La celebrazione

Giovedì Santo. Il Papa a Rebibbia lava e bacia i piedi a 12 detenute: "Gesù perdona tutto e sempre"

Francesco sulla sedia a rotelle per il rito della lavanda dei piedi. Durante la messa in Coena Domini:" Tutti noi abbiamo piccoli e grandi fallimenti: ognuno ha la propria storia, il Signore non si stanca mai di perdonare"

Papa Francesco è arrivato in auto alla Casa circondariale femminile di Rebibbia, reparto femminile, dove per il rito della Lavanda dei piedi, ha effettuato il gesto che Gesù fece con i suoi discepoli nell'ultima cena. Il Papa è stato accolto dalla direttrice Nadia Fontana: al suo ingresso in sedia a rotelle nel cortile antistante la casa di detenzione ed è stato salutato dall'applauso del personale e quindi delle detenute, cui si è subito diretto a stringere le mani.

Le dodici donne di diverse nazionalità cui il Papa ha lavato i piedi fanno parte di una popolazione carceraria, di 360 donne detenute (più un bambino), del penitenziario della Capitale, molte delle quali, insieme alle Guardie penitenziarie, hanno preso parte alla Messa in Coena Domini presieduta da Papa Francesco. 

Il rito della lavanda dei piedi

"Gesù non si stanca mai di perdonare. Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono. Chiediamo oggi al Signore la grazia di non stancarsi. Tutti noi abbiamo piccoli e grandi fallimenti: ognuno ha la propria storia ma il Signore ci aspetta sempre con le braccia aperte e non si stanca mai di perdonare". Così Papa Francesco, a braccio, durante la messa in Coena Domini con le detenute del carcere romano di Rebibbia.

"Con la lavanda dei piedi - ha spiegato il Pontefice - Gesù si umilia, ci fa capire quello che aveva detto: 'io non sono venuto per essere servito ma per servire'". Il riferimento triste, invece, è l'episodio di Giuda, che per soldi tradisce.  "Ma Gesù perdona tutto - ha proseguito -, Gesù perdona sempre, soltanto chiede che noi chiediamo perdono. Una volta ho sentito una vecchietta, saggia, una donna del popolo, ha detto così: 'Gesù non si stanca mai di perdonare ,siamo noi a stancarci di chiedere perdono".  

 "Adesso fremo lo stesso che ha fatto Gesù, lavare i piedi - ha quindi concluso -. È un gesto che ci attira l'attenzione sulla vocazione del servizio, e chiediamo al Signore che faccia crescere tutti noi nella vocazione del servizio".

papa Francesco a Rebibbia rainews
papa Francesco a Rebibbia

A Rebibbia per messa in Coena Domini

Alla messa in Coena Domini, celebrata da Papa Francesco, svoltasi nel piazzale antistante il carcere di Rebibbia c'erano circa 200 persone, tra detenute, volontari e agenti della penitenziaria.

A proposito del rito della lavanda dei piedi, don Andrea Carosella il cappellano del carcere, aveva dichiarato all'emittente Vatican News: "Sarà certamente un bel momento, che aspettano con ansia anche perché sono state loro a invitare il Santo Padre per loro la visita del Papa è un segno di grande attenzione alla realtà carceraria e di grande incoraggiamento". 

Nell'intervista, don Andrea Carosella ha raccontato: "Qui ci sono donne con storie molto diverse di povertà, disagio, difficoltà ma tutte soffrono per la separazione dagli affetti; alcune addirittura non hanno più contatti con i proprio familiari, quindi fuori dal carcere sono completamente prive di punti di riferimento. Altre ancora, - ha detto - poi, sono madri, anche di figli molto piccoli e non poterli vivere è un dolore grande. Ecco: in carcere direi che si recupera la consapevolezza dei rapporti, con i figli ma non solo, e il significato di questi rapporti. L'incontro e il dialogo a quel punto diventano fondamentali".

Il Papa nelle carceri

Per celebrare la messa che apre il Triduo pasquale, Francesco ha quasi sempre scelto degli istituti di pena: l'anno scorso, il 6 aprile 2023, fu nel carcere minorile romano di Casal del Marmo. Negli anni passati è stato sempre a Roma, ancora in quello minorile di Casal del Marmo nel 2013, a Rebibbia nel 2015 e a Regina Coeli nel 2018. E poi in quello di massima sicurezza di Paliano (Frosinone) nel 2017 e a Velletri nel 2019. A causa delle restrizioni imposte dal Covid, il rito è stato sospeso nel 2020 e nel 2021. 

