Due sono indagati, un terzo minorenne

Campionessa di scherma abusata da tre atleti durante un ritiro a Chianciano

La vittima, della squadra dell'Uzbekistan, ha 17 anni. Lo stupro sarebbe avvenuto tra il 4 e il 5 agosto scorso. L'avvocato della vittima: "Inerzia da parte della Procura e di Federscherma". Il Comune di Chianciano si costituisce parte civile

Campionessa di scherma abusata da tre atleti durante un ritiro a Chianciano
Pixabay

Una giovane campionessa di scherma della squadra dell'Uzbekistan è stata abusata da tre atleti della Federscherma durante un ritiro a Chianciano Terme. Lo stupro di gruppo sarebbe avvenuto tra il 4 e il 5 agosto scorso durante un ritiro pre estivo nella località in provincia di Siena a cui partecipavano più squadre di varie Federazioni. Sull'abuso indaga la Procura di Siena che ha iscritto due dei tre atleti coinvolti. Un terzo è minorenne. La notizia è anticipata dal Messaggero.

"C'è un'inerzia da parte della Procura, che neanche ha attivato il codice rosso, e della Federscherma che non ha preso nessun provvedimento nei confronti degli atleti indagati". E' quanto denuncia Luciano Guidarelli, l'avvocato della giovane atleta della Federazione di scherma dell'Uzbekistan vittima di violenza. "La ragazza quando si è resa conto di ciò che aveva subito ha avvisato la compagna di stanza e la madre che è subito arrivata in Italia - spiega il legale- la Federscherma è stata subito avvisata ma non abbiamo mai avuto riscontri né di provvedimenti nei confronti degli atleti coinvolti né di solidarietà nei confronti della vittima". Inoltre, aggiunge Guidarelli, "il fatto che gli indagati non siano stati sanzionati o sospesi dalla loro attività agonistica ha reso possibile che la giovane li abbia nuovamente incontrati durante gare e altri ritiri con conseguenti traumi".

Gli accusati: "Mai fatto abusi"

I tre giovani schermitori indagati "si dichiarano innocenti, non avendo essi mai usato violenza nei confronti di nessuno". Lo sottolinea l'avvocato Enrico de Martino, a nome anche degli altri componenti il collegio difensivo dei tre atleti. "Abbiamo preso visione quest'oggi dai mass media delle notizie che riguardano i nostri assistiti - spiega il legale - in relazione al procedimento pendente dinanzi la Procura della Repubblica di Siena. A tale riguardo e nel pieno rispetto delle posizioni di tutti", aggiunge, "rimaniamo in attesa delle determinazioni dell'Autorita' Giudiziaria che - come emerge dagli atti sin qui depositati, pur non avendo ancora potuto avere visione di tutto il contenuto del fascicolo - ha svolto indagini sin da subito per ricostruire gli avvenimenti nell'immediatezza dei fatti. Chiediamo dunque attenzione e rispetto per una vicenda evidentemente delicata e dolorosa per tutti, in attesa del definitivo accertamento dei fatti da parte della magistratura".

Il Comune si costituisce parte civile

“Il Comune di Chianciano Terme si costituirà parte civile, ove l'autorità competente individuerà i presupposti per rinviare a giudizio i soggetti responsabili”. Ferma e decisa  la risposta del Sindaco Andrea Marchetti, che parla di "un fatto denigrante che provoca una lesione morale e fisica per la vittima e per il concreto interesse del Comune di preservare il nostro territorio da reati così spregevoli". "Ritenendo che tale reato, particolarmente grave e odioso, rappresenti una ferita e una umiliazione non solo per la persona che lo subisce ma per ogni persona e per un'intera comunità; che crede nei valori del rispetto civile e nei sani principi che non devono mancare nell'attività dello sport ad ogni età - dichiara il Sindaco Marchetti- la giunta assumerà la decisione affinché il Comune di Chianciano Terme si costituisca, una volta individuati i responsabili, parte civile nel procedimento a carico degli imputati. Così come prevede la procedura penale".  La città esprime pieno sostegno e solidarietà alla vittima ed alla famiglia.