Il caso 'Wikileaks'

Assange: l'Alta corte di Londra concede l'appello contro l'estradizione negli Usa

Nella sentenza i giudici hanno anche chiesto al governo di Washington di fornire entro tre settimane ulteriori garanzie sul fatto che, se estradato, i diritti del giornalista accusato di spionaggio saranno rispettati e non rischierà la pena di morte

Assange: l'Alta corte di Londra concede l'appello contro l'estradizione negli Usa
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Julian Assange saluta i giornalisti da una macchina della polizia a Westminster, 11 aprile 2019

Julian Assange ha ancora una carta da giocare per cercare di sfuggire alla contestatissima estradizione negli Usa, che gli danno la caccia da quasi 15 anni per aver diffuso documenti riservati del Pentagono e del Dipartimento di Stato contenenti non poche rivelazioni imbarazzanti. 

Il cofondatore di Wikileaks può presentare un nuovo ricorso contro la sua estradizione negli Stati Uniti. L'alta Corte di Londra ha infatti dato il via libera all'istanza della difesa del giornalista australiano - respinta in primo grado - per presentare un nuovo, ulteriore ricorso di fronte alla giustizia britannica contro la consegna alle autorità d'oltre oceano. La prossima udienza è fissata al 20 maggio, si legge nell'ordinanza giudiziaria.

Nella sentenza, inoltre, i giudici hanno anche chiesto al governo di Washington di fornire entro tre settimane ulteriori garanzie sul fatto che, se estradato, i diritti del giornalista accusato di spionaggio saranno rispettati. E, soprattutto, che non rischierà la pena di morte.

Assange è indagato negli Stati Uniti per spionaggio e, se estradato, dovrà affrontare un processo in cui rischia fino a 175 anni di reclusione per aver diffuso documenti diplomatici, dell'intelligence e dei vertici militari americani coperti da segreto, rivelando abusi e crimini commessi in vari contesti internazionali, tra cui la guerra in Iraq e in Afghanistan.

Come scrive l'emittente Bbc, i due giudici di Londra "danno al governo americano tre settimane per garantire che Assange possa fare affidamento sul primo emendamento della Costituzione americana", quello che garantisce la libertà di parola. 

Stella Assange, moglie del fondatore di WikiLeaks Julian Assange afp
Stella Assange, moglie del fondatore di WikiLeaks Julian Assange

La denuncia della moglie Stella

Fuori dall'Alta Corte di Londra Stella Assange, moglie del giornalista e cofondatore di WikiLeaks, ha parlato con i giornalisti. 

Gli Stati Uniti dovrebbero ''abbandonare la causa vergognosa'' contro Julian Assange, che ''è un prigioniero politico''. E dovrebbero farlo evitando di fornire all'Alta Corte di Londra le garanzie richieste. L'amministrazione Biden non dovrebbe fornire garanzie. Dovrebbe abbandonare questo caso vergognoso, che non avrebbe mai dovuto essere intentato". 

“Il suo caso è una vergogna per ogni democrazia”, ha detto la moglie del giornalista australiano. ''E' un giornalista ed è perseguitato perché ha denunciato il vero costo della guerra in vite umane", ha aggiunto citata dalla Bbc. ''Questo caso è una vergogna per ogni democrazia'', ha proseguito la donna che si è poi detta ''sbalordita'' dalla decisione dell'Alta Corte di rimandare il ricorso del marito.

Il video della sua dichiarazione.