sulle principali città in modo tale da avere via libera al fronte. 

Come ha precisato il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, "Settantasette edifici residenziali e centoventi strutture nella parte centrale della città hanno perso la corrente elettrica". L'esercito ucraino, dal canto suo, ha reagito attaccando diverse regioni russe ma i droni, secondo le autorità nemiche, sarebbero stati tutti abbattuti. 

Il Sindaco di Kiev, Vitali Klitschko Getty
Il Sindaco di Kiev, Vitali Klitschko

Kiev: contrattacco sulla capitale russa
Come ha riferito ieri mattina il ministero della difesa di Mosca, "Intercettati venti velivoli senza pilota". Dal Cremlino, inoltre, hanno fatto sapere che due missili ucraini sono stati distrutti sul Mar d'Azov. 

Le esplosioni nel Donbass
Vittime civili, invece, si registrano in Donbass: nella provincia di Donetsk due persone sono state uccise da bombardamenti provenienti dalle repubbliche separatiste filorusse mentre anche nella regione di Kherson, per tutto il corso della giornata, si sono susseguite diverse esplosioni. 

L'avanzata, fermata dal "generale inverno"
Ed è proprio sulle rive del Dnipro che infuriano le battaglie più cruenti ed è questo l'epicentro conclamato del conflitto, almeno da un punto di vista strategico. E' ormai certificato, e lo hanno confermato anche fonti del Cremlino, che le truppe ucraine hanno conquistato territori sulla parte orientale del fiume ma l'avanzata di alcuni chilometri, avvenuta nelle scorse settimane, si è fermata. 

Il "sogno" di arrivare in Crimea e le munizioni mancanti
Per proseguire verso sud, che è l'obiettivo principale di Zelensky per provare a riconquistare la Crimea, servono attrezzature militari che Kiev, in questo momento, non possiede. I famosi F-16 sono in arrivo ma serviranno ancora alcuni mesi, le forniture americane si sono ridotte del 30% dallo scoppio della guerra fra Israele e Hamas ed i rifornimenti europei sono parzialmente in ritardo. I progressi sul campo delle truppe ucraine rischiano seriamente di essere vanificati dalla mancanza di munizioni. 
 

Il ruolo delle cancellerie occidentali
La questione è chiara ma per le cancellerie occidentali non è semplice accontentare Zelensky e allo stesso tempo assecondare le proprie opinioni pubbliche e non appesantire i rispettivi bilanci. Se si considera giusto e doveroso sostenere Kiev fino alla fine, allora tutti gli alleati dovrebbero aumentare gli sforzi. Altrimenti, per i soldati sarà un ennesimo bagno di sangue, senza soluzione di continuità e probabilmente senza raggiungere gli obiettivi. 

Soldati ucraini in un altro inverno di guerra Contrasto
Soldati ucraini in un altro inverno di guerra

L'inverno è arrivato, è caduta la prima neve, l'avanzata sul terreno è sempre più difficoltosa. Senza aviazione e senza missili a lunga gittata sarà quasi impossibile riconquistare i territori perduti. O il supporto è totale o prima o poi - secondo molti commentatori occidentali - bisognerà negoziare.