Tensione e disordini al Centro di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria a Roma, dove questa mattina un 22enne della Guinea è stato trovato impiccato con un lenzuolo a un cancello. Il corpo senza vita del giovane, originario della Guinea, è stato rinvenuto intorno alle 6. Sono state acquisite le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza del Cpr.
Una trentina di ospiti del Centro hanno hanno cercato di forzare le grate della struttura e iniziato a tirare pietre contro il personale, tentando poi di sfondare una porta e di incendiare una macchina della Polizia. Le Forze dell'ordine hanno risposto con il lancio di lacrimogeni per placare la protesta. Il motivo della sommossa sarebbe legato al sovrannumero delle presenze e ai trattamenti definiti dagli ospiti "poco dignitosi".
Il 22enne avrebbe lasciato scritte su un muro con la sigaretta alcune parole che direbbero approssimativamente: "se dovessi mai morire, vorrei che il mio corpo fosse portato in Africa, mia madre ne sarebbe lieta (...) L'Africa mi manca molto e anche mia madre, non deve piangere per me. Pace alla mia anima, che io possa riposare in pace".
Sull'episodio è intervenuta la garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Roma, Valentina Calderone, che a RaiNews24 ha confermato quanto avvenuto oggi a Ponte Galeria e ha spiegato come la permanenza in questi centri aumenti la sofferenza dei migranti ospitati.
Il 22enne trovato morto in Cpr, Valentina Calderone: "Troppo tempo dentro al Cpr aumenta sofferenza"
Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, e Cecilia D'Elia, Senatrice del Partito Democratico hanno ribadito la richiesta al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, di chiudere i Centri di permanenza per il rimpatrio: "Sono luoghi di pura afflizione, se si considera che la maggior parte dei detenuti non saranno mai rimpatriati -dicono- Chiediamo al ministro Piantedosi di visitare questo luogo e di chiuderlo al più presto".