È la 25ma volta in 17 mesi

Navalny è di nuovo in cella di isolamento nel carcere "lupo polare"

A dare la notizia di questo nuovo spostamento la testata Meduza che cita lo staff del dissidente in cella per motivi politici

Navalny è di nuovo in cella di isolamento nel carcere "lupo polare"
Media.Zona by Reuters
Navalny riappare in un video per la prima volta dopo il trasferimento nell'Artico

Aalexey Navalny è stato mandato di nuovo in cella di punizione, per la 25esima volta dall'agosto del 2022.  Alla fine dei 10 giorni di isolamento avrà trascorso in un'angusta cella di rigore ben 283 giorni in meno di un anno e mezzo: a denunciarlo è lo staff dell'oppositore russo in carcere per motivi politici, citato dalla testata online Medusa. È  la seconda volta che Navalny viene mandato in isolamento da quando, a dicembre, è stato trasferito nel remoto carcere "lupo polare", sopra il circolo polare artico.

La prima volta il dissidente ha detto di essere stato mandato in cella di punizione perché accusato di essersi "rifiutato di presentarsi secondo le regole", "non rispondere al lavoro educativo" e "non trarre le dovute conclusioni". Adesso il motivo pare simile: secondo i suoi collaboratori, Navalny sarebbe stato accusato di "essersi presentato in modo errato". 

L 'oppositore ha denunciato diversi gravi soprusi in questi tre anni di reclusione e di essere stato continuamente rinchiuso in una ristretta  cella di isolamento con i pretesti più assurdi, come l'essersi lavato il viso un po' prima dell'orario stabilito. Una situazione già sottolineata  da Amnesty International, che ha accusato la direzione del carcere Melekhovo - dove il dissidente era prima recluso - di voler "spezzare lo spirito di Navalny rendendo la sua esistenza nella colonia penale insopportabile, umiliante e disumanizzante".

 

 Alexei Navalny Ansa
Alexei Navalny

Nel suo nuovo carcere in una remota località artica, in piena notte il dissidente russo Alexey Navalny è obbligato ad ascoltare l'inno russo e canzoni di un popolare cantante nazionalista filo-putiniano. Lo scrive lui stesso, citato da alcuni media, fra cui Sky News.

La canzone "io sono russo" è del popolare cantante Shaman, 32 anni, al secolo Yaroslav Dronov, autore di testi ultra-patriottici che esaltano la guerra: un filone canoro sfruttato in questi ultimi tempi da Putin che punta ad una nuova facile rielezione al Cremlino in marzo. Lo scorso novembre Shaman fece parlare di sé anche per aver premuto dal vivo durante un concerto un pulsante rosso a simulare l'ordine di lancio dei missili nucleari.

"Il cantante Shaman è diventato famoso quando io ero già in carcere, - fa sapere Navalny- quindi non avrei potuto ne' vederlo ne' ascoltare la sua musica. Sapevo che era diventato il più importante cantante di Putin e che la sua canzone più famosa e' 'io sono un russo'. Ovviamente ero curioso di ascoltarla, ma dove potevo ascoltarla? Poi mi hanno portato a Yamal. Qui -continua il dissidente- alle 5 in punto di mattina sentiamo il comando "alzatevi!", seguito dall'inno nazionale russo, dopo il quale viene suonata la canzone”. 

 

Alexei Navalny Afp
Alexei Navalny