La conferenza stampa a Formello

Lazio, Tudor si presenta: “A me piace vincere. Vogliamo partire subito forte”

Il tecnico croato prende in mano una squadra che un anno fa era seconda e oggi è nona, ma non si perde d’animo: “Qui c’è un progetto, ho tutti gli ingredienti per fare un buon lavoro”

Lazio, Tudor si presenta: “A me piace vincere. Vogliamo partire subito forte”
Marco Rosi/Getty Images
Igor Tudor, nuovo allenatore della Lazio

“A me piace vincere, non far divertire la squadra. Ma sono anche lo stesso che se guardo una partita in tv e dopo 15 minuti non mi piace, cambio canale. Credo che non si debba vincere per caso, ma si possa farlo senza rinunciare a nulla. Poi se per vincere devi fare catenaccio, lo fai”. Il nuovo tecnico della Lazio, Igor Tudor, si presenta in conferenza stampa a Formello, il centro sportivo dove si allenano i biancocelesti.

Il mister croato prende in mano una squadra nona in classifica con 43 punti, che nelle ultime dieci giornate di campionato ha subito cinque sconfitte e ottenuto quattro vittorie e un pareggio. Un anno fa, dopo 29 giornate, la Lazio era seconda con 58 punti, 15 in più rispetto a oggi. “Vogliamo partire subito forte”, non si scoraggia il mister. E a chi gli chiede come veda la partita del 30 marzo prossimo, in casa contro la Juventus, lui risponde: “Io do il 100 per 100 sempre, anzi martello di più i miei giocatori contro le cosiddette piccole. Vivo di presente e di lavoro: se faccio bene tutti contenti, altrimenti vado avanti”.

“Non sono un sergente di ferro”

Tudor spiega di non riconoscersi nello stereotipo del “sergente di ferro”: “È una brutta descrizione. Come ha detto il presidente Lotito, serve un po’ di carota e un po’ bastone. Posso dire però che in quattro giorni qua non ho mai dovuto alzare la voce in allenamento”. Anche perché i giocatori non gliene hanno dato motivo: “Possiedono una cultura del lavoro per la quale va fatto onore a Sarri. Poi loro sanno che si può e si deve fare meglio, ma vedere tanta professionalità è un buon inizio”.

A proposito di Guendouzi, che Tudor ha allenato a Marsiglia, il tecnico sottolinea: “È un ragazzo sanguigno, uno che se ci sono cento partite le vuole giocare tutte”. Inevitabile un accenno a Ciro Immobile: “Qui ha fatto la storia, c’è un grande amore per lui da parte di tutti i laziali. È pronto a dare il suo contributo, è il capitano”.

“Mi piace un calcio offensivo”

Parlando di moduli l’allenatore si limita a osservare: “Potrebbe succedere di giocare con due attaccanti. Mi piace un calcio offensivo, poi serve sempre equilibrio. Anche vedendo la tipologia di giocatori che abbiamo, capiremo che cosa ci possiamo permettere”.

Come rivela il tecnico, da calciatore c’era stata anche la possibilità di venire in prestito alla Lazio: “Qui ha giocato il mio grande amico Alen Boksic, ci siamo scambiati dei messaggi dopo il mio arrivo”. Quando la società biancoceleste gli ha offerto la panchina, Tudor non ha avuto esitazioni: “È una squadra importante, qualunque allenatore vorrebbe allenare qui. Questo è veramente un progetto, ci sono tutte le cose giuste per fare un buon lavoro”.