I dati

Dengue, cresce l'allarme in Brasile, oltre 1,5 milioni di casi. Scatta l'emergenza

Sintomi simili alla chikungunya, anche la zika rialza la testa

Dengue, cresce l'allarme in Brasile, oltre 1,5 milioni di casi. Scatta l'emergenza
Ansa
Emergenza dengue in Brasile

La febbre da Dengue sta diventando un'emergenza in Brasile, con oltre 1 milione di casi registrati solo nei mesi di gennaio e febbraio e una previsione di 4,2 milioni di contagiati entro la fine del 2024. Lo scrive il Washington Post. 

"I casi di febbre dengue stanno aumentando a un ritmo allarmante", ha affermato Gabriela Paz-Bailey, che lavora nei Centri brasiliani per il controllo e la prevenzione delle malattie. "Sta diventando una crisi sanitaria pubblica e sta arrivando in luoghi dove non l'avevano mai avuta prima", ha aggiunto. 


Dati preoccupanti anche per zika e chikungunya
Anche la sindrome da infezione congenita per il virus della zika, secondo dati ufficiali, ha rialzato la testa nel 2023, con 1.035 casi, il dato più alto dal 2019. D'altra parte, da un punto di vista clinico, è estremamente difficile distinguere i sintomi della dengue da quelli della chikungunya. 

Per questo motivo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di trattare entrambi i casi sospetti di dengue e chikungunya, come dengue, considerata più letale. Il ministero della Salute brasiliano sta correndo alle contromisure: già diversi Stati brasiliani hanno decretato lo stato d'emergenza, come Rio Grande do Sul, Rio de Janeiro, San Paolo e il distretto federale di Brasilia, mentre proseguono le campagne per cercare di evitare il proliferare della zanzara che trasmesse il virus della dengue, la Aedes aegypti. 

Da un punto di vista clinico, è estremamente difficile distinguere i sintomi della dengue da quelli della chikungunya. L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di trattare entrambi i casi sospetti di dengue e chikungunya, come dengue, considerata più letale.   

Secondo gli esperti l'epidemia di quest'anno rappresenta solo l'inizio. La dengue è, infatti, trasmessa dalla zanzara Aedes Aegypti particolarmente diffusa nelle zone caratterizzate da un clima caldo-umido. Con i cambiamenti climatici l'insetto potrebbe aumentare il suo raggio d'azione, facendo diffondere ulteriormente la malattia che, nei prossimi anni, potrebbe addirittura diventare endemica in diversi Paesi, compresi quelli dell'Europa meridionale e nel sud degli Stati Uniti.

Broccolo: “Al momento nessun rischio di pandemia ma attenzione alle zanzare”
"Parlare di rischio pandemia è improprio", osserva il virologo Francesco Broccolo, dell'Università del Salento. "Anche per una epidemia - aggiunge - dovrebbero esserci un numero sufficiente di soggetti infetti". È importante invece "prepararsi a riconoscere e a contenere la trasmissione dell'infezione" e la misura preventiva più efficace consiste nell'impedire che la zanzara Aedes aegypti arrivi in Italia, cosa possibile con i controlli in porti e aeroporti". 

Il ministero della Salute ha già predisposto misure in questo senso. È anche importante controllare che non arrivino in Italia persone con l'infezione: "nel nostro Paese non c'è attualmente la zanzara Aedes aegypti, ma c'è la Aedes albopictus, più nota come zanzara tigre, che è in grado di trasmettere l'infezione da un individuo infetto a uno sano".

Sintomi e diagnosi
Normalmente la malattia dà luogo a febbre nell'arco di 5-6 giorni dalla puntura di zanzara, con temperature anche molto elevate. La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall'insorgenza della febbre. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini. 

La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più accurata con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue. La dengue ha un tasso di mortalità molto basso, circal'1% dei casi che però sale al 40% quando la malattia si complica nella forma emorragica. In circa il 75% dei casi la malattia è asintomatica e passa inosservata. 

La prevenzione

La misura preventiva più efficace contro la Dengue consiste nell’evitare di entrare in contatto con le zanzare vettore del virus. L’uso di repellenti cutanei, così come indossare indumenti impregnati di repellenti, utilizzare magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi e l’utilizzo di zanzariere rappresentano misure fondamentali. A livello comunitario, è essenziale intraprendere azioni per contrastare le zanzare vettori, come l’eliminazione dei ristagni d’acqua e le campagne di disinfestazione

A febbraio 2023, l'Aifa ha autorizzato l’utilizzo e la commercializzazione di un vaccino tetravalente vivo attenuato per la prevenzione della malattia da Dengue causata da uno qualsiasi dei quattro sierotipi del virus.