Acciaierie Italia, duro scontro con Arcelor Mittal

Verso il commissariamento dell'ex Ilva, il pressing dei sindacati

Fiom - Cgil: "Non si perda altro tempo". Ugl Metalmeccanici: "Si salvino i posti di lavoro". Usb: "Attenzione ai lavoratori dell'indotto". La replica di Arcelor Mittal alla decisione: "C'è una grave violazione dell'accordo di investimento"

Verso il commissariamento dell'ex Ilva, il pressing dei sindacati
Alessandro Marchetti
in corso l'ispezione dei commissari di Ilva in Amm. straordinaria

“Siamo a poche ore dall'amministrazione straordinaria e dalla nomina dei commissari straordinari, come annunciato  - ieri, ndr - dal Governo nel corso del tavolo a Palazzo Chigi sulla vertenza ex Ilva. Come Fiom-Cgil chiediamo che non si perda altro tempo, Governo e commissari garantiscano lavoratori, produzione, salute e ambiente. La Fiom-Cgil ha sempre sostenuto la necessità della salita pubblica come garanzia della messa in sicurezza degli impianti, dell'ambiente e dei lavoratori. L'amministrazione straordinaria è una scelta del Governo su cui abbiamo chiesto chiarimenti". 

Con queste parole, espresse in una nota, è intervenuto Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, a margine dell'articolata riunione dell'ex Ilva con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. A presiedere per il Governo la riunione, i ministri dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone: nelle prossime ore, massimo nei prossimi giorni, il ministero procederà alla nomina dei commissari per Acciaierie d'Italia e della presa in carico dell'azienda per garantirne la continuità e dare rilancio. 

"C'è una prima questione che riguarda i tempi. In tutti gli stabilimenti c'è il rischio del fermo degli impianti. Questo rischio va assolutamente scongiurato. Occorre garantire nello stesso tempo la continuità aziendale e la continuità produttiva. Su questo punto abbiamo chiesto di modificare il decreto in sede di conversione per assicurare la continuità produttiva anche per l'indotto e la garanzia degli ammortizzatori sociali. Ci sono problemi legati alla situazione degli impianti, alle condizioni di salute e sicurezza e di manutenzione. In questi mesi, inoltre, non sono state messe in campo le iniziative necessarie per la manutenzione degli impianti da parte della direzione aziendale e assistiamo ad un deterioramento delle relazioni industriali tra i lavoratori e l'azienda", conclude la nota della Fiom-Cgil.

Al tavolo tra governo e sindacati l'esecutivo ha assicurato: "Previsto un ammortizzatore sociale unico, dl migliorabile nel passaggio in Aula" con la precisazione, arrivata in tarda serata, che il ministro Adolfo Urso, nel corso del tavolo con i sindacati sull'ex Ilva, non ha mai dichiarato che "il governo metterà a disposizione della Regione Puglia un miliardo di euro per sostenere i lavoratori dell'indotto".

"E' stata affrontata la situazione generale dell'ex Ilva, responsabilmente possiamo affermare che basta dover apprendere di anomalie insensate da una multinazionale, vogliamo che veramente ora si volti pagina e si garantisca il rilancio dell'azienda e soprattutto, si salvi la continuità produttiva e l'occupazione che sono primarie", la dichiarazione del Segretario Nazionale dell'Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera.

Reazioni a caldo anche dal sindacato Usb: "Auspichiamo che tutti i lavoratori vengano messi in condizione di vivere con un minimo di serenità questa fase di passaggio. C'è l'assoluta necessità di aprire tavoli specifici nell'ambito dei quali affrontare tematiche diverse, non solo il futuro dell'ex Ilva e la situazione dei dipendenti diretti, ma anche quella altrettanto preoccupante, se non di più, in cui si trovano i lavoratori dell'indotto - dice Usb - Non facciamo mistero del fatto che ad alcuni è stata addirittura interrotta l'erogazione dell'energia elettrica, altri non possono fare la spesa. Questa è la fotografia della drammaticità del momento e, come abbiamo detto diverse volte, si parla di stipendi già ridotti". 

"A questo punto - sostiene il sindacato Usb -  bisognerà capire come stanno le cose, auspicando che davvero si possa evitare in tutti i modi il dramma sociale delle tantissime famiglie dei lavoratori che attendono il pagamento delle mensilità maturate, gennaio e tra pochi giorni febbraio. Certamente - si aggiunge - non va dimenticato il capitolo di Ilva in Amministrazione Straordinaria: va aperta una discussione e considerato il pacchetto di proposte che abbiamo preparato guardando a tutti i lavoratori ed in particolare a questa parte, che è' in cassa integrazione dal 2018 e che deve rimanere agganciata all'attività dello stabilimento".

