Conferenza episcopale italiana

Il cardinale Zuppi: "Preoccupa la tenuta del sistema Paese. Favorire uno sviluppo unitario"

Il presidente del vescovi apre il Consiglio permanente della Cei: "Ricostituire un clima di fiducia e di speranza nella Chiesa. Le elezioni europee, grande occasione di partecipazione popolare"

Il cardinale Zuppi: "Preoccupa la tenuta del sistema Paese. Favorire uno sviluppo unitario"
Rainews
Matteo Maria Zuppi

Aprendo i lavori del Consiglio permanente della Cei, nella consueta relazione annuale, il presidente dei vescovi italiani, e arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Maria Zuppi si dice preoccupato per “la tenuta del sistema Paese, in particolare di quelle aree che ormai da tempo fanno i conti con la crisi economica e sociale, con lo spopolamento e con la carenza di servizi. Non venga meno un quadro istituzionale che possa favorire uno sviluppo unitario, secondo i principi di solidarietà, sussidiarietà e coesione sociale. Su questo versante, la nostra attenzione è stata costante e resterà vigile, nella consapevolezza che il Paese non crescerà, se non insieme”.

Il cardinale prosegue poi il suo ragionamento, chiedendo “un clima di fiducia e di speranza nella nostra Chiesa, liberarsi da amarezze e renderle impegno, progetto, esperienza. La Chiesa può e deve essere, vivendo così, un segno di speranza nella società italiana”. L’arcivescovo di Bologna ha aggiunto: “Si parla e si scrive sulla Chiesa, quella in Italia, il suo futuro, le difficoltà, i problemi”, come la “diminuita rilevanza e consistenza della Chiesa. Per qualcuno è prova di scelte sbagliate, per altri effetto di scelte non compiute, per altri ancora constatazione angosciata di scelte da compiere. Il dibattito non ci fa paura” mette in chiaro il prelato romano.

L'Europa “vivrà a giugno una grande occasione di partecipazione popolare per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo” ricorda ancora, rilanciando l'appello dei vescovi europei: “Il progetto di un'Europa unita nella diversità, forte, democratica, libera, pacifica, prospera e giusta è un progetto che condividiamo e di cui ci sentiamo responsabili. Siamo tutti chiamati a portarlo avanti anche esprimendo il nostro voto e scegliendo responsabilmente i deputati che rappresenteranno i nostri valori e lavoreranno per il bene comune nel prossimo Parlamento europeo” afferma Matteo Maria Zuppi.

 

Sulla pace: “L’Italia ripudia la guerra, l’Europa no?”

Il presidente della Cei concorda con le parole di Papa Francesco sulla guerra e sottolinea che “la vita viene prima di tutto. Le parole del Santo Padre sulla pace sono tutt'altro che ingenuità. È sofferta e drammatica condivisione di un dolore – spiega il cardinale nell'introduzione al Consiglio permanente - che non potremo mai misurare”. Paragona dunque l'atteggiamento della Chiesa a quello di Maria sotto la croce: “Non può abituarsi al buio e crede alla luce anche quando ci sono solo le tenebre. L'empatia e la pietà femminili prevalgono su tutto, su ogni valutazione, pur indispensabile, relativa ad aggressori e aggrediti, a ragioni e torti. La vita viene prima di tutto. La Chiesa è madre e vive la guerra come una madre, per la quale il valore della vita è superiore a ragionamenti o schieramenti lontani da questo”.

Per questo è necessario “trovare un quadro nuovo, un paradigma differente, coinvolgendo la comunità internazionale per trovare insieme alle parti in causa una pace giusta e sicura. Proprio su questo versante, gli Stati e i popoli europei, le stesse istituzioni dell'Unione europea, devono riscoprire la loro vocazione originaria, improntando le relazioni internazionali alla cooperazione” ha dichiarato il presidente della Conferenza episcopale italiana. Proseguendo: la priorità della Chiesa in questo tempo storico è “la pace. Facilmente possiamo riconoscere tante situazioni nelle quali si sta pianificando l'eliminazione del fratello. Basta pensare ai conflitti in corso. Per tutti vogliamo rinnovare il nostro appello: pace! Riconosciamo in queste parole il saluto del Signore risorto. È una responsabilità perché questo annuncio - ha proseguito Zuppi - possa incarnarsi in tutte le contraddizioni di questa nostra storia. Non possiamo rassegnarci a un aumento incontrollato delle armi, né tanto meno alla guerra come via per la pace. L'Italia - l'Europa no? - ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” ha ricordato Zuppi, citando la Costituzione repubblicana.

 

“Applicare la legge sulle cure palliative”

La Cei torna a chiedere di applicare la legge sulle cure palliative. “Guardiamo con apprensione alla tematica del fine vita” ha detto il cardinale. “Ogni sofferente, che sia in condizioni di cronicità o al termine della sua esistenza terrena, deve sempre essere accompagnato da cure, farmacologiche e di prossimità umana, che possano alleviare il suo dolore fisico e interiore. Le cure palliative, disciplinate da una buona legge ma ancora disattesa, devono essere incrementate e rese nella disponibilità di tutti senza alcuna discrezionalità di approccio su base regionale, perché rappresentano un modo concreto per assicurare dignità fino alla fine, oltre che un'espressione alta di amore per il prossimo”. Per Zuppi “la piena applicazione della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento, inoltre, è ulteriore garanzia di dignità e di alleanza per proteggere la persona nella sua sofferenza e fragilità”.