Dopo la morte della figlia

Esce 'Cara Giulia' di Gino Cecchettin: "Un libro per elaborare il lutto e raccontare mia figlia"

Scritto a quattro mani con Marco Franzoso, in copertina riporta l'immagine del murale che l'artista marsalese Fabio Ingrassia ha realizzato a Milano in cui viene rappresentata con un basco in testa, un giubbotto rosso avvolta in un abbraccio

Le parole di un padre che ha scelto di non restare in silenzio. Un omaggio a sua figlia. Un appello potente alle famiglie, alle scuole e alle istituzioni. Un progetto concreto a sostegno delle vittime di violenza di genere.

Tutto questo è ‘Cara Giulia, quello che ho imparato da mia figlia' il libro, scritto da Gino Cecchettin, papà della studentessa 22enne, uccisa lo scorso 11 novembre dall'ex fidanzato Filippo Turetta, insieme a Marco Franzoso. Per la copertina è stata scelta l'immagine del murale che l'artistamarsalese Fabio Ingrassia ha realizzato a Milano, a due passi dal Duomo, in cui viene rappresentata con un basco in testa, un giubbotto rosso e le braccia che la avvolgono in un abbraccio affettuoso.

Cara Giulia, copertina del libro Screen Amazon / Gino Cecchettin
Cara Giulia, copertina del libro

Dal giorno dei funerali della figlia Giulia, Gino Cecchettin ha scelto di condividere il proprio dolore cercando di affrontarlo e renderlo costruttivo perché possa essere di aiuto alle giovani e ai giovani del nostro Paese. Con questo libro Gino continua il suo percorso per manifestare al mondo che persona era Giulia e, soprattutto, cercare di fare in modo che altre persone si pongano le sue stesse domande.

«Ho trovato forza grazie a Giulia. Per ogni azione che faccio, cerco di pensare a cosa avrebbe fatto lei», ha spiegato a ‘Che Tempo che Fa’, dove ha presentato il libro. 

"Fa parte di un progetto più ampio. Già dall'inizio avevo pensato che dovevo fare qualcosa. Giulia non era una ragazza che si risparmiava nell'aiutare gli altri, una delle prime cose che ho imparato è questa -ha proseguito Gino-. Mi sono chiesto come potevo farlo. In primis, mettendo alla luce di tutti le domande che io stesso mi sono fatto. E cercando di fare qualcosa attivamente, aiutando associazioni che già lavorano sul territorio".

Anche il coautore del libro, Marco Franzoso, sottolinea sui social come la forza di questo racconto sia proprio l'aver sollevato domande e dubbi con cui tutti noi dobbiamo confrontarci.

Credo che scrivere una storia sia il modo migliore per cercare di costruire un senso nei confronti di eventi così efferati e violenti da sembrarci senza nome-scrive Franzoso su Instagram-. Con Gino Cecchettin abbiamo voluto raccontare la vicenda interiore di un padre che si interroga, le sue domande, i suoi dubbi dopo che la vita gli è stata sconvolta dal peggiore degli eventi. Abbiamo voluto infondere grazia anche in una vicenda così estrema, perché più che rispondere con violenza alla violenza, abbiamo il dovere di credere in una nuova forma di riconciliazione, e aiutarci a trovare le risposte alle nostre domande di padri, di madri e di figli. Per me ha rappresentato l'inizio di un cammino, e il mio sogno è che possa essere l'inizio di un nuovo cammino, anche per chi lo leggerà”.