Argentina

Il progetto ultraliberista del neopresidente Milei perde un altro pezzo, ritirate le norme fiscali

Il ministro dell'Economia Caputo: "Così riusciremo ad approvare in modo molto più veloce il mega disegno di riforma". Il capo dello Stato sostituisce il ministro delle Infrastrutture e aumenta i poteri dello stesso Caputo

Javier Milei
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Javier Milei

Il governo argentino ritira il pacchetto fiscale della cosiddetta legge ‘Omnibus’, progetto centrale dell'amministrazione del presidente Javier Milei. L'ha annunciato il ministro dell'Economia, Luis Caputo, sottolineando che nel “dialogo” con gli altri blocchi politici, il partito al potere ha trovato “un chiaro consenso” su buona parte degli oltre 500 articoli del testo e che, quindi, si preferisce proseguire l'iter per l'approvazione nella Camera dei deputati. “In nessun modo ciò implica  che rinunciamo al nostro impegno di raggiungere l'equilibrio fiscale”, ha precisato il ministro. “Il nostro obiettivo è raggiungere il deficit zero”.

Il pacchetto fiscale - che riguardava il riciclaggio di denaro, la moratoria fiscale, una revisione delle tasse sulla ricchezza, i redditi alti e le esportazioni, e modifiche del calcolo dell'aumento delle pensioni - era stato contestato dai legislatori e dai governatori delle province interessate, come ricordato dal ministro dell'Economia.

La legge, che la prossima settimana sarà all'esame della Camera dei deputati, punta a rivoluzionare il sistema economico argentino con la revisione di centinaia di norme precedenti. Questa settimana, in un'intervista, il presidente Milei ha dichiarato che l'Argentina è più vicina all'obiettivo di dollarizzare l'economia. “La dollarizzazione è un obiettivo di questo governo e sarà realizzata quando le condizioni saranno giuste”, ha dichiarato il ministro dell'Economia. “Oggi le condizioni sono migliori di quando siamo entrati in carica e sono d'accordo” su questo con il presidente.

 

Il minirimpasto e la sostituzione del ministro Ferraro

Intanto, proprio il medesimo ministro Caputo è diventato titolare delle deleghe per le Infrastrutture, dopo che il capo dello Stato ha deciso di sostituire un altro membro del suo governo, Guillermo Ferraro, per una polemica nata da alcune dichiarazioni concesse alla stampa, che avrebbero indispettito Milei. Ad appena 45 giorni dal suo insediamento, quindi, c'è già stato un piccolo cambio nella compagine di governo.

Quindi, ora il portafoglio dei Lavori pubblici, dell'Edilizia abitativa, delle Comunicazioni e delle Politiche dei trasporti diventerà un segretariato all'interno del super-ministero dell'Economia, che gestiva già Finanze, Tesoro, Energia, Commercio, Tesoro, Affari Legali e Amministrativi, Agricoltura, Allevamento e Pesca, Politica economica, Estrazione, Industria e Sviluppo Produttivo. Alcune di queste competenze erano gestite da ministeri specifici nel governo precedente, quello del peronista Alberto Fernandez, durato dal 2019 al 2023.