Calcio

L'ex Milan Robinho, dopo la condanna accusa l'Italia di razzismo

Mercoledì l'ex Milan potrebbe finire in carcere in patria dopo la condanna in via definitiva per violenza sessuale di gruppo che gli è stata inflitta in Italia. "Tribunale razzista, un bianco non sarebbe stato condannato"

L'ex Milan Robinho, dopo la condanna accusa l'Italia di razzismo
Pedro Vilela/Getty Images
Robinho

"Certamente se il mio processo fosse contro un italiano bianco sarebbe diverso. Senza dubbio. Con la quantità di prove che ho non verrei condannato". Lo ha detto l'ex calciatore del Milan Robinho alla tv brasiliana Record, a proposito della condanna a nove anni di carcere per violenza sessuale di gruppo in Italia. Robinho ha accusato il sistema giudiziario italiano di razzismo nel suo processo. Mercoledì prossimo, intanto, la Corte Superiore di Giustizia brasiliana (STJ) valuterà la richiesta del governo italiano di fargli scontare la pena in territorio brasiliano. "Ho giocato solo quattro anni in Italia e sono stanco di vedere storie di razzismo. Sfortunatamente, questo continua fino ad oggi. Era il 2013, siamo nel 2024. Le stesse persone che non fanno nulla contro questo tipo di atti sono le stesse che mi hanno condannato", ha dichiarato Robinho a TV Record. Nel ricostruire il suo caso, Robinho ha ammesso la breve relazione con la ragazza che lo ha accusato. "Abbiamo avuto un rapporto superficiale e veloce. Ci siamo scambiati dei baci. In nessun momento lei mi ha respinto o ha detto 'stop'. C'erano altre persone in quel posto e quando ho visto che lei voleva restare con altri ragazzi io sono andato a casa", ha aggiunto l'ex giocatore del Santos.