L'Associazione Italiana Giuristi d'Impresa ha consegnato al Governo un "documento tecnico che, partendo dalla definizione di indotto strategico, riassume la gravità della situazione economico occupazionale derivante dalla situazione di ex Ilva"  e "sottolinea la necessità che venga adottata nell'immediato una soluzione urgente al fine di creare un fondo per definire i pagamenti dei crediti maturati sia diretti che ceduti ad istituti bancari o factoring". Subito dopo il vertice con il Governo il presidente Fabio Greco si è recato al Mimit dove era atteso dal capo dell'ufficio legislativo, per proseguire la discussione sul documento tecnico redatto dall'ufficio legale ed amministrativo di Aigi che contiene una "serie di misure finalizzate a contenere gli effetti devastanti che il commissariamento potrebbe determinare sulla scorta della drammatica esperienza che le aziende hanno già vissuto con la prima amministrazione straordinaria di ex Ilva che  nel 2015 è costata all'indotto ben 150 milioni di euro".

Aigi "ha chiesto e parzialmente ottenuto la possibilità  che venga istituito un tavolo con gli istituti bancari per definire la cessione del credito in prosoluto dopo la conversione in legge del decreto". Proposti, inoltre, "il recupero immediato dell'Iva e la sospensione immediata dei tributi, mutui e oneri finanziari".

 

 

Taranto, ex Ilva stabilimento Ansa
Taranto, ex Ilva stabilimento

Con Acciaierie d'Italia che va verso l'amministrazione straordinaria, all'orizzonte si prospetta un duro scontro con Arcelor Mittal, secondo cui così c'è "una grave violazione dell'accordo di investimento". Il governo lavora per definire tempi e modi dell'operazione, con il pressing costante di sindacati e aziende dell'indotto ricevuti in serata a Palazzo Chigi per fare il punto sulla situazione. 

Si partirà da un solo commissario - ha assicurato il ministro delle Imprese Adolfo Urso - con "una gara nel minor tempo possibile perché si sono affacciati numerosi investitori italiani e stranieri"

Nelle intenzioni del governo il commissariamento, con l'estromissione di Arcelor Mittal, dovrebbe fare da ponte per l'ingresso di nuovi investitori privati. Il ministro Urso ha portato l'esempio anche "dei recenti accordi che riguardano il sito industriale di Piombino". Il riferimento è al recente protocollo siglato con gli ucraini di Metinvest, Danieli e Officine Meccaniche, per il rilancio del sito toscano. La strada è tracciata ma i timori rimangono. 

"L'amministrazione straordinaria è un salto critico, problematico - ha detto il segretario generale della Fim Cisl, Roberto Benaglia - vogliamo dal governo la certezza di un percorso che non faccia affondare ulteriormente l'azienda". Paure che riguardano anche l'indotto. 

Ma il percorso è comunque tutto in salita. Le avvisaglie sono quelle di una schermaglia che si potrebbe trasformare in una battaglia legale tra il Governo e Arcelor Mittal. Accierie d'Italia ha annunciato di aver fatto richiesta di 'concordato con riserva' che dà spazio ad una procedura di 'concordato preventivo' in 60-120 giorni. Una contromossa preventiva. 

E subito dopo l'azionista Mittal scrive in una lettera ad Invitalia: "Siamo delusi e sorpresi". La richiesta al governo italiano di avviare il processo per porre Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, aggiunge, "è una grave violazione dell'accordo di investimento" perché non si è avvisato il Cda di questa mossa. 

Il socio privato sostiene inoltre di aver partecipato "pienamente e in buona fede" alle "intense discussioni per cercare di raggiungere un accordo equo" respingendo il "tentativo - si legge nella missiva - di incolparci per il loro esito insoddisfacente, e di assolvere voi stessi e il governo italiano per il fallimento del nostro partenariato pubblico-privato". L'ormai prossima uscita di Arcelor Mittal da Acciaierie d'Italia non sembra indebolire la posizione del colosso indiano sui mercati, anzi. Moody's ne ha infatti migliorato l'outlook a 'positivo' da 'stabile', confermando il rating a lungo termine a Baa3.