Alle urne circa 11 milioni di persone

Elezioni in Portogallo. Esito in bilico tra l’era socialista e l’avanzata della destra

Voto nel 50simo anniversario della rivoluzione dei garofani che il 25 aprile del 1974 fece tornare la democrazia nello stato

Elezioni in Portogallo. Esito in bilico tra l’era socialista e l’avanzata della destra
ap
Portogallo, elezioni di stato in corso

Elezioni anticipate in Portogallo, dopo le dimissioni del presidente socialista Antonio Costa per l’inchiesta della corte suprema su presunte irregolarità. Un voto che mette fine al suo mandato durato 8 anni.

Urne aperte e un risultato molto incerto, in particolare per l’avanzata del partito populista e sovranista di estrema destra, Chega, che in portoghese significa "basta".  Sono circa 11 milioni di portoghesi che oggi  decideranno il destino del paese. In lizza i socialisti guidati del successore di costa, Pedro Nuno Santos, Alleanza Democratica, il partito conservatore di Luis Montenegro e il partito  populista e sovranista di estrema destra, Chega, di Andres Ventura, molto legato a Trump.

Il 7 novembre si era aperta la crisi politica, con le dimissioni di Antonio Costa e il passaggio di consegne al successore Pedro Nuno Santos che per risolvere la situazione ha scelto le elezioni anticipate.

Un voto che arriva nel 50simo anniversario della "revolução dos cravos", la rivoluzione dei garofani, che il 25 aprile del 1974 fece tornare la democrazia nel paese.

L'economia in Portogallo in pochi anni si è risollevata. Nel 2023 il debito si è ridotto del 100%, la disoccupazione è scesa del 6,6% e l’inflazione del 2,3%.