La protesta degli agricoltori

Trattori a Sanremo ma non sul palco. Da Roma: "Se Lollobrigida non ci riceve, entreremo in città"

Amadeus leggerà domani un comunicato con le ragioni della protesta. La prossima settimana ipotesi evento al Circo Massimo, domani in piazza San Giovanni. Ma arriva l'ultimatum al ministro dell'Agricoltura. Cresce la protesta in Spagna

Trattori a Sanremo ma non sul palco. Da Roma: "Se Lollobrigida non ci riceve, entreremo in città"
ANSA Liguria

Alla fine, l'accordo si è trovato: nella serata di venerdì 9, domani, Amadeus, conduttore e direttore artistico del 74esimo Festival della Canzone italiana di Sanremo, leggerà un comunicato degli agricoltori che stanno protestando in tutta Italia, e all'estero, contro le politiche di settore dell'Unione europea. I manifestanti del comparto agricolo allestiscono presidi e organizzano cortei di trattori ormai da più di una settimana. Non saliranno sul palco del Teatro Ariston, quindi, i rappresentanti di Riscatto agricolo, giunti nella città ligure per “invadere” l'evento televisivo italiano più importante dell'anno e portare sul palco le proprie istanze.

Arrivati all'alba nella frazione di Bussana, i sette trattoristi sono partiti ieri sera da Melegnano. Dopo aver percorso 240 km, si sono fermati vicino al mercato dei fiori. Ripartiti, poi, e scortati dalla polizia, in direzione centro, dove si trova il Teatro Ariston. Ora hanno raggiunto la passeggiata Trento e Trieste, nel presidio della mucca Ercolina con la vitellina Giulia. Polizia e Digos presidiano.

“Non abbiamo trovato l’accordo con la Rai, ma ora non possono ritirare l’invito, non farebbero una bella figura” aveva detto a LaPresse Filippo Goglio, uno dei leader del movimento Riscatto Agricolo, partito ieri sera da Melegnano. “Noi puntiamo a salire sul palco dell'Ariston” aveva confermato all'Adnkronos Davide Pedrotti, uno dei leader del movimento. “Solo 5 minuti per spiegare le nostre ragioni ai cittadini italiani”. Ma appunto, come si è detto più sopra, la quadra si è trovata.

Ma è Roma il fronte “ancora caldo” della protesta: “Se non avremo risposte i nostri trattori usciranno dal presidio e andranno liberi” per Roma. Lo dice Andrea Papa, uno dei leader di Riscatto agricolo, parlando di un “ultimatum” al ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida. “Vogliamo un incontro con il ministro ma finora nessuno ci ha contattato - aggiunge Papa -, la manifestazione di domani a San Giovanni è l'unico risultato positivo di questi giorni e domattina i nostri dieci trattori si muoveranno dal presidio scortati dalle forze dell'ordine”. Ma se il ministro non risponderà all'ultimatum che scade sabato alle 12, conclude, i trattori “andranno liberi per la città”.

“Molti agricoltori sono scontenti e cresce la rabbia, vogliamo tornare a casa con un risultato ma non vogliamo assolutamente creare disagi ai romani” aggiunge un altro esponente, Salvatore Fais, che parla di un “percorso” per arrivare ad “un incontro con il ministro Lollobrigida”, sabato, e sottolinea che dopo la manifestazione di San Giovanni il “presidio non si scioglierà: sono in arrivo trattori da Rieti, Tarquinia e Benevento”. Quanto all'adesione alla protesta di Giuliano Castellino, Fois afferma che il suo movimento “è lontano dalla politica e da lui. Sarà la gente - conclude - a scegliere da chi farsi rappresentare”.

Intanto, circa settanta trattori sono partiti dal presidio di Passo Corese per arrivare al concentramento sulla Nomentana, dove ad aspettarli ci saranno altrettanti colleghi agricoltori. Sulla Salaria inizia così la fila di almeno due km con i mezzi pronti ad avvicinarsi a Roma.

Sicilia, Basilicata e Sardegna i “fronti caldi”

Protesta degli agricoltori nei comuni di Partinico, Montelepre, Terrasini e Carini nel Palermitano con una manifestazione annunciata e autorizzata. Sono chiusi gli svincoli autostradali sulla Palermo-Mazara del Vallo per Partinico e Terrasini. Gli agricoltori si sono riuniti questa mattina a Partinico e con i trattori stanno percorrendo la statale 113, in direzione di Palermo fino a Terrasini, provocando disagi alla circolazione stradale.

