Trent'anni dall'agguato, il ricordo. Era il 20 marzo 1994

Mattarella: "Gli assassini di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin sono ancora senza nome. È una ferita"

Giorgia Meloni alla Camera: "Il suo coraggio è il coraggio delle donne italiane". Le iniziative in varie città italiane per non dimenticare

Mattarella: "Gli assassini di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin sono ancora senza nome. È una ferita"
Ansa
Ilaria Alpi, la giornalista assassinata il 20 marzo 1994

"A trent'anni dall'agguato mortale che spezzò le vite di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, il loro ricordo è presente come nei giorni drammatici in cui la terribile notizia da Mogadiscio piombò sul nostro Paese. Erano giornalisti di valore alla ricerca in Somalia di verifiche e riscontri su una pista che avrebbe potuto portare a svelare traffici ignobili". Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell'anniversario della morte avvenuta il 20 marzo del 1994.

"Le Medaglie d'oro al Merito Civile, di cui Alpi e Hrovatin sono stati insigniti - prosegue -  testimoniano il valore che la Repubblica riconosce alla loro opera. Un prezzo pagato nell'esercizio di un diritto, quello all'informazione, che è un presidio essenziale alla libertà di tutti e un pilastro su cui si regge la vita democratica. Gli assassini e i mandanti sono ancora senza nome e senza volto dopo indagini, depistaggi, ritrattazioni, processi finiti nel nulla. È una ferita che riguarda l'intera società. Le Istituzioni sanno che non ci si può mai arrendere nella ricerca della verità". 

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è unita nel ricordo dei giornalisti scomparsi. L'ha fatto in apertura della replica alla Camera dopo il dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue.

Ilaria Alpi aveva solo 33 anni quando veniva uccisa a Mogadiscio col suo assistente Miran Hrovatin. Aveva alle spalle l'esperienza di molti reportage in Somalia, si occupava della guerra, del malaffare e della condizione femminile. Lavorava sui traffici illeciti di ogni tipo, in particolare, quando fu uccisa il 20 marzo 1994, si stava occupando del traffico di rifiuti tossici. Molto si è compreso in questi anni sui motivi per cui Ilaria e Miran erano "scomodi", ma una verità giudiziaria non c'è mai stata, ai nomi dei colpevoli non si è mai arrivati. Nonostante gli sforzi dei familiari, e in particolare di Luciana Alpi. 

Non ha portato frutti neanche la Commissione parlamentare d’Inchiesta presieduta dall'onorevole Carlo Taormina, basata su fatti poi smentiti, a cominciare dall'identificazione dell'automobile su cui viaggiavano i giornalisti Rai. Ci sono misteri e depistaggi che hanno segnato questa vicenda, a cominciare dal girato di Miran sottratto e ricomparso dopo più di un mese, appunti e documenti spariti, i soccorsi mancati sul luogo del delitto e l'autopsia non eseguita. Eppure c'erano diverse piste su cui indagare, che non sono state prese in considerazione, o fatti come il fermo che impedì ai giornalisti che di prendere l’aereo dalla città di Bosaso solo 4 giorni prima dell'assassinio. E infine un capro espiatorio, la condanna e poi l'assoluzione di un innocente, Hashi Omar Hassan. Alla sua implicazione Giorgio e Luciana Alpi non hanno mai creduto. L’inchiesta giudiziaria della Procura di Roma è ancora aperta. 

Murale per Ilaria Alpi al Tito Lucrezia Caro Rainews
Murale per Ilaria Alpi al Tito Lucrezia Caro

Diverse le iniziative oggi in varie città italiane per il trentesimo anniversario dell'assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, con l''intento di rilanciare l'impegno a non archiviare la vicenda, di rinnovare la battaglia per la verità e la giustizia, di dare impulso alle nuove indagini avviate dalla Procura di Roma e di tutelare il giornalismo d'inchiesta.

Nel liceo linguistico Tito Lucrezio Caro di Roma, la scuola dove ha studiato Ilaria Alpi, aperto al pubblico nell’aula magna dell’Istituto (dedicata alla giornalista Rai) un murale realizzato dall’artista Alessandra Chicarella dedicato ai due giornalisti tragicamente scomparsi. Per l’occasione verranno esposti alcuni pannelli della mostra “Mi richiama talvolta la tua voce” di Paola Gennari Santori dedicata al mondo personale di Ilaria Alpi e messi a disposizione dalla Fondazione Paolo Murialdi. 

Le figure dei due cronisti sono ricordate anche nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma con un seminario dal titolo “Le voci del coraggio” dedicato a Ilaria, Miran e ai giornalisti uccisi in guerra (Marco Luchetta, Dario D’Angelo, Andy Rocchelli, Alessandro Sasa Ota, Enzo Baldoni, Simone Camilli).

A Parma, dove risiedono gli ultimi famigliari della giornalista, dopo la scomparsa dei genitori che, fino all’ultimo, hanno fatto di tutto per far luce sulla morte dell’unica figlia, le iniziative sono cominciate il 16 marzo. Oggi è prevista al palazzo del Governatore un'iniziativa dal titolo “Ilaria Alpi e il giornalismo di inchiesta” e la sera alle 20.45 al teatro Sala Scenografia lo spettacolo con Ottavia Piccolo “Lo schifo. Omicidio non casuale di Ilaria Alpi”. La città nel 2009 ha dedicato alla giornalista una biblioteca internazionale nel Complesso Del San Paolo.