La tradizionale preghiera di mezzogiorno

L'Angelus di Santo Stefano di Papa Francesco: "Il sangue dei martiri, seme dei cristiani"

Il Pontefice: "Il seme del loro sacrificio, che sembra morire, germoglia e porta frutto". Ieri, circa 70mila fedeli presenti per il Messaggio natalizio e la benedizione Urbi et orbi. Bergoglio ha condannato le “stragi di innocenti"

L'Angelus di mezzogiorno di Papa Francesco nel giorno dedicato a Santo Stefano, primo martire cristiano. Il Papa si è affacciato come di consueto dalla finestra del Palazzo Apostolico, in piazza San Pietro.

Il Santo Padre ha ricordato che “oggi, duemila anni dopo, purtroppo vediamo che la persecuzione continua, c'è persecuzione dei cristiani”. E ha poi osservato: “Anche questi fratelli e sorelle possono sembrare dei falliti, ma oggi vediamo che non è così. Adesso come allora, infatti, il seme dei loro sacrifici, che sembra morire, germoglia e porta frutto, perché Dio attraverso di loro continua a operare prodigi, a cambiare i cuori e a salvare gli uomini”.

“Chiediamoci, allora - ha esortato Francesco -: mi interesso e prego per chi, in varie parti del mondo, ancora oggi soffre e muore per la fede, i tanti che sono assassinati per la fede? E, a mia volta, cerco di testimoniare il Vangelo con coerenza, con mitezza e con fiducia? Credo che il seme del bene porterà frutto anche se non vedo risultati immediati?”.

“All'intercessione del primo martire affido l'invocazione di pace dei popoli straziati dalla guerra. I media ci mostrano che cosa la guerra produce: abbiamo visto la Siria, vediamo Gaza, pensiamo alla martoriata Ucraina, un deserto di morte... È questo che si vuole? I popoli vogliono la pace: preghiamo per la pace, lottiamo per la pace” ha poi aggiunto il Papa, come già aveva fatto nell’Angelus di domenica 24 e nell’omelia della Messa di Natale, oltre che nel Messaggio di Natale di ieri.

“Nel segno della testimonianza di Santo Stefano” il Papa si è detto “vicino alle comunità cristiane che soffrono discriminazioni e le esorto a perseverare nella carità verso tutti, lottando pacificamente per la giustizia e la libertà religiosa”.

In chiusura, rinnovando “l'augurio di pace e di bene che scaturisce dal Natale del Signore”, Bergoglio ha ringraziato i presenti “per le vostre preghiere” e “quanti mi hanno indirizzato messaggi augurali, da Roma e da tante parti del mondo”, ricordando che “c’è bisogno di continuare a pregare per il Papa”.

Ieri, circa 70mila i fedeli presenti per il Messaggio natalizio e la benedizione Urbi et orbi. Bergoglio ha condannato le “stragi di innocenti nel mondo”, definiti “i piccoli Gesù di oggi”. Il Papa ha quindi sottolineato che “per dire no alla guerra bisogna dire no alle armi”.