Giovanna Pedretti venne convocata dai carabinieri di Sant'Angelo Lodigiano come "potenziale vittima" del reato di 'propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa' in relazione alla recensione pubblicata su Gooogle.
Nessuna contestazione fu fatta alla ristoratrice trovata morta che su Facebook aveva postato una recensione in cui un cliente lamentava di essere seduto vicino a gay e disabili, quando sabato scorso, il giorno prima di ritrovarla morta sul greto del fiume Lambro, la donna fu convocata e sentita in caserma come persona informata sui fatti.
Lo chiariscono in una nota i carabinieri di Lodi, che stanno indagando per istigazione al suicidio sulla morte della donna.
Dopo il post e la risposta ripresa da diversi media, la 59enne era stata accusata sui social di aver inventato tutto solo per farsi pubblicità. Domenica 14 gennaio, la mattina successiva a quel colloquio di pochi minuti in caserma, è stata trovata morta nel fiume non lontano dalla pizzeria. Ormai per gli investigatori non ci sono più dubbi sul fatto che si sia uccisa.