Un centinaio di trattori si sono messi in marcia stamani, a Potenza, dal punto di incontro limitrofo alla strada statale Basentana verso la sede istituzionale del Consiglio regionale della Basilicata. Una lunghissima carovana sta attraversando una zona importante del capoluogo lucano, condizionando inevitabilmente il traffico cittadino, che culminerà con il sit-in di mobilitazione e la consegna di un documento nel quale saranno elencate le richieste all'Assemblea lucana. Tra esse, l'istituzione di un tavolo tecnico che coinvolga soprattutto gli operatori del settore, per studiare misure idonee al comparto agricolo lucano; la riduzione del prezzo del gasolio agricolo e dell'acqua per uso in agricoltura; fondi idonei per compensare il mancato reddito delle produzioni agricole; l'istituzione di un organismo di tutela per determinare il prezzo dei prodotti.

Partiranno domani mattina, invece, con il primo volo per Roma i pastori e gli agricoltori sardi che parteciperanno domani alla grande manifestazione nazionale in piazza San Giovanni. “Saremo un centinaio dalla Sardegna - spiega all'ANSA Roberto Congia, uno dei portavoce della protesta nell'isola - e porteremo la voce e la protesta della nostra campagne con la nostra presenza e i nostri striscioni”.

Disagi in tutta la Spagna ma i trattori lasciano Barcellona

Nel terzo giorno di mobilitazioni degli agricoltori, si estende la protesta in Spagna. A fianco degli agricoltori indipendenti, aderiscono oggi anche le principali associazioni agrarie professionali Asaja, Coag e Upa, che hanno annunciato un calendario di manifestazioni in varie province del Paese fino al prossimo 27 febbraio, al quale si è unita anche Union de Uniones.

A Barcellona, dove ieri sono arrivati 1.250 trattori dopo aver trascorso la notte in strada, un convoglio di un centinaio di mezzi pesanti aveva bloccato la centrale Gran Via e la Diagonal, diretti verso il Parlamento catalano, nel parco de La Ciudadela, come segnalato dalla polizia stradale. Ma ormai gli agricoltori hanno iniziato ad abbandonare la città da qualche ora, dopo che alcuni loro rappresentanti hanno incontrato le autorità catalane.

Incontri con le autorità locali sono in corso o in programma anche in altre zone del Paese, mentre su strade e autostrade di almeno sei Regioni proseguono presidi e blocchi del traffico. “Siamo arrivati al punto in cui se con queste proteste o manifestazioni si blocca il Paese, le forze dell'ordine devono intervenire” ha commentato in un'intervista il ministro dei Trasporti, Óscar Puente.

Contatti tra manifestanti e polizia, cariche durante alcuni presidi, almeno quattro arresti e un agente delle forze dell'ordine ferito al volto. Gli episodi più concitati, riportano i media spagnoli, sono avvenuti nelle città del nord come Oviedo, Logroño, Vitoria e Pamplona. La polizia ha caricato in almeno due occasioni a Oviedo per evitare che i manifestanti accedessero al perimetro del palazzo regionale del Principato delle Asturie, scrive El Comercio. Due persone sono state arrestate in provincia di Burgos, durante un tentativo di occupare la carreggiata dell'autostrada A1, mentre altre due sono finite in manette in un altro tentativo di blocco in provincia di Almería, mentre a Zafra, in Estremadura, è stato ferito un agente della Guardia Civil, colpito da una pietra.

Da nord a sud della penisola, continuano i blocchi stradali. In Navarra (nord), una trentina di trattori si è concentrata davanti alla casa della presidente del governo regionale, Maria Civite, protetta da un cordone di polizia, come mostrano le immagini riprese da TVE. Colonne di trattori impediscono la circolazione sulla principale autostrada che collega Barcellona a Madrid. E paralizzano punti nodali della circolazione in Castiglia, sul versante orientale della penisola, all'altezza di Vall D'Alba, oltre che nella regione dell'Estremadura, in provincia di Palencia, informa la polizia stradale.

Interrotta per il terzo giorno l'autostrada che collega Siviglia, in Andalusia, a Cadice. Obiettivo degli agricoltori è bloccare alcuni dei principali centri logistici di distribuzione, come il porto di Castellon e l'aeroporto di Jerez. Le principali organizzazioni agrarie fanno appello all'unità di azione, per rivendicare una flessibilità della normativa ambientale europea, accordi commerciali più giusti con Paesi terzi alla Ue e aiuti per la crisi provocata dalla siccità, segnala Asaja in una nota.