Il caso dossier scuote la politica, Meloni: “Gravissimo quanto emerge dall'inchiesta di Perugia”

Anche per il ministro della Giustizia Nordio si tratta di un fatto "estremamente grave". Il presidente della Regione Lombardia si dice sconvolto. Per Donzelli c'è un "disegno politico"

Il caso dossier scuote la politica, Meloni: “Gravissimo quanto emerge dall'inchiesta di Perugia”
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Giorgia Meloni

La polemica politica si infiamma, mentre sui giornali italiani compaiono oggi altri nomi degli “spiati” . Sono decine i politici e i vip osservati indebitamente dal tenente della guardia di finanza Pasquale Striano mentre era in servizio alla procura nazionale antimafia, centinaia gli accessi "abusivi" alle banche dati con informazioni sensibili che non avrebbero dovuto essere diffuse. Giovedì, e con orari ancora da definire, si terranno con ogni probabilità le audizioni al Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica del procuratore nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, e del procuratore di Perugia, Raffaele Cantone. Entrambi i magistrati avevano chiesto di esser ascoltati dal Comitato in relazione all'inchiesta perugina relativa ai presunti dossier.

Meloni: “Gravissimo quanto emerge dall'inchiesta”

"Ritengo gravissimo che in Italia ci siano dei funzionari dello Stato che hanno passato il loro tempo a violare la legge facendo verifiche su cittadini, comuni e non, a loro piacimento  per poi passare queste informazioni alla stampa, ed in particolare ad alcuni esponenti della stampa. Utilizzare così le banche dati pubbliche non c'entra niente con la libertà di stampa", ha affermato Giorgia Meloni parlando con le tv appena giunta a Teramo. 

Poi, da Pescara: "Credo serva fare molta chiarezza su quello che scopriamo in queste ore dai giornali, da un'inchiesta a Perugia secondo la quale ci sono funzionari dello Stato italiano che fanno dossieraggi ad personam per passare le notizie ad alcuni giornali, segnatamente al giornale di De Benedetti. Vogliamo sapere chi sono i mandanti, perché questi sono metodi da regime" ha detto la premier, durante il comizio di chiusura del centrodestra a sostegno della candidatura del governatore uscente Marco Marsilio, in vista delle elezioni regionali in Abruzzo in programma domenica.

Nordio: “Fatto estremamente grave”

“È un fatto estremamente grave, che si innesta in una situazione ormai sedimentata da anni: il diritto alla privacy, garantito dall'articolo 15 della nostra Costituzione, è diventato ormai una sorta di aspirazione metafisica”, ha commentato Carlo Nordio, ministro della Giustizia, a margine del Consiglio Ue.

Crosetto: “Io parte lesa, gli indagati (stra)parlano”

"Sono l'unico che non parla sul tema 'Dossier'. Nonostante sia la persona che ostinatamente, in solitudine, senza solidarietà, ha cercato la verità. Contro nessuno. Solo per giustizia. Non parlo per rispetto dell'inchiesta. Non parla la parte lesa ma (stra)parlano gli indagati" scrive il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X.

Questa mattina Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d'Italia e vicepresidente del Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), a 24 Mattino su Radio 24 ha parlato di un “disegno politico” preciso. "I mandanti devono essere scoperti, nessuno ci può raccontare che un uomo della Guardia di Finanza si sveglia e fa così, per passione, 900 accessi e li regala a un giornale di sinistra, come Il Domani di De Benedetti, senza che ci sia una richiesta, né un disegno politico, soltanto perché la mattina si è svegliato storto, non ci crede nessuno". 

"Sento dire che sono stati spiati esponenti della maggioranza ma anche dell'opposizione, ma del Pd non c'è nessuno, a malapena mezzo consigliere regionale. Quindi un disegno politico mi sembra abbastanza evidente che ci sia anche perché le informazioni di quelli di destra poi sono finite sui giornali, ci sono state le campagne di fango indecenti nei confronti di esponenti di centro-destra basate su informazioni riservate che non devono uscire utilizzate in modo scorretto tramite l'Antimafia e la Guardia di Finanza e quindi c'è un tema molto serio di tenuta delle istituzioni che deve essere approfondito fino a scoprire chi voleva questa cosa, e non solo sul lato politico ma anche sul lato economico, dato che mi pare siano molti anche gli accessi economici a questa vicenda. È una cosa gravissima e dovrebbero indignarsi tutte le forze politiche e nessuno dovrebbe cercare di sminuire. Le regole comuni del gioco devono esistere, se qualcuno pensa di sabotare queste regole utilizzando dei metodi scorretti è fuori dal gioco", conclude Donzelli. 

Anche il nome del governatore lombardo Attilio Fontana è comparso nell'inchiesta di Perugia sul presunto dossieraggio a politici e vip spiati. "È una cosa sconvolgente, mi aspetto anche che il presidente della Repubblica intervenga perché non possiamo permetterci che lo Stato di diritto in cui tutto crediamo, che la democrazia in cui crediamo possa essere  calpestata da questi comportamenti", ha detto stamani a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico dello Iulm. "Mi stupisce - ha aggiunto - che se ne parli in termini così poco drammatici". 

Schlein: "Scandalo di gravità inaudita"

"Uno scandalo" la "schedatura illegittima di centinaia di persone" è "di una "gravità inaudita" ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein alla registrazione di “Cinque Minuti” di Bruno Vespa. Schlein ha sottolineato la necessità di "fare estrema chiarezza" rimarcando: "Noi abbiamo chiesto di audire sia Melillo sia Cantone". Bisogna "evitare che possano ancora accadere fatti di questo tipo".

Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia e fondatore del partito 'Coraggio Italia', parla al Corriere della Sera di “situazione stile Gladio”. Brugnaro ha precisato: "Quanto è emerso è molto pericoloso. Va dato merito al ministro Guido Crosetto per avere presentato denuncia". Anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi si sbilancia in paragoni forti questa mattina sulle pagine del Foglio: "Ciò che stiamo leggendo è una vicenda enorme, che ricorda le dittature populiste del Sud America".