La commissione ministeriale

La decisione di Piantedosi, l'ira del sindaco e l'eventuale iter di scioglimento

La telefonata del Ministro al sindaco e la reazione di Decaro poi le precisazioni del Viminale. Alla fine del lavoro della Commissione, il cui parere non è vincolante, a decidere sull'eventuale scioglimento dovrà essere il Prefetto.

La decisione di Piantedosi, l'ira del sindaco e l'eventuale iter di scioglimento
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Il municipio di Bari

La telefonata del ministro al Sindaco Antonio Decaro arriva nella serata di martedì, ma l’ipotesi di una commissione era nell’aria da tempo. Già alla fine di febbraio, dopo l’arresto di 130 persone in una inchiesta della Dda barese che ha svelato un presunto intreccio mafia-politica con scambio di voto alle Comunali del 2019, era stato per primo Maurizio Gasparri a ipotizzare un’ipotesi di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Bari. Proprio contro Gasparri si era scagliato lo stesso sindaco.

“L'atto definito dal ministro Piantedosi, come un meccanismo a orologeria - spiega il sindaco - segue la richiesta di un gruppo di parlamentari di centrodestra pugliese, tra i quali due viceministri del Governo. Incuranti delle parole del Procuratore distrettuale antimafia che in conferenza stampa ha detto testualmente: ”l'amministrazione comunale di Bari in questi anni ha saputo rispondere alla criminalità organizzata", gli stessi soggetti che nel 2019 hanno portato in Consiglio Comunale due consiglieri arrestati per voto di scambio, ora spingono per lo scioglimento di un grande capoluogo di regione, evento mai successo in Italia, nemmeno ai tempi dell'inchiesta su Mafia Capitale. È un atto gravissimo – conclude Decaro - che mira a sabotare il corso regolare della vita democratica della città di Bari, proprio, guarda caso, alla vigilia delle elezioni. Elezioni che il centrodestra a Bari perde da vent'anni consecutivamente. Per le quali stenta a trovare un candidato e che stavolta vuole vincere truccando la partita".

 Matteo Piantedosi e Antonio Decaro LaPresse/Ipa
Matteo Piantedosi e Antonio Decaro

LE PRECISAZIONI DEL VIMINALE PER STEMPERARE LE POLEMICHE

Dopo ore di polemiche al calor bianco, mercoledì a tarda sera arriva una precisazione del Ministero dell'Interno che sembra avere lo scopo di gettare acqua sul fuoco: l'ispezione è un atto dovuto e lo scioglimento del comune di Bari non è ancora deciso, si dice in sostanza.

"L'accesso ispettivo - recita il comunicato - si è reso necessario in esito ad un primo monitoraggio disposto dal Viminale circa i fatti emersi a seguito dell'indagine giudiziaria che ha portato a più di 100 arresti nel capoluogo pugliese e alla nomina, da parte del Tribunale, ai sensi dell'art. 34 del codice antimafia, di un amministratore giudiziario per l'azienda Mobilità e Trasporti, interamente partecipata dallo stesso Comune".
Il Viminale precisa inoltre che "l'accesso ispettivo, disposto ai sensi di specifiche previsioni di legge, a Bari come in altri diversi enti locali per analoghe circostanze, non è pregiudizialmente finalizzato allo scioglimento del Comune bensì ad un'approfondita verifica dell'attività amministrativa, anche a tutela degli stessi amministratori locali che potranno offrire, in quella sede, ogni utile elemento di valutazione".

"Questo governo - ha replicato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi alla conferenza stampa di ieri del sindaco Decaro - ha dichiarato guerra alle mafie e non certo agli amministratori locali. Capisco l'amarezza del sindaco di Bari" ma "il nostro governo da quando si è insediato ha già sciolto 15 Comuni in prevalenza di centrodestra".
Decaro, che la scorsa settimana a quanto si apprende ha avuto un incontro con Piantedosi per parlare della vicenda, ha
comunque offerto "piena collaborazione" ai commissari la cui relazione, che potrebbe anche contenere l'ipotesi di
scioglimento del comune, dovrebbe arrivare dieci giorni dopo il primo turno delle elezioni che si terranno l'8 e il 9 giugno, e quindi nel pieno della campagna elettorale per un eventuale ballottaggio.

L'EVENTUALE ITER DI SCIOGLIMENTO

L'iter per lo scioglimento del Comune di Bari per infiltrazioni mafiose prevede che il prefetto ne valuti l'eventualità ed è una valutazione che può essere anche indipendente dalle conclusioni delle autorità giudiziarie. Il prefetto può dare avvio alla procedura di scioglimento, sentito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che su tale materia è allargato al procuratore della Repubblica il cui parere è rilevante