Una manovra elettorale

Ecco la Bidenomics, più tasse ai super-ricchi e più spesa per le famiglie

Il presidente americano presenta un budget 2025 da 7300 miliardi di dollari: colpire grandi corporation e i miliardari, alleviare il deficit, aiutare le classi medie. Gelida la reazione dei Repubblicani, maggioranza alla Camera

Ecco la Bidenomics, più tasse ai super-ricchi e più spesa per le famiglie
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Joe Biden

L'aveva promesso giovedì notte durante il discorso sullo stato dell'Unione, davanti alle camere del Congresso riunite. 
E ora il presidente americano Joe Biden mantiene, almeno sulla carta, presentando un pacchetto di misure ambiziose da ben 7.300 miliardi di dollari: più tasse per i ricchi e per le grandi corporation, tassa minima sui miliardari, tagli fiscali alla classe media, graduale riduzione del debito pubblico nazionale da tempo fuori controllo - 3000 miliardi in dieci anni. 

Sono le richieste che Biden presenta al Congresso per il bilancio federale del 2025. E che però ben difficilmente il Congresso approverà - visto che alla Camera la maggioranza è nelle mani dei Repubblicani e che al momento è in corso il braccio di ferro sul bilancio dello scorso anno.

Ma il piano di budget ha un'impronta politicamente molto chiara e si presenta come il suo manifesto economico: spostare risorse dai grandissimi profitti di una ristretta minoranza ai bisogni del resto del Paese. Con l'obiettivo, soprattutto, di rinforzare il consenso della classe media in vista del voto presidenziale del 5 novembre - una sfida difficilissima contro Donald Trump. E dunque, più tasse ai “Paperoni” e alle grandi società, "colpire i trucchi fiscali dei ricchi”, alleggerire invece il carico fiscale per i redditi al di sotto dei 400mila dollari l'anno - che a ben vedere è una soglia non esattamente da classe media. “La strategia economica del presidente - spiega in un briefing con i media la responsabile budget per la Casa Bianca Shalanda Young - è costruire l'economia partendo dal basso e dal mezzo”.

Nello specifico delle entrate, Biden punta ad alzare la minimum tax per le corporation miliardarie dal 15 al 21 per cento e raddoppiare quelle sui ricavi dall'estero delle multinazionali, portandolo dal 10,5 al 21 per cento. Quest'ultima misura punta a penalizzare chi apre stabilimenti all'estero a scapito del mercato del lavoro interno. 

Sul piano della spesa, ecco i crediti d'imposta per le famiglie, nuovi investimenti per l'edilizia abitativa, più risorse per l'istruzione e per l'assistenza all'infanzia, aiuti per l'acquisto dei medicinali e per le bollette, sostegno alle piccole imprese, rifinanziamento per Medicare, Medicaid, Social security e veterani, cioè l'assistenza medica per le fasce medie e deboli, gli anziani, le pensioni e l'assistenza per gli ex militari. 

Un capitolo è dedicato anche alla lotta ai cambiamenti climatici: tre miliardi per il Green Climate Fund, otto in dieci anni per l'American Climate Corp, 11 per l'agenzia federale per la protezione dell'ambiente. Non moltissimo, anche qui, sul totale di 7300 miliardi, ma è un segnale che sottolinea una differenza radicale con Trump. 


 

 

 

Il presidente della Camera Mike Johnson e altri membri del Congresso Usa Ap
Il presidente della Camera Mike Johnson e altri membri del Congresso Usa

L'accoglienza dei Repubblicani al Congresso, prevedibilmente, è gelida. 

Lo speaker della Camera, Mike Johnson, che pure aveva applaudito Biden durante vari passaggi del suo discorso sullo stato dell'Unione, attacca a caldo “l'insaziabile appetito dei democratici per spese sconsiderate e la loro mancanza di attenzione per le responsabilità di bilancio”. Per poi bocciare senza appello la proposta del presidente come “una roadmap per accelerare il declino dell'America”.

Ma è proprio su questa contrapposizione che il presidente punta, per alimentare la sua campagna elettorale: mostrare al Paese chi è che non vuole tagliare i costi della vita, così da fare leva sullo scontento sociale e spuntare la propaganda di Trump.