Nell'Aula delle Benedizioni, in Vaticano

Il Papa ai magistrati: "Affrontate gli scandali con coraggio". Diddi: "Credibilità internazionale"

Il Santo Padre, ancora affaticato, non legge direttamente il discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il promotore di giustizia ricorda che la Santa Sede ha affrontato l'anno scorso importanti procedimenti giudiziari civili e penali

Il Papa ai magistrati: "Affrontate gli scandali con coraggio". Diddi: "Credibilità internazionale"
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Papa Francesco

“Occorre coraggio per andare fino in fondo nell'accertamento rigoroso della verità, ricordando che fare giustizia è sempre un atto di carità, un'occasione di correzione fraterna che intende aiutare l'altro a riconoscere il suo errore. Questo vale in special modo quando emergono e devono essere sanzionati comportamenti che sono particolarmente gravi e scandalosi, tanto più quando avvengono nell'ambito della comunità cristiana. Bisogna avere coraggio mentre si è impegnati per assicurare il giusto svolgimento dei processi”: a dirlo, anche se non direttamente in quanto ancora raffreddato e quindi impossibilitato a leggere il discorso, è Papa Francesco inaugurando l'anno giudiziario in Vaticano. “Il coraggio disorienta i corrotti” aggiunge il Pontefice, ancora alle prese con qualche acciacco di stagione.

“Dichiaro aperto l'anno giudiziario per il 2024”: questa la semplice formula, pronunciata davanti al Santo Padre nell'aula delle Benedizioni, con cui il presidente del Tribunale vaticano, Giuseppe Pignatone, ha inaugurato il nuovo anno giudiziario della Santa Sede. Il Papa, ancora affaticato, ha rivolto qualche parola di saluto ma poi ha lasciato leggere il discorso preparato al suo collaboratore, monsignor Filippo Ciampanelli.

L'indirizzo di saluto è stato tenuto invece da Alessandro Diddi, promotore di giustizia vaticano, che ha voluto sottolineare “la credibilità” che la giurisdizione vaticana “ormai da anni” ha saputo conquistare nell'ordinamento internazionale, “nonostante la sua non appartenenza all'Unione europea, l'anno appena trascorso - ha aggiunto Diddi - è stato caratterizzato dallo svolgimento di processi importanti, sia nel settore civile, sia nel settore penale”. Il riferimento è al processo sull'uso dei fondi della Segreteria di Stato, per cui è stato condannato il cardinale Giovanni Angelo Becciu.

 

Motu proprio per adeguare il Tribunale della Segnatura apostolica alla nuova Costituzione

Firmato il 28 febbraio scorso, il Vaticano ha reso pubblico oggi un nuovo Motu proprio di papa Francesco, dal titolo “Munus Tribunalis”, con il quale il Pontefice adegua e armonizza la legge propria del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica con la riforma della Curia attuata dalla Costituzione “Praedicate Evangelium”.

La legge della Segnatura, che viene leggermente ritoccata con cambiamenti lessicali, ricorda Vatican News, era stata promulgata da Benedetto XVI nel giugno 2008. “Nell'esercizio della funzione di Supremo Tribunale della Chiesa - scrive Francesco nella premessa del documento - la Segnatura Apostolica si pone al servizio del supremo ufficio pastorale del Romano Pontefice e della sua missione universale nel mondo. In questo modo, dirimendo le contese sorte per un atto di potestà amministrativa ecclesiastica, il Supremo Tribunale provvede al giudizio di legittimità sulle decisioni emanate dalle istituzioni curiali nel loro servizio al Successore di Pietro e alla Chiesa universale”.

I cambiamenti riguardano la sostituzione del termine “chierici” con “presbiteri” all'art. 1 della legge propria; la sostituzione della parola “Dicastero” con la parola “Tribunale” all'art. 3 e con la parola “Segnatura Apostolica” all'art. 32; la sostituzione dell'espressione “emessi dai Dicasteri della Curia Romana” con l'espressione “emessi dalle Istituzioni curiali” all'art. 34; la sostituzione dell'espressione “promuovere e approvare l'istituzione dei tribunali interdiocesani” con l'espressione “approvare l'erezione di tribunali di ogni genere costituiti dai vescovi di più diocesi” all'art. 35; la sostituzione del termine “Dicastero” con “Istituzione curiale” agli articoli 79, 80, 81, 92 e 105.