Papa Francesco arrivato a Rebibbia rainews
Papa Francesco arrivato a Rebibbia

Con la Santa Messa del Giovedì Santo, liturgia che si celebra in questo giorno in tutte le chiese cattedrali, di fatto si entra nel vivo del triduo sacro prima della Pasqua. Nel corso della celebrazione eucaristica, i sacerdoti rinnovano le promesse fatte al momento della sacra ordinazione; quindi ha luogo la benedizione dell'olio degli infermi, dell'olio dei catecumeni e del crisma. Presenti, insieme a Papa Francesco, molti cardinali, vescovi e sacerdoti.

Il Papa chiede ai sacerdoti di sapere piangere perché "la guarigione del cuore di Pietro, la guarigione dell'Apostolo, la guarigione del Pastore avvengono quando, feriti e pentiti, ci si lascia perdonare da Gesù: passano attraverso le lacrime, il pianto amaro, il dolore che consente di riscoprire l'amore". 

Il Pontefice propone allora "in questo Giovedì santo dell'Anno della preghiera, qualche pensiero su un aspetto della vita spirituale piuttosto tralasciato, ma essenziale; lo ripropongo con una parola forse desueta, ma che credo ci faccia bene riscoprire: la compunzione". Piangere su se stessi non significa "piangerci addosso come spesso siamo tentati di fare". 

"Il Signore - ha indicato il Papa nell'omelia della messa del Crisma - cerca, specialmente tra chi è consacrato a Lui, chi pianga i peccati della Chiesa e del mondo, facendosi strumento di intercessione per tutti. Quanti testimoni eroici nella Chiesa ci indicano questa via! Pensiamo ai monaci del deserto, in Oriente e in Occidente; all'intercessione continua, fatta di gemiti e lacrime, di San Gregorio di Narek; all'offerta francescana per l'Amore non amato; a sacerdoti, come il Curato d'Ars, che vivevano di penitenza per la salvezza altrui. Non è poesia, è sacerdozio", ha concluso il Papa. 

Papa Francesco AFP
Papa Francesco

Giovedì Santo

Il Giovedì Santo è il giorno per i cristiani in cui si conclude la Quaresima, iniziata con il Mercoledì delle Ceneri. Si ricorda l’Ultima cena, quando Gesù istituì l’Eucarestia, salutò i dodici apostoli e perdonò chi lo avrebbe tradito. Il rito più noto è la lavanda dei piedi, un gesto che rappresenta il dovere di mettersi al servizio degli altri, come fece Cristo con gli apostoli. 

Nel 2016, Papa Francesco ha disposto la modifica delle regole che disciplinavano liturgicamente il tradizionale rito della lavanda dei piedi, prevedendo che per riceverla non devono più essere scelti solo uomini o ragazzi, ma che "i pastori della Chiesa possono scegliere i partecipanti al rito tra tutti i membri del Popolo di Dio", quindi anche le donne.

Per i cristiani, l'Ultima cena è l'ultimo pasto consumato da Gesù insieme ai suoi discepoli. In quell'occasione, in cui stavano celebrando la Pasqua ebraica, Cristo istituì l'Eucarestia, distribuendo il pane e il vino come fossero il suo corpo e il suo sangue. L'Ultima cena è la protagonista di una delle opere d'arte più importanti di tutti i tempi, ovvero Il Cenacolo di Leonardo Da Vinci, custodito nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Milano. Leonardo rappresenta il momento più drammatico del Vangelo quando Cristo annuncia il tradimento di uno degli apostoli: "In verità vi dico uno di voi mi tradirà". 

I doni delle donne della Casa circondariale di Rebibbia Rainews
I doni delle donne della Casa circondariale di Rebibbia

Alla fine della cerimonia le donne detenute a Rebibbia hanno lasciato dei doni la Papa: un cesto con le primizie di stagione coltivate nell'orto del carcere, un rosario e delle stole realizzati nei laboratori della casa circondariale romana.