Elezioni legislative

Astensione record in Iran, solo il 41% alle urne, affluenza mai così bassa nella storia

Affluenza mai così bassa nella storia della Repubblica islamica per il rinnovo del Parlamento e l'Assemblea degli Esperti. Fondamentalisti in forte vantaggio, attivisti hanno boicottato il voto, è "privo di significato"

Astensione record in Iran, solo il 41% alle urne, affluenza mai così bassa nella storia
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Iran si tengono le elezioni legislative

Affluenza ai minimi storici in Iran dove, secondo i dati dell'agenzia ufficiale Irna, solo il 41% è andato a votare. Si tratta del più alto dato di astensionismo registrato nella Repubblica islamica: il precedente minimo storico era al 42,5% nelle elezioni parlamentari del 2020, mentre nelle precedenti consultazioni del 2016 l'affluenza era a circa il 62% degli aventi diritto al voto. 

Non è bastata la proroga di ore della chiusura dei seggi di ieri e l'appello delle autorità ad andare a votare, “ne va della sicurezza nazionale” ha detto la Guida Suprema Ali Khamenei: molti iraniani hanno scelto di restare a casa. Non solo nei piccoli centri, l'affluenza è stata bassa anche nelle province più importanti, compresa Teheran, Isfahan, quella del Kurdistan e del Sistan-Baluchestan.

A 61 milioni di elettori si chiedeva il rinnovo del Parlamento e dell'Assemblea degli Esperti. I primi risultati ufficiali vedono eletti 99 candidati, tra cui alcuni conservatori che ottengono 75 seggi restando in largo vantaggio, mentre i candidati indipendenti hanno ottenuto solo 11 seggi e i riformisti 10. 

Molti, troppi gli attivisti che usando anche i social media hanno boicottato le elezioni, affermando che la competizione alle elezioni è "priva di significato", poiché non garantisce la necessaria pluralità tra le forze politiche e tutela solo pochi gruppi integralisti. Secondo gli oppositori le percentuali sull'affluenza sarebbero ancora più basse di quelle ufficiali, ovvero al 30% e a Teheran addirittura al 15%.

Iran si tengono le elezioni legislative Afp
Iran si tengono le elezioni legislative

Tuttavia lo spoglio non è ancora finito, nei seggi si è sentito intonare canti di "Morte all'America" durante le sedute. Il presidente Ebrahim Raisi, che in diversi considerano l'erede di Khamenei, ha vinto nella provincia del Khorasan meridionale per le elezioni dell'Assemblea degli esperti. Un gran numero di riformisti non hanno partecipato alle elezioni a causa della squalifica dei loro candidati da parte del Consiglio dei Guardiani (che fa da Commissione elettorale) che ha perfino ignorato la candidatura di due ex presidenti: Mohammad Khatami, capofila dei riformisti che ha boicottato le urne, e Hassan Rohani, considerato un moderato, anche lui scartato.

La scrematura su 48mila aspiranti su cui hanno prevalso in 15.000 candidati. A disposizione 290 seggi del majles (parlamento monocamenrale) e 88 per l'Assemblea degli Esperti, in carica per quattro anni. Cinque seggi sono riservati alle minoranze religiose, da sempre contrastate dalla teocrazia a maggioranza sciita.

Elezioni in Iran, l'ayatollah Ali Khamenei AP
Elezioni in Iran, l'ayatollah Ali Khamenei

Emerge dunque un forte malcontento nella popolazione dovuto alla crisi economica, con un'inflazione che tocca il 50%, a milioni di iraniani caduti sotto la soglia di povertà e a un 15% di disoccupazione giovanile. E soprattutto bruciano ancora le ferite dell'ultima massiccia protesta anti-governativa repressa nel sangue seguita al caso Mahsa Amini la studentessa curdo-iraniana morta per un velo messo male, nel settembre 2022.

Nel suo paese d'origine, nel Kurdistan iraniano, sono stati solo 50 i votanti.

Poi c'è la controversa politica estera iraniana con i due conflitti in cui l'Iran è un attore non proprio dietro le quinte: quello in Ucraina, per il quale Teheran è stata accusata di aver venduto droni a Mosca, e quello più recente che ha incendiato il Medio Oriente in cui gli ayatollah sono stati accusati di appoggiare una “guerra ibrida” sostenendo Hamas, gli Hezbollah libanesi e gli Houti yemeniti.

Elezioni in Iran AP
Elezioni in Iran

Sta di fatto che gli iraniani, disertando le urne, hanno mostrato un atto di disobbedienza civile. Ne è convinta Azar Nafisi scrittrice iraniana, residente negli Stati Uniti, che in un'intervista a La Stampa dice “se fossi stata in Iran anche io non avrei votato”. 

Nelle ultime settimane si erano diffuse richieste di boicottaggio elettorale, anche da parte del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, attivista per i diritti delle donne attualmente detenuta a Evin.

Elezioni in Iran AP
Elezioni in Iran

E infatti velate o svelate sembra che siano state molte le donne a non recarsi al voto. Non sono bastate le assicurazioni al diritto al voto concesso alle "svelate" che da mesi camminano per le strade iraniane con i capelli al vento, rifiutando il velo obbligatorio. Troppe le multe e le telecamere di sorveglianza a disilluderle su un cambiamento che però è indubbiamente cominciato.