100 anni dalla scomparsa del leader socialista

Giacomo Matteotti, "un padre della Democrazia": il ricordo, l'omaggio, la mostra

Una delegazione del Partito Socialista Europeo guidata dalla segretaria del PD Elly Schlein ha deposto una corona al monumento sul lungo Tevere, presente anche il Commissario Ue Schmit. A Roma la mostra "Vita e morte di un padre della Democrazia"

Giacomo Matteotti, "un padre della Democrazia": il ricordo, l'omaggio, la mostra
Ansa
La segretaria del Partito Democratico (Pd) Elly Schlein con il presidente del Partito Socialista Europeo (PSE) Stefan Lofven, il commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali Nicolas Schmit, segretario del Partito Socialista Italiano (PSI) Enzo Maraio, rendono omaggio al monumento in ricordo di Giacomo Matteotti sul Lungotevere Arnaldo da Brescia

Sono passati 100 anni dalla morte di Giacomo Matteotti, e a Palazzo Braschi a Roma, se ne celebra il percorso umano e politico con una grande mostra. Questa mattina, davanti al monumento a lui dedicato sul lungo Tevere, è stata deposta una corona in suo ricordo dal commissario europeo lussemburghese al lavoro e ai diritti sociali, Nicolas Schmidt, candidato dal Pse alla guida della Commissione europea, in visita al Monumento tra gli altri con la segretaria del Pd, Elly Schlein.    

Presenti anche il deputato dem Giuseppe Provenzano, il segretario del PSI Enzo Maraio, la responsabile Esteri del PSI, Pia Locatelli, il segretario del Pes Stefan Lovfen, la capogruppo dei socialisti e democratici Iratxe García Perez, il segretario del Pse Giacomo Filibeck, a Roma e la vice presidente del Parlamento europeo Katarina Barley a Roma anche per il congresso del Partito socialista  europeo.

"Ho una forte emozione" ad essere qui "per il deputato Matteotti", ha detto Nicolas Schmit. "In Italia - ha aggiunto rispondendo ad una domanda - c'è la responsabilità di politici che non hanno mai preso le distanze dal fascismo storico".

La mostra “Giacomo Matteotti. Vita e morte di un padre della Democrazia” al museo di Roma, dal primo marzo al 16 giugno, ripercorre la vita del leader socialista, deputato e segretario del Partito Socialista Unitario, dagli esordi giovanili all'affermazione nazionale, dalle battaglie per la democrazia all'opposizione al fascismo, di cui aveva compreso tra i primi la natura totalitaria, fino al brutale omicidio perpetrato dal regime mussoliniano.

L'esposizione è a cura di Mauro Canali con il coordinamento di Alessandro Nicosia e racconta la profonda dignità e l'alto senso civico che Matteotti dimostrò in un tragico momento della nostra storia, diventando l'archetipo dell'avversario tenace del fascismo. In mostra materiali inediti e documenti originali: fotografie, manoscritti, oggetti, libri d'epoca, articoli di giornali e riviste, filmati e documentari, opere d'arte, ceramiche, brani musicali dedicati al leader politico.
L'esposizione è suddivisa in quattro sezioni: la prima è intitolata “Il giovane Matteotti' e illustra l'impegno in Polesine a favore di braccianti e mezzadri, la carriera accademica e l'adesione al Partito Socialista; la seconda è "Impegno politico nazionale 1919-1924" e ne racconta l'attività politica; la terza sezione si intitola “Sequestro e morte 1924-1926” e parte dall'affermazione nel 1924 del Psu quale partito più forte della sinistra, fino al sequestro di cui Matteotti fu vittima il 10 giugno 1924 a Roma, all'assassinio e al processo-farsa di Chieti; l'ultima è “Il mito di Matteotti” e si focalizza sul suo lascito.