L'intervista ad Agorà

Giorgia Meloni: Elezioni europee? "Per me la vittoria è confermare il voto alle politiche"

Il presidente del Consiglio: "Rinuncerei al governo senza consenso o per mia figlia Ginevra". Tanti i temi toccati: dal rapporto con la segreteria del Pd ai rapporti con il presidente Mattarella, dalle tasse alla politica estera

Alle elezioni europee "per me una vittoria sarebbe confermare i voti che mi hanno portato a Palazzo Chigi un anno e mezzo fa, e sarebbe cosa non facile: non accade spesso che dopo un anno e mezzo chi è il governo possa confermare quel consenso. Ma è sicuramente un obiettivo al quale punto". Così la premier Giorgia Meloni sulle elezioni europee in un'intervista a tutto campo ad Agorà, su Rai3.

E alla domanda per chi rinuncerebbe al Governo la risposta è senza incertezze: "C'è solo una persona al mondo che potrebbe convincermi a fare una scelta del genere ed è mia figlia Ginevra: se dovessi rendermi conto che lei sta pagando un prezzo troppo alto. E' una domanda che a volte mi faccio ma è una bambina forte, intelligente e comprensiva, stiamo facendo del nostro meglio per non perderci in questa tempesta. Rinuncerò quando dovessi rendermi conto che non ho più il consenso degli italiani, questa non è una vita che si può fare senza ragione, non è una cosa che fai per te stesso, non io. Ho conosciuto chi diceva 'ah, quando lo vedi com'è', ma adesso che l'ho visto è anche peggio", scherza la premier. "Devi sapere che qualcuno ci crede con te, non potrei farlo se mi rendessi conto che non ho più il consenso degli italiani per farlo, non potrei più se non avessi più la libertà di incidere, non sto qua a sopravvivere, non tutto riesce perfettamente, non sempre vinci ma devo sapere che sto cambiando qualcosa".
 

E sulla segretaria del Pd, Elly Schlein Meloni dice di rispettarla: "Non mi permetterei di dare consigli a Elly Schlein, ho una speranza: ho visto una sinistra che negli anni ha lavorato sulla demonizzazione degli avversari e invece credo che la politica italiana abbia bisogno di riportare il confronto anche quando è aspro su una condizione di rispetto e riconoscimento reciproco. Quando lavori sulla presunta impresentabilità, quando cerchi di trascinare politica nella lotta nel fango ci perdono le istituzioni. Io ho rispetto per Elly Schlein, quindi forse lei è la persona che da quella parte della barricata spero che voglia imprimere un cambiamento su questo".

"La sinistra si è indignata perché ho detto che le tasse non sono una cosa bellissima ma lo confermo". E sottolinea che "non accetto, come ho sentito, la leader del Pd dire che la sanità è bellissima che si paga con le tasse, sono d'accordo ma le lezioni anche no perché è stato questo governo a portare il fondo sanitario al suo massimo storico". 

Ottimi i rapporti con il presidente Mattarella, dice Giorgia Meloni: "lo ringrazio perché non fa mancare mai il suo sostegno non tanto al governo ma alla nazione. È un rapporto che gestiamo direttamente, personalmente, quelli che brigano per comprometterlo temo che resteranno delusi".

E ha respinto categoricamente chi li accusa di essere amici degli evasori: "A proposito di condoni" e dell'accusa di essere "amici degli evasori: il 2023 è stato l'anno record nel recupero dell'evasione fiscale, l'Agenzia delle Entrate ha incassato 25 miliardi 4,5 miliardi in più rispetto al precedente, numeri mai registrati: ora se noi che abbiamo fatto questi numeri siamo amici degli evasori chi c'era prima di noi e non li ha fatto cosa dovrebbe essere?". 

La presidente del Consiglio è netta anche sulle tasse per rinnovare le seconde case: Bisogna usare con "responsabilità" i proventi delle tasse e "non prendere i soldi di chi non aveva una casa per consentire a chi ne aveva due di ristrutturarla gratuitamente, non è il mio modello". 

Sui presunti dossieraggi si dice "assolutamente convinta che conosciamo la punta di un iceberg più che preoccupata sono molto indignata di qualcosa che aleggiava, abbiamo visto particolarmente in quest'anno le cose a orologeria, le paginate: penso che bisogna andare fino in fondo penso che la questione sia molto più ampia, penso che ci siano gruppi di potere che hanno utilizzato le informazioni riservate per fare gli interessi propri. Penso che non sia possibile che accada in Italia, bisogna andare fino in fondo, tirare fuori tutti i responsabili e soprattutto i loro mandanti".

Infine Giorgia Meloni sui viaggi all'estero e alla domanda sul "perché sta sempre in giro”: "Cerco di spostarli nel fine settimana per non togliere tempo alla politica interna" ma anche "la politica estera è politica interna. Fisicamente comincia ad avere il suo impatto. Sarà particolarmente gravoso quest'anno che l'Italia è presidente del G7 ma è una grande occasione perché ci consente di mettere le nostre priorità sul tavolo, non a caso abbiamo portato il tema dell'Africa, della migrazione e dell'intelligenza artificiale. È un'occasione che non intendo sprecare".